Come i russi hanno cambiato la mia vita: il brasiliano Zizo Asnis

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Lavora a Porto Alegre e scrive guide di viaggio, ma i suoi nonni venivano dalla Russia e lui finalmente ha conosciuto il Paese, e ci racconta perché bisogna visitare il gulag Perm-36 e fare i pelmeni in compagnia

Alla vigilia del mio primo viaggio in Russia mi sono reso conto che le mie aspettative erano davvero alte: i miei nonni erano russi e avevo sempre desiderato visitare la loro madrepatria. Conoscevo molto la cultura russa e avevo provato anche alcuni piatti russi, cucinati da mia nonna. Scrivo guide di viaggio e sono abituato a leggerne molte! Quelle di buona qualità sulla Russia contengono molte informazioni storiche. Quindi pensavo di essere preparato. Ma dopo il mio arrivo in Russia nel 2004, il mio viaggio si è trasformato in una vera avventura e mi ha anche insegnato alcune tecniche di sopravvivenza.

La conversazione non è questione solo di parole

Come un normale turista, ho deciso di visitare prima Mosca e San Pietroburgo. Non c’è barriera linguistica nelle grandi città russe: non è difficile trovare qualcuno che parli inglese (anche se era molto più difficile ai tempi del mio primo viaggio che adesso!). Ad esempio, non tutti alle biglietterie delle stazioni ferroviarie sono in grado di capire gli stranieri, ma si trova sempre il modo di comunicare: puoi semplicemente scrivere la tua destinazione su un foglietto. La maggior parte dei russi sa leggere le lettere latine.

Ma è diverso nelle zone rurali, ed è anche una bella sfida: durante il mio viaggio in Siberia, ho imparato a usare i gesti per comunicare. Alcune persone sul treno non parlano inglese, ma in Russia capisci: la conversazione non si limita alle sole parole…

Penso che per sopravvivere in Russia, in generale, sia necessario non essere timidi. Dovrete parlare con le persone, e non aver paura di fare domande stupide (ti aiuteranno a prescindere, in caso di necessità). Basta andare e parlare! Fa parte dell’esperienza. E la Russia è tutta un’esperienza. Non credo che nessuno possa capire o avere un’idea della Russia solo leggendo libri e studiando la sua storia (anche se questa è una parte importante). È impossibile capire la mentalità russa rimanendo al di fuori del Paese.

I russi, dei duri, ma in modo buono

I russi sono unici e diversi da tutti gli altri per la loro storia e geografia. Penso che l’immagine dei russi come gente dura e severa sia collegata alla loro storia. Immaginate solo gli zar, i comunisti, lo stalinismo, la cortina di ferro e l’isolamento… e tutto in soli 100 anni. E poi ci sono la geografia e il clima: per sopravvivere in questo clima, le persone sono costrette a essere dure, ma duri in modo positivo: sempre disponibili ad aiutarsi.

Ho incontrato molte belle persone in Russia. In realtà, la maggior parte delle persone che ho incontrato erano brave. Dopo il mio primo viaggio a Mosca e San Pietroburgo, ho capito che dovevo viaggiare di più nel Paese, andare più a fondo nel suo enorme territorio. Era naturale per me che per la mia seconda volta prendessi la Transiberiana (il mio libro su questo viaggio è stato pubblicato in portoghese e spero che un giorno venga tradotto in russo).

Così, sono salito su questo treno leggendario nell’ottobre 2015. Alla mia prima fermata, la città di Perm, ho incontrato Aleksandr, proprietario di una piccola agenzia di viaggi in città, e insieme siamo andati al Museo di Storia della Repressione Politica a “Perm 36” (un museo del Gulag). Credo che questo sia un posto che ogni turista che viaggia in Russia dovrebbe visitare. Sono stato sorpreso di sapere che non molti russi sanno di questo campo di lavoro forzato sovietico dell’era di Stalin. Grazie alla guida russa, e alla traduzione di Aleksandr, ho potuto capire tutto e posso dirlo con certezza: solo se conosciamo le pagine nere della storia, solo se sappiamo che aspetto ha il “male”, solo così possiamo non farlo accadere di nuovo (vale anche per i campi di concentramento nazisti, come ad esempio Auschwitz).

Quel giorno, il 25 ottobre, era il mio compleanno, e lo avevo detto ad Aleksandr. E sono rimasto così sorpreso quando mi ha invitato a casa sua, dove la sua fidanzata e la sua futura suocera avevano organizzato per me un’intera festa con una torta e canzoni di buon compleanno! Avevo incontrato questo ragazzo solo poche ore prima, eppure lì mi hanno fatto sentire come se stessi festeggiando con la mia famiglia! Quel giorno mi hanno anche insegnato come preparare i pelmeni. È un processo molto unificante preparare il ripieno di carne e l’impasto tutti insieme in cucina! Avevo provato un sacco di piatti russi prima, grazie a mia nonna. So bene cosa sono i pirozhkì, i bliny e il borshch. Ma fare pelmeni è stata davvero una bella esperienza!

Materiale raccolto da Darija Aminova

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Come i russi hanno cambiato la mia vita. Le altre testimonianze:

Il tedesco Jens 

L’irlandese Tommy

L’inglese Hugh   

L’australiana Megan   

Lo spagnolo Manuel  

La colombiana Andrea 

Il tedesco Gerry

L’austriaco Roman 

La francese Aurélia

La giapponese Chiaki 

Il macedone Emil 

La tedesca Peggy 

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