Quest’uomo non solo ha visitato tutti i Paesi del mondo ma anche ogni singola regione della Russia!

Babis Bizas in posa vicino alle formazioni rocciose di Manpupuner

Babis Bizas in posa vicino alle formazioni rocciose di Manpupuner

Archivio personale
Il greco Babis Bizas è probabilmente uno dei più grandi viaggiatori di tutti i tempi e conosce a menadito anche il Paese più grande del mondo. Insomma, è la persona più adatta per darvi qualche consiglio sul vostro prossimo viaggio russo

Non ci sono molti russi che conoscono il Paese così a fondo come il cittadino greco Babis Bizas. Lui ha viaggiato attraverso la Russia per 40 dei suoi 66 anni, coprendo tutti i soggetti della Federazione, che sono ben 85, tra oblast (ossia “regioni”; 46), repubbliche (22), kraj (ossia “territori”; 9), circondari autonomi (4), città federali (3) e regioni autonome (1). Ovviamente non si è fatto mancare neanche l’Artico russo e le isole dell’Estremo Oriente.

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Babis Bizas è un membro attivo della Società Geografica Russa, è autore della guida “All Russia”, e si fregia del titolo di “The most travelled man on Earth”. Ha infatti visitato tutti i 193 Paesi sovrani del mondo, e molti di loro più di una volta. Ora, con la Russia che riprende gradualmente i collegamenti aerei con il mondo, Babis e sua moglie Penelope non vedono l’ora di visitarla di nuovo e questa volta vogliono trascorrere un periodo tra i nomadi della Penisola del Tajmyr.

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“Ottenere il visto sovietico era un gioco da ragazzi”

Nella Terra di Francesco Giuseppe

Babis Bizas ha iniziato a viaggiare a metà degli anni Settanta e ha deciso di fare dei viaggi la sua professione: ha lavorato per gran parte della sua vita per una compagnia di viaggi di Atene. La prima volta che ha visitato la Russia è stato nel 1982, quando faceva ancora parte dell’Unione Sovietica. Allora, un turista straniero poteva venire in Urss solo prenotando un viaggio con l’agenzia di Stato sovietica “Intourist”.

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“Era un tour standard di quel tempo, molto popolare in Grecia: Mosca, Leningrado e Kiev”, ricorda Babis. “C’erano migliaia di greci”.

Successivamente, iniziò ad esplorare l’Asia Centrale sovietica, in particolare Samarcanda, Bukhara, Tashkent (le città più antiche dell’Uzbekistan), Bishkek (che all’epoca si chiamava Frunze; la capitale del Kirghizistan), Ashgabat (la capitale del Turkmenistan) e Alma Atà (per molti anni la capitale del Kazakistan). “Altri viaggi inclusero gli Stati baltici, la Moldova e l’Ucraina”, racconta Babis. “Ed è così che pian piano visitai tutte e 15 le repubbliche sovietiche.”

“Ottenere un visto sovietico era semplicissimo per i turisti di Intourist. Ci voleva solo uno o due giorni”, dice. “Ora, quello russo richiede più scartoffie e più tempo!”. Anche se, finita l’emergenza Covid, le cose cambieranno, Già quest’anno doveva infatti partire il visto elettronico per i cittadini di 52 Paesi, tra cui l’Italia, ed è sospeso solo a causa della pandemia.

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“Non perdetevi queste città!”

Babis Bizas ha proseguito a esplorare la Russia 4-5 volte all’anno e ha notato cambiamenti significativi nelle regioni. “Vedo molto sviluppo nelle città, soprattutto oltre gli Urali”, dice. “Prendete, ad esempio, Vladivostok: non ci sono molti edifici storici, ma questi nuovi ponti e queste isole ti fanno sentire come se fossi negli Stati Uniti! Vladivostok ora è incredibile, è una delle migliori città della Russia!”.

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Se volete vedere l’architettura tradizionale, oltre a Mosca, San Pietroburgo e all’Anello d’Oro, Babis consiglia di iniziare da Tomsk: “In questa città siberiana ci sono le vecchie case di legno meglio conservate”. Nel Nord della Russia, mette in evidenza Kargopol e le antiche città sul Lago Ladoga.

Sebastopoli, sul Mar Nero, ha un’eccellente architettura classica”, osserva. “Le mie altre città preferite sono Astrakhan, Nizhnij Novgorod e Kazan”, con il suo cremlino patrimonio dell’Unesco.

Nella natura selvaggia

Orsi polari

Tuttavia, Babis Bizas afferma che i siti più interessanti in Russia si trovano lontano dalle aree urbane. “I miei posti preferiti sono la Terra di Francesco Giuseppe e l’Isola di Wrangel. Ci sono così tanti orsi polari!”. Il viaggiatore ricorda che quando è arrivato a Wrangel, la mattina si è svegliato e ha visto almeno venti orsi davanti alla nave.

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Le isole della Chukotka, della Kamchatka e quelle dell’arcipelago delle Curili nella regione di Sakhalin si sono stampate nella memoria del greco per la loro bellezza e natura uniche: sull’isola di Tjulenij, nel Mare si Okhotsk c’è una grande colonia di foche. La piccola isola disabitata di Iony (conosciuta anche come Isola di Giona) ospita rare specie di uccelli, mentre sulle Curili, Babis Bizas è rimasto impressionato dai crateri vulcanici. “Ogni isola è una sorpresa”, dice, aggiungendo che raggiungerle e tornare indietro è stata una vera avventura. “Ricordo che quando eravamo sull’isola di Mednyi, nelle Isole del Commodoro, abbiamo visitato un villaggio abbandonato dove le case erano intatte. Persino i libri erano ancora sugli scaffali. Come se qualcuno avesse detto ai residenti di salire su una nave entro mezz’ora, perché la prossima sarebbe arrivata solo tra un anno”.

Il faro di Aniva a Sakhalin

Nell’agosto 2019, il viaggiatore e sua moglie hanno visitato le formazioni rocciose di Manpupuner, a cui è molto difficile accedere. Alcuni scelgono di andarci a piedi: ci vogliono circa 7 giorni, ma il percorso non per tutti. “Abbiamo prenotato un tour in elicottero dal villaggio di Nyrob (a circa 5 ore da Perm) e abbiamo aspettato per quattro giorni il bel tempo, ma c’era ancora vento. Quindi, siamo dovuti tornare un mese dopo e abbiamo aspettato solo quattro ore per il decollo. E siamo stati molto felici di vedere finalmente questo sito spettacolare in cima agli Urali!”.

La città di Solikamsk, nella parte settentrionale del Territorio di Perm

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“Ora voglio vedere le ultime tribù nomadi”, dice. “Nel 1992 ho visitato i Ciukci. Dopo il crollo dell’Unione Sovietica, il capo di Intourist mi ha regalato un biglietto gratuito per la Russia e un giro in elicottero gratuito dal villaggio di Cherski agli insediamenti dei Ciukci. È stata la mia prima esperienza con i nomadi, ma non l’ultima”.

Da quel momento, Babis Bizas ha viaggiato per vedere le popolazioni della Penisola Tajmyr, quelle che vivono lungo i fiumi Tura e Lena, quelle delle steppe della Calmucchia; ha dormito in un chum nello Jamal, e ora intende incontrare i popoli Dolgan e Nganasan. Babis parla bene il russo e non ha problemi a comunicare con la gente del posto. “Mi trattano come un russo”, dice.

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“Quando ho scritto il primo libro sulla Russia 5 anni fa, mi sono concentrato sulle aree urbane, ma ora vedo che sempre più persone vogliono esplorare la vita degli indigeni e vedere la bellissima natura russa. Ecco perché la terza edizione del mio libro sulla Russia ha una ragazza jakuta in copertina.”

Ciò che rende davvero triste Babis è la necessità di ottenere un permesso speciale dai servizi di sicurezza russi per visitare alcuni vasti territori, che sono i più interessanti, secondo lui. “È come avere a che fare con due Paesi diversi, uno è la Russia e il secondo è il servizio federale della sicurezza, l’Fsb”, sorride. “Ci sono molti posti unici in Russia e, per visitarli, hai bisogno di questo lasciapassare, e non hai mai idea di quando arriverà”.


Come evitare brutte sorprese nelle “zone di confine” dove serve il lasciapassare dell’Fsb 

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