Le visioni stellari di Tsiolkovskij

Questo museo è il primo nel suo genere in tutto il mondo: appena due mesi dopo il volo che ha spianato all'uomo la strada nello spazio, Gagarin ha posato la prima pietra del museo cosmonautico (Foto: Photoxpress)

Questo museo è il primo nel suo genere in tutto il mondo: appena due mesi dopo il volo che ha spianato all'uomo la strada nello spazio, Gagarin ha posato la prima pietra del museo cosmonautico (Foto: Photoxpress)

Centocinquantacinque anni dopo la sua nascita, la visita al Museo dello Spazio di Kaluga dove sono conservate le invenzioni di colui che è considerato il padre della cosmonautica russa

In alto sopra il fiume Oka si trova un candido concio trafitto da un oggetto aereo conico. Non è un caso se il museo cosmonautico di Kaluga, una città a 200 chilometri a Sud di Mosca, si presenta così futuristico: alla sua costruzione nei primi anni ‘60 hanno collaborato Sergej Korolev e Yuri Gagarin. Il museo racconta la storia dell'astronautica dai primi visionari fino ad oggi. Tra i vari oggetti in esposizione, missili, motori e tute spaziali, alcuni dei quali sono già stati in orbita.

Questo museo è il primo nel suo genere in tutto il mondo: appena due mesi dopo il volo che ha spianato all'uomo la strada nello spazio, Gagarin ha posato la prima pietra del museo cosmonautico. Ma perché proprio qui, a Kaluga?

La risposta si trova nel museo stesso: l'esposizione inizia con i primi tentativi di volo dell'uomo, i modelli di aerei di Leonardo da Vinci, i palloni aerostatici dei fratelli Montgolfier, gli alianti di Otto Lilienthal. Proseguendo, si apre un capannone al cui centro si trova un missile pluristadio argentato che ricorda molto le illustrazioni de “Dalla terra alla luna” di Jules Verne. Ma si tratta di un modello pensato dal visionario dell'astronautica russo Konstantin Tsiolkovskij: un'aeronave pluristadio con più celle stagne e un involucro metallico, ideata nel 1892.

La casa di Tsiolkovskij a Kaluga

La casa di Tsiolkovskij a Kaluga (Foto: Itar-Tass)


Tsiolkovskij, nato nel 1857, per la maggior parte della sua esistenza ha vissuto a Kaluga e in altre città nei dintorni. Lo scienziato diventato sordo già da bambino, si guadagnò da vivere come insegnante di matematica e fisica; nel tempo libero costruiva e sperimentava veicoli aerostatici. Anche se le sue teorie venivano pubblicate nelle riviste russe specializzate, fu percepito come bizzarro dai suoi contemporanei.

“Invece ha previsto così tante cose -, dice il direttore del museo Evgenij Kusin. - Le sue idee sul comportamento dell'uomo in assenza di gravità del 1882 per esempio sono in seguito state confermate dai fatti”. Non per niente cosmonauti moderni avrebbero detto: “Il primo uomo nello spazio è stato Tsiolkovskij”. Tsiolkovskij, che, morto nel 1935, non ha visto la realizzazione delle sue idee, è sepolto a pochi passi dal museo, sotto un monumento. Qui si legge anche la sua citazione più famosa: “La terra è la culla dell'umanità, ma non si può vivere per sempre in questa culla.”

Si riaccendono le stelle
su Mosca 

Punto di partenza del museo di Kaluga sono perciò le opere visionarie di Tsiolkovskij. Del museo fanno parte inoltre la sua casa a Kaluga e un appartamento nella città di Borovsk, dove lo scienziato ha vissuto per alcuni anni.

Nella sala espositiva più grande del museo è possibile vivere in prima persona come nella seconda metà del 900 gli uomini abbiano messo in pratica le idee di Tsiolkovskij: luccica color argento, per esempio, una copia tecnica dello Sputnik 1, in orbita intorno alla Terra nel 1957. A richiesta, un collaboratore del museo accende volentieri il bip che all'epoca i radioamatori di tutto il mondo potevano ascoltare per 26 giorni.Un oggetto espositivo che attira particolarmente l'attenzione delle tante scolaresche che ogni giorno vengono in pellegrinaggio al museo, è un apparecchio lungo circa un metro con tubi e una sfera di vetro: in capsule del genere, alla fine degli anni 50, tornavano i cani dai voli di prova nello spazio. “Solo quattro di 52 non sono tornati”, risponde Irina Seljunina, responsabile per l’allestimento delle mostre, a una delle domande più frequenti. Molto amato dai visitatori più piccoli è anche il Planetario che solo nel 2010 è stato dotato di un nuovo sistema Zeiss.

Anche due navicelle spaziali originali, nelle quali i cosmonauti sono tornati sulla Terra sono esposte nel museo: per esempio la Wostok 5 con la quale nel 1963 Valerij Bykovskij è tornato sulla Terra. Sull'involucro della navicella si vedono i residui che il rientro nell'atmosfera ha causato. “Fa piacere sedersi di nuovo in questa navicella”, sta scritto su un sedile all'interno. È il messaggio lapidario che Bykovskij ha lasciato con pennarello durante una successiva visita.

Inoltre si possono ammirare tute spaziali, campioni di sabbia lunare, martelli e cacciavite concepiti appositamente per lo spazio e, naturalmente, il famigerato cibo spaziale: pane in miniatura, caffè con latte, zuppa di crauti russa, tutto ovviamente liofilizzato. “I cosmonauti raccontano però che non è poi così male come sembra”, racconta Seljunina.

Foto: ufficio stampa

La stanza centrale del museo invece trabocca ormai di modelli di missili, motori e rover lunari. “Quando fu costruito il museo, nessuno poteva sapere quanto velocemente si sarebbe sviluppata la navigazione spaziale” spiega ridendo il direttore. L'ampliamento del museo però è già programmato: la costruzione di un nuovo edificio che quadruplicherà l'area espositiva avrà inizio forse già nel 2013. Qui potrebbe trovare spazio anche un modello percorribile della stazione spaziale Mir. L'edificio dovrebbe costare 40 milioni di euro spiega Kusin che sta aspettando impaziente il finanziamento da parte del Ministero della Cultura russo.

Una delle poche cose in cui il visionario Tsiolkovskij ha sbagliato è il tempo che sarebbe passato fino al primo volo spaziale con un essere umano a bordo. Il suo pronostico era stato per l'anno 2000, mentre Gagarin lo ha anticipato di 39 anni.

Info: il museo è aperto tutti i giorni, eccetto il lunedì. Visite guidate in lingua inglese, francese e tedesca. Per prenotazioni: +7.4842.745004. Il sito Internet

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta