Com’era la vita nelle repubbliche sovietiche dell’Asia centrale? Le foto d’archivio

S.Rozyev/TASS
L’Urss era composta da 15 repubbliche, ognuna con la sua lingua, le sue tradizioni e il suo colore locale. Le più esotiche erano sicuramente quelle asiatiche: Kazakistan, Kirghizistan, Uzbekistan, Turkmenistan e Tagikistan

I bambini

Uno degli obiettivi principali dell’Urss fu l’eliminazione dell’analfabetismo: nuove scuole vennero aperte in tutta l’Unione, anche per gli adulti. Insegnavano sia il russo che le lingue nazionali. I bambini imparavano ad amare il Partito e Lenin sin dalla tenera età. Molti pionieri (i pionieri erano i membri dell’associazione comunista che riuniva i ragazzi dai 9 ai 14 anni) dell’Asia centrale poterono visitare sia le capitali delle loro repubbliche sia Mosca.

A scuola, Repubblica Socialista Sovietica Uzbeka, anni Trenta

Pionieri della Repubblica Socialista Sovietica Kazaka in visita a Mosca, 1935

Pionieri, Repubblica Socialista Sovietica Uzbeka, anni Trenta

Alla vigilia del 1º settembre, inizio dell’anno scolastico, nella Repubblica Socialista Sovietica Tagika, 1972

Studenti pionieri della Repubblica Socialista Sovietica Kirghiza, 1975-1976

Gioventù della Repubblica Socialista Sovietica Turkmena, 1977

Giorno dei Pionieri nella Repubblica Socialista Sovietica Tagika, 19 maggio 1972

I kolkoziani

La collettivizzazione, cioè l’unione delle singole fattorie contadine in fattorie collettive, venne realizzata anche nelle repubbliche asiatiche. Da tutto il Paese, un fiume di persone si riversò nelle repubbliche socialiste sovietiche del Kazakistan, del Kirghizistan, dell’Uzbekistan, del Turkmenistan e del Tagikistan per dissodare le terre vergini e sviluppare l’agricoltura.

Il primo trattore nella Repubblica Socialista Sovietica Uzbeka, 1929

Repubblica Socialista Sovietica Uzbeka: raccolta del cotone, anni Settanta

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Nella sala della Casa della Cultura del sovkhoz (fattoria statale) Krasnodonskij, l’assistente dell’operatore della mietitrebbia Fjodor Frolov presenta il piano settennale di sviluppo agricolo, Repubblica Socialista Sovietica Kazaka, 1959

Mungitrici nella Repubblica Socialista Sovietica Kirghiza, anni Settanta

Silo con l’emblema dell’Urss, Kustanaj (oggi: Kostanaj), Repubblica Socialista Sovietica Kazaka, 1959

Studenti si dirigono a una terra vergine da dissodare, Repubblica Socialista Sovietica Kazaka, 1952

Gli operai

L’industrializzazione dell’Asia centrale andò a grandi passi, con mastodontici cantieri. Qui costruirono ferrovie, fabbriche, centrali idroelettriche e furono scavati canali. A proposito, gli stacanovisti, i lavoratori super produttivi, erano incoraggiati da Mosca con premi e articoli sui giornali di tutta l’Unione.

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Furono i kazaki a costruire la Turksib, la Ferrovia Turkestan–Siberia, uno dei principali progetti infrastrutturali del primo piano quinquennale di industrializzazione di Stalin. La ferrovia collegava la Siberia con il Kazakistan e il Kirghizistan, 1930

Nel cantiere della centrale idroelettrica di Toktogul, Repubblica Socialista Sovietica Kirghiza, 1975-1976

Lavori di costruzione del “Grande canale di Ferghana intitolato a Stalin”. Grazie a questo canale, lungo 350 chilometri, divenne disponibile l’irrigazione di oltre 500 mila ettari di terra in Uzbekistan, Kirghizistan e Tagikistan, 1939

I kolkoziani della regione di Tashkent partono per il cantiere del “Gigante di Chirchik”, un impianto di costruzione meccanica che produceva letteralmente di tutto, dalle bombe per aereo ai trattori, anni Trenta

La stacanovista del Tagikistan Gemulin Geledzhieva, 1936

Modelli di treno, Repubblica Socialista Sovietica Uzbeka, 1930-1949

La stacanovista, produttrice di nastri del dipartimento preparatorio della fabbrica di filatura di cotone di Alma-Atà (oggi: Almaty), Maria Nasilbaeva, cresciuta in orfanotrofio. Insieme alle colleghe della sua squadra, aveva prodotto il 200% di quanto previsto dal piano. Dall’archivio della rivista “Ogonjok”, 1950

Il colore nazionale

Le autorità di Mosca sostenevano lo sviluppo dell’artigianato locale e apprezzavano la produzione di prodotti “esotici”. Grazie a queste repubbliche dell’Unione Sovietica, i residenti della zona centrale dell’Urss avevano l’opportunità di acquistare i tappeti che amavano tanto appendere alle pareti, e di gustare deliziosi frutti. Allo stesso tempo, gli abitanti dell’Asia centrale potevano giovarsi delle invenzioni dei progettisti della capitale e ascoltare la radio anche nelle steppe.

Il miglior viticoltore della Repubblica Socialista Sovietica Uzbeka, medaglia al merito, Rizamat Musamuhamedov, sviluppò un particolare vitigno in Uzbekistan, il “Rundweis”, 1939

Venditore di meloni, Repubblica Socialista Sovietica Uzbeka, anni Trenta

Ricevimento dei deputati della Repubblica Socialista Sovietica Uzbeka, anni Cinquanta

Bevuta di tè, Repubblica Socialista Sovietica Uzbeka, anni Trenta

Cacciatore con aquila reale, Repubblica Socialista Sovietica Kazaka, 1963

Il pastore e la radio. Sulle terre vergini della Repubblica Socialista Sovietica Kazaka, 1952

Terra vergine. Una famiglia di pastori in una yurta, 1952

Cammelli nella steppa del Kazakistan, agosto 1952

Guardia di frontiera nella Repubblica Socialista Sovietica Turkmena, anni Trenta

Intarsio del legno, Repubblica Socialista Sovietica Tagika, anni Cinquanta

L’architettura

Nonostante fosse impossibile per la maggior parte dei cittadini sovietici viaggiare all’estero, molti potevano recarsi nelle repubbliche dell’Urss: i moscoviti, per esempio, potevano fare un’escursione ad Alma-Atà o a Tashkent in tour speciali. In molte città dell’Asia centrale si sono conservati edifici storici, ma ne sono stati costruiti di nuovi nello stile del modernismo o del costruttivismo sovietico.

Tour delle capitali delle Repubbliche socialiste sovietiche dell’Asia centrale. Un gruppo di turisti sullo sfondo dell’edificio del Museo Lenin, Tashkent, Repubblica Socialista Sovietica Uzbeka, 1972

Hotel “Uzbekistan” a Tashkent, capitale della Repubblica Socialista Sovietica Uzbeka 1974-1976

Hotel su una piazza ad Alma-Atà, capitale della Repubblica Socialista Sovietica Kazaka, 1978

Stazione ferroviaria di Ashgabat, capitale della Repubblica Socialista Sovietica Turkmena, anni Quaranta

Cinema “Ashgabat” ad Ashgabat, Repubblica Socialista Sovietica Turkmena, anni Quaranta

La propaganda politica

Molti toponimi dell’Asia centrale furono cambiati in nomi sovietici. Così la città kazaka di Akmolinsk (ora Nur-Sultan, capitale del Kazakistan, dopo essere stata Astana) in epoca sovietica, nel 1961, divenne Tselinograd (da “tselinà”; “terra vergine”). E la capitale del Tagikistan, Dushanbé, si chiamò Stalinabad dal 1929 al 1961. In ogni grande città fu immancabilmente eretto un monumento a Lenin, molti edifici furono decorati con mosaici di propaganda in stile sovietico. Le strade vennero intitolate alla “Rivoluzione”, a “Gorkij”, alla “Pace”(“Mir”), come in molte altre città dell’Urss.

“So che ci sarà una città”. Nurek (città fondata nel 1960, oggi Norak; 30.900 abitanti), Repubblica Socialista Sovietica Tagika, anni Sessanta

Zona residenziale in Uzbekistan, fine anni Sessanta, primi anni Settanta

Largo (Skver) della Rivoluzione (oggi lo spiazzo è intitolato a Emir Timur), Tashkent, Repubblica Socialista Sovietica Uzbeka, 1930

“Gorkij: il fondatore del realismo socialista”, 1930-1949

“Un saluto al caro Stalin”, Repubblica Socialista Sovietica Uzbeka, 1930-1949

Monumento a Lenin, Andijan, Repubblica Socialista Sovietica Uzbeka, anni Trenta

Festeggiamenti per il 350° anniversario della città di Uralsk (oggi: Oral), Repubblica Socialista Sovietica Kazaka, 4-5 settembre 1964

Monumento a Lenin ad Ashgabat, Repubblica Socialista Sovietica Turkmena, anni Trenta

La società

L’Asia sovietica era prevalentemente musulmana. Come in tutta l’Urss, c’era una politica di repressione della religione e promozione dell’ateismo. Molte moschee furono chiuse o addirittura distrutte. Tuttavia, il sistema religioso non fu completamente cancellato, e c’erano strutture musulmane ufficiali che erano completamente controllate dallo Stato. Non era vietato pregare, ma i lavoratori furono ufficialmente liberati dal rispetto del Ramadan. E la raccolta di fondi per i poveri venne vietata. Dopotutto, lo Stato sovietico si presumeva che non ne avesse bisogno.

La visita di Leonid Brezhnev in Uzbekistan, anni Settanta

Sulla terrazza di un ristorante sul lago Issyk, Repubblica Socialista Sovietica Kazaka, 1961

Centrale idroelettrica di Nurek, Repubblica Socialista Sovietica Tagika. Giornata calda, 1977

Alpinisti sovietici nel Pamir, Repubblica Socialista Sovietica Tagika, 3-24 settembre 1986

C’erano molti insediamenti speciali per esiliati nella Repubblica kazaka. I tedeschi del Volga furono reinsediati qui e anche i tatari di Crimea vi vennero deportati. Inoltre, c’erano diversi Gulag in Kazakistan, il più famoso dei quali era il cosiddetto “Campo di Akmolinsk per le mogli dei traditori della patria”, dove le donne venivano mandate solo perché i loro mariti erano stati condannati come “nemici del popolo”.

Un Gulag in Kazakistan, anni Settanta

Il primo cosmodromo sovietico, Bajkonur, apparve nelle steppe della Repubblica Socialista Sovietica Kazaka, e la Russia lo affitta e lo utilizza ancora. Fu da qui che Jurij Gagarin, Valentina Tereshkova e Aleksej Leonov fecero i loro voli da record (primo uomo, prima donna e prima “passeggiata”) nello spazio.

Gagarin prima del decollo a Bajkonur

*** La sigla MAMM / MDF (in cirillico: МАММ / МДФ) sta per Мультимедиа арт музей, Москва / Музей “Московский Дом Фотографии”; “Multimedia art muzej, Moskvà / Muzej “Moskovskij Dom Fotografii” (Museo di arte multimediale di Mosca / Museo “Casa della Fotografia di Mosca”). Per maggiori info, consultate il sito


Dodici foto piene di atmosfera della Mosca tra gli anni Trenta e Cinquanta 

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