Come evitare brutte sorprese nelle “zone di confine” dove serve il lasciapassare dell’Fsb

La frontiera tra Russia e Mongolia

La frontiera tra Russia e Mongolia

Evgenij Epanchintsev/Sputnik
Spesso i viaggiatori che sono nella Federazione Russa con regolare visto non immaginano di non poter fare turismo nella fascia di 5 chilometri dalla frontiera di Stato, che spesso è allargata a 30 o 40 km o a interi distretti! Meglio informarsi per tempo sulle aree proibite e su come ottenere il permesso per entrarvi senza rischiare guai

Scendendo oltre Vladikavkaz, ero eccitato. Era la mia prima volta sulle montagne del Caucaso settentrionale e stavo facendo un grande viaggio in autostop verso la Georgia. La strada tagliava una valle fluviale poco profonda. I guidatori che mi davano uno strappo cercavano di raccontarmi barzellette che faticavo a capire, parlando ancora poco bene il russo. Le montagne erano di un verde incredibilmente scuro.

Zona di confine in Ossezia del Nord, nel Caucaso

Poi, un uomo in uniforme ci ha fermato e ha chiesto i nostri passaporti. Vedendo i miei documenti stranieri, mi ha chiesto dove stavo andando.

“In Georgia”, ho detto, sperando che non ci fossero problemi.

“Non si ferma lungo la strada?”

“No, perché?”

“Questa è una zona di confine.”

La “Zona” proibita

No, non stiamo parlando della surreale “Zona” in “Stalker” di Andrej Tarkovskij. Stiamo parlando della “zona di confine” (in russo: “Пограничная зона”; “Pogranìchnaja zona”, spesso abbreviato in “погранзона”; “pogranzona”), fasce cuscinetto di sicurezza che sono il residuo di un passato complicato. Il movimento all’interno dell’Unione Sovietica era controllato: i cittadini avevano passaporti interni e un regime di registrazione del domicilio che indirizzava le persone a vivere in determinati distretti o regioni o città.

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Ci sono stati decenni in cui i viaggi all’estero dei cittadini sovietici erano rigidamente regolamentati e le aree vicine al confine di Stato erano monitorate molto attentamente. Per entrare, si doveva richiedere un lasciapassare del Kgb (antenato dell’attuale Fsb) e attendere l’approvazione.

Il confine tra la Polonia e l'USSR a Bagrationovsk, nella regione di Kaliningrad, inizio anni '90

La prima “zona di confine”, laddove la Polonia incontrava gli Stati baltici (in particolare la Lituania, che allora faceva parte dell’Urss), si estendeva da 7,5 a 90 chilometri all’interno del Paese, limitando i movimenti all’interno di un enorme pezzo di territorio sovietico. Queste politiche si diffusero poi ad altri confini sovietici, ma quando l’Urss crollò ci fu confusione su come creare nuove zone che avessero senso nella Federazione Russa appena creata.

Nel 1993 venne approvata una nuova legge che limitava queste zone a 5 km dal confine, ma in alcune regioni l’Fsb, in accordo con le autorità locali, poteva ampliarle per coprire distanze maggiori. In molti casi, l’intero distretto che ha un confine di Stato sul suo territorio è vietato agli stranieri senza permesso! E certi distretti russi sono enormi! La linea dei 5 km esiste ancora e anche i cittadini russi hanno sempre bisogno di un permesso per accedervi. Dal 2013 possono invece muoversi più liberamente nelle zone di confine più ampie rispetto ai 5 chilometri (ma devono comunque avere con sé il passaporto).

Quando vengo fermato dalla polizia di frontiera mentre percorro la linea dei 5 km, in genere mi viene chiesto se sto andando fino al confine senza soste. Vengo dal Canada e gli stranieri come me non hanno bisogno di un pass per lasciare la Russia, ma posso essere respinto se c’è qualche sospetto fondato che mi stia dirigendo verso la “zona di confine” per fare degli stop turistici.

Ma queste regole sono applicate ugualmente in tutte le regioni? Ci sono differenze nei luoghi dove c’è molto traffico frontaliero? E cosa succede quando ci sono intere regioni, città, famosi siti turistici all’interno della zona?

La risposta è: “Dipende.”

Regole molto differenti tra loro

Viaggio molto in Russia e quando le persone mi chiedono della mia esperienza con le zone di confine, penso a tre posti in particolare.

Il primo è Ivangorod, al confine russo-estone . È una tappa del percorso da San Pietroburgo, dove vivo, all’Estonia, nell’Unione europea. È una piccola città di 11.000 persone e il confine vede molto traffico di persone di etnia russa che vivono nello Stato baltico.

La riva del fiume Narva; sullo sfondo, la Fortezza di Ivangorod sul confine tra l'Estonia e la Russia

Molte persone passano alla dogana cariche di prodotti, li passano a qualcuno dall’altra parte e poi tornano indietro. Molti altri vengono (da entrambe le direzioni) per vedere la famosa fortezza. A volte gli stranieri vengono fermati per chiedere se stanno andando diretti al posto di frontiera, ma spesso nessuno chiede niente.

La seconda zona è il Caucaso, la catena montuosa che forma un confine naturale tra Russia e Georgia e separa il Caucaso settentrionale e meridionale. Ciò significa che alcuni dei luoghi più belli, quelli più vicini alle vette, sono letteralmente in cima al confine. Poiché attraversare il confine con la Georgia (o con l’Azerbaigian, se siete in Daghestan) è incredibilmente complicato senza attrezzatura da alpinismo, la regola dei 5 km è applicata meno rigorosamente e qui vige una zona più ampia, di 40 chilometri.

Di solito si chiude un occhio con gli stranieri che vogliono andare sul Monte Elbrus, la montagna più alta d’Europa (e un’enorme fonte di reddito locale), visto che la strada corre all’interno della linea dei 5 km. Ma, in altri luoghi con passi montani o cascate più accessibili au turisti, vi verrà chiesto di presentare il permesso o di recarvi in capoluoghi di regione come Vladikavkaz per ottenerne uno.

Una guardia di frontiera nel villaggio di Khushet, al confine tra Russia e Georgia

La terza zona è la Repubblica dell’Altaj. Ho fatto autostop là durante l’estate del 2020, perché era uno dei pochi (e più sicuri) posti aperti durante la pandemia di Covid-19. Ho fatto una deviazione per andare a vedere il Belukha, una delle montagne più alte della Siberia. Il Belukha si trova nella zona dei 5 km, ma non avevo intenzione di avvicinarmi così tanto. Tuttavia, quando ero ancora a poche ore di distanza, sono stato fermato dalla polizia di frontiera. Mi hanno detto che ero già entrato nella zona proibita e che dovevo andare a un ufficio dell’Fsb nella vicina Ust-Koksa per un colloquio. Il confine più vicino, quello con il Kazakistan a ovest, distava più di 50 km!

Guardie di frontiera nel villaggio di Ust-Koksa, sulle montagne dell'Altaj

A quanto ho appreso, la confluenza dei confini kazako, cinese e mongolo meritava un caso speciale, e così l’intero distretto di Ust-Koksa è considerato una zona di confine. Non c’erano segnali che mettessero in guardia e la prima persona che me lo ha detto è stato l’ufficiale che mi ha dato il biglietto per il mio colloquio con l’Fsb.

Cosa possono fare i viaggiatori

Sono sopravvissuto al mio colloquio con l’Fsb e ne sono uscito con alcune cognizioni in più in materia.

La prima, e forse la più frustrante, è che non esiste un modo univoco per i viaggiatori per sapere quali regole di distanza dal confine siano applicate nel punto dove si trovano. E anche se ci fosse, i regolamenti potrebbero non essere applicati in modo coerente. Possono esserci molto pochi cartelli che mettano in guardia dal fatto che ti stai avvicinando a un’area proibita, ed è molto facile finirci dentro a tua insaputa. Oggettivamente, bisogna stare molto attenti se si intende visitare qualche zona vicino ai confini, ma certe volte la zona proibita può iniziare da molto lontano.

Un ponte pedonale sul confine tra la Russia e l'Estonia, a Ivangorod

Quindi, tenete presente che a volte l’area di confine è limitata a 5 km, ma altre si estende per 15 km (nella regione di Murmansk), 30 km (in Cecenia, per esempio) o per 40 km (in Daghestan). Altre volte ancora si espande per l’intero distretto (rajón in russo) o per alcuni distretti. Questo non è un grosso problema nella parte europea della Russia, poiché i distretti sono generalmente piccoli. Ma nelle regioni degli Urali, della Siberia o dell’Estremo Oriente, tuttavia, i distretti possono essere più grandi di alcuni Paesi europei! Prima di uscire di casa, controllate quindi se i luoghi che intendete visitare si trovano all’interno di un distretto di confine e controllate quali sono le regole e quali i tempi (spesso lunghi) per ottenere i permessi.

Terzo, provate a contattare le agenzie turistiche specializzate nelle regioni che intendete visitare. Potete provare a ottenere i permessi di frontiera tramite l’ufficio locale dell’Fsb da soli (contattateli prima online e vedete quali sono le regole in vigore in quella zona), ma a meno che non abbiate una certa esperienza e parliate fluentemente russo, può essere molto complicato. Le compagnie turistiche hanno un rapporto di lunga data con le pattuglie di frontiera e spesso possono farvi ottenere un pass in un breve periodo di tempo, ovviamente a pagamento.

Ma non dovete lasciarvi assolutamente scoraggiare da tutta questa burocrazia: alcuni dei luoghi più belli della Russia si trovano proprio lungo il confine, e con un po’ di fortuna e di preparazione avrete tutto ciò di cui c’è bisogno per continuare a esplorare questo fantastico Paese.


Russia, come entrare nelle regioni ad accesso regolamentato, dove serve il permesso dell’Fsb? 

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