Sergiev Posad: cosa bisogna visitare nella più ortodossa città della Russia

Legion Media
Secondo la leggenda, finché al mondo ci sarà il Monastero della Trinità di San Sergio, il Paese non cadrà. Non perdetevi questa perla dell’Anello d’Oro, con la sua architettura sacra e molto altro

Come arrivare qui da Mosca: In treno dalla stazione Jaroslavskij della capitale (tempo di percorrenza: tra un’ora e un’ora e quaranta minuti, a seconda del convoglio). 

Quando NON andare: Durante le principali festività religiose ortodosse: Natale (7 gennaio) e Pasqua 

Questa città di 102 mila abitanti, circa 70 chilometri a nordest di Mosca, ha una storia così ricca e può raccontare così tanto della cultura e delle tradizioni russe che chiunque voglia saperne di più sul Paese dovrebbe assolutamente visitarla. Inoltre, è inclusa nel famoso itinerario turistico “dell’Anello d’Oro”, unica località all’interno della regione di Mosca a farne parte. E questa è probabilmente l’unica città dell’“Anello” dove si può facilmente andare a fare una gita fuori porta in giornata da Mosca.

Breve lista delle cose che bisogna assolutamente fare a Sèrgiev Posàd:

  • Visitare la Cattedrale della Trinità
  • Contemplare l’icona della Trinità di Andrej Rubljov 
  • Visitare la Cattedrale della Dormizione (Uspenskij Sobor)
  • Andare a cercare la tomba in legno di Sergio di Radonezh
  • Contare le torri delle mura del monastero
  • Se l’accesso alle mura è aperto, salire su e guardare il monastero dall’alto
  • Trovare e ammirare la tomba dello zar Boris Godunov e della sua famiglia 
  • Comprare come souvenir un’icona o un piccolo manufatto artigianale del monastero 
  • Trovare il monumento a Pietro e Fevronija, simbolo degli innamorati nel mondo ortodosso

“Posàd” in russo significa “sobborgo”, “borgata”, e nell’antica Rus’ era usato per indicare in particolare i territori attorno ai monasteri o ai possedimento dei principi. Di solito là si stabilivano artigiani e commercianti e davano vita a un mercato. Un posàd simile si formò anche attorno al Monastero della Trinità di San Sergio su ordine di Caterina la Grande nel 1782 e fu chiamato Sèrgiev (“di Sergio”) in onore di San Sergio di Radonezh.

Per cosa è famoso il Monastero della Trinità di San Sergio

Secondo quanto è stato tramandato, Sergio di Radonezh arrivò in questo luogo nel 1340 (alcuni ricercatori menzionano persino la data esatta, il 1342). Insieme con i fratelli, costruì una piccola dimora dove vivere. Poi, nelle vicinanze, edificarono una chiesa in onore della Santissima Trinità.

Andate subito alla Cattedrale della Trinità. La versione attuale fu costruita nel 1422 (in verità è stata poi ricostruita in seguito più volte). Ai suoi interni lavorarono i migliori maestri del XV secolo. Proprio per questa iconostasi, Andrej Rublev dipinse la sua celeberrima “Trinità”, una delle icone più venerate dalla Chiesa ortodossa russa. Dovete cercarla sull’iconostasi: nella fila in basso è la prima icona a destra rispetto alla porta che conduce all’altare. In realtà è una copia: l’originale è a Mosca alla Galleria Tretjakov.

A proposito di icone; vi insegniamo un trucco. Se non sapete come si chiama una chiesa, guardate l’icona in basso a destra rispetto alla porta dell’altare. È sempre la più importante, e raffigura ciò a cui l’edificio sacro è dedicato.

La Cattedrale della Trinità fu particolarmente amata da Ivan il Terribile. Qui lo battezzarono, qui si sposò e qui si ritirò in preghiera prima di ogni battaglia importante.

Il monastero resistette anche agli invasori polacchi durante il Periodo dei Torbidi (1598-1613), e dette riparo a Pietro il Grande quando, nel 1689, decise di esautorare la reggente Sofia e di prendere il pieno potere con un colpo di palazzo.

In totale, nel monastero ci sono una decina di chiese, che sono state costruite tra il XV e il XVIII secolo. Osservandole si può vedere l’evoluzione degli stili nell’architettura ecclesiastica russa.

Non occorre entrare in tutte, ma di sicuro date un’occhiata alla Cattedrale della Dormizione. Dette ordine di costruirla Ivan il Terribile in persona e la si riconosce bene dalle sue cupole blu con stelle dorate (a proposito, in qualunque città dell’Anello d’oro siate, queste cupole significano che l’edificio sacro è dedicato alla Dormizione della Beata Vergine Maria).

Non appena varcato l’ingresso dovete alzare gli occhi e ammirare gli affreschi. E assicuratevi anche di trovare la logora bara di legno di San Sergio di Radonezh (anche se le reliquie del santo non sono qui, ma nella Cattedrale della Trinità).

Per cosa è così famoso Sergio di Radonezh

Il nome di Sergio di Radonezh è associato in Russia all’inizio del risveglio del Paese dal giogo tataro-mongolo e al Rinascimento russo. Lui e i suoi seguaci fondarono non solo la lavra (o “laura”; nella cristianità ortodossa un insediamento monastico di dimensioni ridotte) della Trinità, ma anche una dozzina di altri monasteri nella Russia centrale. Lui è quasi sicuramente il santo russo più venerato nell’Ortodossia. A proposito, nel XX secolo il suo culto è stato ufficialmente riconosciuto anche dalla Chiesa cattolica.

Al secolo, si chiamava Varfolomej (Bartolomeo). Secondo la leggenda, sognava di diventare monaco fin dall’infanzia, ebbe un’istruzione improvvisa e miracolosa, e dopo la tonsura divenne Sergio. Nacque vicino alla città di Rostov, nella regione di Jaroslavl (un’altra delle città dell’Anello d’oro), ma poi la sua famiglia si trasferì a Radonezh.

I posteri apprezzarono il suo incredibile percorso spirituale, l’ascetismo e le sue prediche dall’alta moralità e lo elevarono alle schiere dei santi, e in una categoria speciale, peraltro, quella di prepodobnyj, “venerabile”, che indica speciali meriti monastici.

Inoltre, Sergio di Radonezh riformò sostanzialmente tutto il monachesimo. Proibì ai monaci di uscire dal monastero e chiedere l’elemosina. Iniziarono invece a coltivare per provvedere a se stessi. E Poi introdusse il principio del vivere in comune, il che significava che i monaci non avevano proprietà privata, condividevano il pane, e così via. Il che fece diventare i monasteri russi “ospizi”. In altre parole, luoghi che accettavano viandanti e pellegrini, cosa che era di grande importanza per quel tempo.

L’autorità spirituale di Sergio era così grande che è stato considerato l’effettivo unificatore della Russia: fu lui a invocare i principi della Rus’ feudale, estremamente frammentata, ad unirsi intorno a una sola città, Mosca, per liberarsi dal giogo tataro-mongolo. L’Orda d’oro già da molti anni saccheggiava e rovinava le terre russe (i tatari avevano distrutto anche il villaggio dove Sergio era nato, e per quello lui e i suoi genitori erano stati costretti a trasferirsi da Rostov a Radonezh).

Alla vigilia di una delle battaglie più famose della Russia medievale, quella di Kulikovo del 1380, il principe Demetrio di Russia (Dmitrij Donskoj, “del Don”) chiese la benedizione a Sergio. E il reverendo mandò persino due dei suoi monaci-bogatyr a combattere contro i tatari.

Cos’altro c’è da visitare a Sergiev Posad?

Ma le cose interessanti in città non finiscono certo con le mura del monastero. Ci sono una dozzina di piccoli musei accoglienti. Quello principale della città, il Museo-riserva Storico-artistico di Sergiev Posad, ha una grande collezione di icone antiche e suppellettili ecclesiastiche, così come altri reperti che raccontano la vita russa dall’antichità all’epoca sovietica.

C’è poi un Museo del Giocattolo, fondato nel 1918. Qui potrete vedere i vecchi balocchi russi e i giochi industriali sovietici, e persino quelli con cui si divertivano i bambini dell’ultimo zar russo, Nicola II.

E per capire com’era una tipica isba russa, non vi resta che andare al museo “Zhili-byli” (“C’era una volta”), dove sono raccolti utensili da cucina, filatoi e strumenti vari, e tutto ciò che si poteva trovare in un’autentica casetta russa in legno. 

Cosa c’è da vedere nei dintorni di Sergiev Posad? 

Molto vicino alla città (che dal 1930 al 1991 si chiamò Zagorsk) ci sono altri tre posti dove non è affatto male passare del tempo.

1 / La Tenuta Abramtsevo (ne abbiamo già scritto in dettaglio). Fu costruita dal mercante milionario Savva Mamontov che qui invitò i migliori scrittori e artisti russi tra la fine del XIX e gli inizi del XX secolo. Possiamo dire che era il prototipo di una “residenza d’arte” moderna. 

2 / Il Monastero Pokrovskij (“dell’Intercessione”) Khotkov fu il primo rifugio di Sergio di Radonezh da giovane monaco. Fu partendo da qui che andò a fondare il suo monastero. Nella cattedrale principale del Monastero Pokrovskij sono conservate le reliquie dei genitori di Sergio. C’è anche una Cattedrale di San Nicola in mattoni rossi, costruita nel 1904, ma che segue lo stile delle chiese bizantine.

3 / Se siete interessati a vedere come appariva la tenuta di un nobile di mezza tacca nel XIX secolo, andate a Muranovo. Qui vedrete sia la casa signorile che il parco, con alcuni alberi che hanno più di 150 anni! Inoltre, imparerete a conoscere il poeta russo Fjodor Tjutchev, la cui famiglia viveva qui.

 

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