Tra numerologia e religione: quattro incredibili “coincidenze” nei voli spaziali sovietici

Pyotr Kovalev/ТASS
L’esplorazione del cosmo, in Urss, aveva alla base dottrine filosofiche nate nell’Ottocento, che legavano l’uscita dell’uomo dalla sua “culla” (la Terra) alla possibilità, attraverso la scienza, di sconfiggere la morte e raggiungere la vita eterna

1/ L’idea del viaggio spaziale venne evocata per la prima volta da un filosofo russo ortodosso nato con il cognome “Gagarin”

Insegnante di scuola e bibliotecario, Nikolaj Fjodorov (1829-1903) si oppose all’idea di proprietà dei libri e delle idee, e non pubblicò mai nulla durante la sua vita. Si rifiutava di essere fotografato e di stare in posa per essere ritratto, e le due uniche raffigurazioni di lui che ci sono pervenute furono realizzate segretamente. La maggior parte dei suoi insegnamenti l’ha trasmessa oralmente ai suoi discepoli e amici. Fondatore della corrente filosofica del Cosmismo russo, Nikolaj era un figlio illegittimo del principe Pavel Gagarin (1789-1872). Che coincidenza che anche il primo uomo nello spazio avesse questo cognome: Jurij Gagarin! Durante la sua vita, Nikolaj fu però conosciuto con il cognome del suo padrino, Fjodorov.

Ritratto di Nikolaj Fjodorov realizzato da Leonid Pasternak

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Per tutta l’ultima parte della sua vita, Fjodorov lavorò a Mosca come bibliotecario nella biblioteca del Museo Rumjantsev, che ora è la Biblioteca di Stato russa. Lì fece amicizia con molti intellettuali del suo tempo, tra cui Lev Tolstoj (1828-1910) e Konstantin Tsiolkovskij (1857-1935), il pioniere dell’astronautica russa e della scienza missilistica.

I bozzetti di Tsiolkovskij di astronavi serra

Fjodorov era un osservatore rigoroso del cristianesimo ortodosso russo, ma, allo stesso tempo, un filosofo della natura. La sua idea principale era l’estensione radicale della vita per mezzo della scienza. Credeva che lo sviluppo spirituale e scientifico dell’umanità avrebbero portato alla realizzazione dell’idea ultima del cristianesimo: la cancellazione della morte e la resurrezione dei morti, attraverso la clonazione. Fjodorov riteneva anche che l’esplorazione dello Spazio fosse necessaria, perché le risorse della Terra sono esauribili. Successivamente, i suoi seguaci, che si definivano “biocosmisti”, hanno propagato l’idea di “sviluppo immediato delle comunicazioni spaziali”. Gli insegnamenti di Fjodorov furono tenuti in considerazione anche da Sergej Koroljov (1907-1966), il padre del primo volo spaziale russo.

2 / Il pioniere della teoria astronautica russa era un mistico religioso

Konstantin Tsiolkovskij . Dalla serie

Konstantin Tsiolkovskij ha il pieno diritto di essere definito il “Leonardo Da Vinci russo”, e, a parte i suoi studi scientifici, era profondamente coinvolto nel misticismo. Tsiolkovskij ha affermato di aver sviluppato la teoria della missilistica solo come supplemento alla ricerca filosofica nel campo.

Dall’età di 35 anni visse e lavorò a Kaluga, la città che divenne il centro del movimento teosofico russo. Sordo fin dalla tenera età a causa della scarlattina di cui si era ammalato da bambino, era molto introspettivo e, per gran parte della sua vita, studiò in solitudine. Era allo stesso tempo un’anima affettuosa e vivace, e affermava di aver sperimentato due volte nella sua vita “visioni” rivelatrici.

Konstantin Tsiolkovskij con il modellino di un suo dirigibile

La sua filosofia consisteva in un mix di teismo, panteismo ed esoterismo. Credeva nell’esistenza di Dio, ma non lo associava a Cristo. Sviluppando una teoria dell’esplorazione spaziale, parallelamente alle idee di Fjodorov, Tsiolkovskij disse: “La terra è la culla dell’umanità, ma non puoi vivere in una culla per sempre!”.

3 / La strana numerologia del primo uomo nello Spazio

Sergej Korolev manda Jurij Gagrin nello spazio. Dalla serie

Sergej Koroljov (1907-1966), il principale ingegnere missilistico e padre del volo spaziale di Jurij Gagarin, aveva studiato i lavori di Nikolaj Fjodorov e Konstantin Tsiolkovskij. Le loro scoperte e idee ispirarono la sua idea di creare un mezzo con propulsione a razzo. Si discute ancora del fatto se Koroljov fosse religioso, ma di sicuro era superstizioso. È noto che non faceva lanci il lunedì e non tollerava la presenza di donne sulla rampa di lancio, ma i cosmonauti russi avevano anche molte altre superstizioni.

L'icona della Scala dell'Ascesa Divina risalente al XII secolo (Monastero di Santa Caterina, Penisola del Sinai, Egitto) che mostra dei monaci, guidati da Giovanni Climaco, che salgono la scala verso Gesù, in alto a destra

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Ciò che è veramente notevole del primo volo spaziale, gestito da Koroljov, è la quantità di “coincidenze” nella sua numerologia. Prima di tutto, il 12 aprile, il giorno in cui Gagarin andò nello Spazio, per il calendario della Chiesa ortodossa russa cade la festa di San Giovanni Climaco, l’autore della “Scala della divina ascesa”, un testo che descrive come elevare il proprio corpo e la propria anima a Dio attraverso l’obbedienza monastica. La metafora principale usata da San Giovanni è la scala del paradiso di Giacobbe (Genesi, capitolo 28). Questa osservazione è dibattuta fino ai giorni nostri, con alcuni religiosi ortodossi che la difendono.

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Un’altra coincidenza è il tempo di volo totale. Senza dubbio è stato calcolato a fondo: ad esempio, il secondo volo spaziale, quello del 6-7 agosto 1961, eseguito da German Titov sulla Vostok-2, durò esattamente 1 giorno, 1 ora e 11 minuti. Jurij Gagarin il 12 aprile 1961, notoriamente ha orbitato intorno alla Terra per 108 minuti, e il numero 108 è considerato sacro nell’induismo e nel buddismo. In queste religioni orientali, 108 è un numero fortunato associato all’armonia divina, al compimento e al successo.

4 / Molti cosmonauti sovietici erano (e sono tuttora) cristiani

Consacrazione della navicella

È noto che nel 1964, tre anni dopo il volo nello Spazio, Jurij Gagarin (1934-1968) si recò al Monastero della Trinità di San Sergio a Sergiev Posad (allora la città era ribattezzata Zagorsk), ufficialmente solo per una visita turistica. Ma in tempi di ateismo, anche questo portò a certi problemi e inchieste da parte dei funzionari del partito. Più tardi, in epoca post-sovietica, le credenze religiose tornarono a essere una questione privata. E, a quanto pare, molti cosmonauti russi contemporanei sono religiosi.

Tuttavia, lo stesso si può dire anche degli astronauti americani. Ad esempio, nel 1963, Gordon Cooper parlò e registrò una preghiera peri il Giorno del Ringraziamento durante il suo volo. La vigilia di Natale, il 24 dicembre 1968, l’equipaggio dell’Apollo 8 lesse il Libro della Genesi mentre orbitava intorno alla Luna, e non mancano anche altri esempi.


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