13 foto vintage dell’Anello d’oro. Non volete già partire?

Jaroslavl, 1973

Jaroslavl, 1973

RIA Novosti/I. Stin
Compie cinquant’anni l’itinerario (inventato nel 1967 da un giornalista sovietico) tra le cittadine a nordest di Mosca, ricchissime di storia e architettura. Le immagini più belle di mezzo secolo di vita

Jaroslavl, 1973 / RIA Novosti/I. StinJaroslavl, 1973 / RIA Novosti/I. Stin

Sapevate che il celeberrimo Anello d’oro russo celebra nel 2017 appena il suo cinquantesimo anniversario? Questo itinerario turistico a nordest di Mosca riunisce tante città molto antiche e dall’interessantissima architettura, ma fu battezzato così solo nel 1967.

Deve il suo nome al giornalista sovietico Jurij Bychkov, che per primo ebbe l’idea di un itinerario circolare tra queste antiche località. Il giornale Sovetskaya kultura pubblicò una serie di suoi saggi, riunendoli sotto il titolo “L’anello d’oro”, che poco dopo sarebbe diventato il nome ufficiale del percorso turistico.

A dire il vero, il tragitto non è esattamente circolare, e sembra più una manciata astratta di punti gettati sulla mappa che un anello, ma il nome di “Anello d’oro” divenne subito di forte richiamo, apparve elegante e “molto russo”, e non c’è turista straniero che oggi possa pensare di venire in Russia e non visitare questo gioiello.

Se si inizia a discutere su quali città facciano parte dell’elenco ufficiale, i patiti di storia e gli amanti della cultura trovano più di un pretesto per scatenarsi in una disputa al calor bianco.

Alcuni pensano che solo otto città possano far parte dell’“Anello d’oro” doc:

Sergiev Posad,

Pereslavl-Zalesskij,

Rostov Velikij,

Suzdal,

Kostroma

Ivanovo,

Jaroslavl,

Vladimir.

Il resto della lista (altre 17 città, guardatele sulla mappa) sarebbero meramente supplementari.

Altri non concordano, e insistono che l’Anello d’oro è formato da 12 città (vi risparmieremo l’elenco). Inoltre continuano le aggiunte; nel 2015 è stata inserita nell’itinerario la città di Kasimov (regione di Rjazan) e nel 2016 quella di Kaluga (nell’omonima regione).

La città dell’Anello d’oro più vicina a Mosca è Sergiev Posad, appena 75 chilometri a nordest della capitale. Questi turisti francesi visitano il suo monumento principale, il Monastero della Trinità di San Sergio, nel 1966.

Allora la città si chiamava Zagorsk, in onore del rivoluzionario Vladimir Zagorskij. Nel 1991 ha ripreso il nome storico, che aveva perso nel 1930.

Fonte: TASS/Viktor Budan, Aleksandr KonkovFonte: TASS/Viktor Budan, Aleksandr Konkov

Claire Mott, prima ballerina dell’Opéra di Parigi, in compagnia di altri artisti, visita il Monastero della Trinità nel 1970.

Fonte: TASS/Aleksandr KonkovFonte: TASS/Aleksandr Konkov

Lezioni di pittura en plein air per i ragazzi di un campeggio estivo a Pereslavl-Zalesskij (1988). La città è la sorella minore di Mosca. Fu eretta dal fondatore di Mosca, Jurij Dolgorukij, nel 1152, appena cinque anni dopo la futura capitale.

Fonte: TASS/Anatolij MorkovkinFonte: TASS/Anatolij Morkovkin

L’accademico Sergej Zagrajevskij scrive che nel XII secolo la costruzione di Pereslavl-Zalesskij in una zona palustre come questa è stata così grandiosa e costosa da essere quasi comparabile con la fondazione di San Pietroburgo da parte di Pietro il Grande all’inizio del XVIII secolo. È significativo che Pietro il Grande abbia costruito la sua prima flotta proprio a Pereslavl-Zalesskij, sul lago Pleshcheevo.

Fonte: TASS/Sergej MetelitsaFonte: TASS/Sergej Metelitsa

Giovani appassionati di sci d’acqua nella città di Rybinsk (1979). Rybinsk sorge a 90 chilometri da Jaroslavl, la città più grande dell’Anello d’oro, e sì, se volete, potete andare anche voi a fare sport nautici come questi ragazzi, perché la città è sulle rive di un grande lago artificiale formato da una diga sul Volga.

Fonte: TASS/Sergej MetelitsaFonte: TASS/Sergej Metelitsa

Lev Tolstoj condivide la sua saggezza con le giovani generazioni. No, aspetta. Cosa? Ovviamente non è Tolstoj. Si tratta invece del più anziano abitante di Suzdal, Eugene Gorbunov, di fronte al cremlino della città (1983). Suzdal è tra le più antiche città dell’Anello d’Oro. Il suo nome appare nelle cronache per la prima volta nel 999. La Chiesa della Natività e il piccolo cremlino bianco di Suzdal sono più antichi delle mura rosse di Mosca di almeno quattro secoli. 

Fonte: TASS/Isaak Dynin, Sergej MetelitsaFonte: TASS/Isaak Dynin, Sergej Metelitsa

Ecco come vengono accolti i turisti a Rostov Velikij: vestendo gli abiti tradizionali e servendo loro del pane korovai (1983). Il cremlino di questa città è sopravvissuto a centinaia di assalti dall’862 in poi, e il passato turbolento di Rostov Velikij consegna agli amanti dell’arte e della cultura una ricca eredità.

Fonte: TASS/Vladimir VdovinFonte: TASS/Vladimir Vdovin

A dispetto del nome (“velikij” in russo significa “grande”), Rostov Velikij, coi suoi 30 mila abitanti, più che una metropoli ricorda un grande villaggio, dove potreste ancora incontrare gente che porta a spalla l’acqua nei secchi, proprio come questi ragazzi vicino alla Chiesa di San Giovanni Evangelista (1972).

Fonte: TASS/Isaak Dynin, Sergej MetelitsaFonte: TASS/Isaak Dynin, Sergej Metelitsa

Ecco come appariva Suzdal in un grande giorno. Nel 1982, la Federazione Mondiale degli Scrittori di viaggio (FIJET) le conferì la Mela d’oro, premio per la Migliore destinazione turistica. Le concorrenti erano Parigi e Praga, ma queste grandi capitali furono sconfitte da questa cittadina nel mezzo della regione di Vladimir.

Fonte: TASS/Isaak Dynin, Sergej MetelitsaFonte: TASS/Isaak Dynin, Sergej Metelitsa

Gli architetti Maria Subbotina e Magdalina Gladkaja esaminano gli ornamenti di una delle facciate scolpite della Cattedrale di San Demetrio a Vladimir (1983). Questa meraviglia dell’età dell’oro di Vladimir è considerata il più bel monumento della città dal XII secolo a oggi e, dal 1992, è nella Lista dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco proprio per le sue facciate di pietra banca decorata e per la drammatica storia (la cattedrale è sopravvissuta a numerosi incendi, saccheggi e a un pessimo “restauro” del 1837, che l’ha privata delle torri e delle navate).

Fonte: RIA Novosti/Valerij ShustovFonte: RIA Novosti/Valerij Shustov

Così appariva il centro storico di Jaroslavl nel 1967, con il restauro del Monastero della Trasfigurazione all’interno del complesso del Museo di Storia e Architettura in corso.

Fonte: RIA Novosti/A. VorotynskijFonte: RIA Novosti/A. Vorotynskij

Il pacifico Monastero dei Santi Boris e Gleb nella città di Uglich, sul Volga, non ha quasi subito cambiamenti dal XVII secolo (nella foto, nel 1957). Uglich è diventata famosa, nella storia russa, per una terribile tragedia. Dopo la misteriosa morte dello Zarevich Dmitrij (figlio di Ivan il Terribile), all’età di appena otto anni, nella residenza di Uglich nel 1591, la dinastia reale dei Rjurikidi cessò di esistere e iniziarono sette anni di terribili lotte intestine. Sedicenti “principi ereditari”, i “falsi Dmitrij” apparvero in varie parti del Paese, sostenendo di essere il bambino ucciso.  

Fonte: RIA Novosti/Mikhail OzerskijFonte: RIA Novosti/Mikhail Ozerskij

E questo è come apparirete voi dopo una gita nell’Anello d’oro: sorridenti e pieni di impressioni positive. (Ritratto di una ragazza di Jaroslavl, 1965).

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