Avete 48 ore per innamorarvi di Perm e della sua regione

8 agosto 2017 Anna Sorokina
In due giorni c’è tempo per una passeggiata in città e per partire all’esplorazione: il fiume Kama, una città sommersa, il muschio bianco e i luoghi dell’esilio del poeta Mandelstam

Primo giorno: Visitate Perm a piedi

 

Andate a passeggio lungo la linea verde e la linea rossa

Il Teatro dell’Opera e del Balletto di Perm, attivo dal 1870, è ora diretto da Teodor Currentzis. Fonte: Oleg VorobjovIl Teatro dell’Opera e del Balletto di Perm, attivo dal 1870, è ora diretto da Teodor Currentzis. Fonte: Oleg Vorobjov

L’itinerario turistico “Linea verde” è stato inaugurato nel 2010. Inizia nei pressi del monumento “Permjak Orecchie salate” (“permjak” è il nome in russo dei cittadini di Perm) e finisce vicino a quello dell’“Orso a passeggio”. (Per sapere tutto su questo e altri esempi di arte contemporanea in città, leggete qui). 

Seguendo questa linea, potrete vedere un totale di 40 luoghi interessanti della città, tra cui il famoso Teatro dell’Opera e del Balletto, dove il famoso direttore Teodor Currentzis dirige acclamati spettacoli, e dove la compagnia del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo (allora Leningrado) venne evacuata durante la Seconda Guerra Mondiale. Il percorso dura circa due ore.

Selfie con l’“Orso a passeggio”, opera in bronzo del 2006 dello scultore Vladimir Pavlenko. Fonte: Oleg VorobjovSelfie con l’“Orso a passeggio”, opera in bronzo del 2006 dello scultore Vladimir Pavlenko. Fonte: Oleg Vorobjov

Nel 2012, è stato aggiunto un altro itinerario, la romantica “linea rossa”. Seguendola, il viaggiatore vedrà la città attraverso gli occhi di personaggi famosi che vi hanno vissuto, tra cui lo scrittore Arkadij Gaidar, il granduca Mikhail Romanov, l’impresario Sergej Diaghilev, e molti altri. Il tour a piedi dura circa un’ora e permette di visitare 20 siti interessanti.

È possibile scaricare da internet le mappe e le guide audio. Purtroppo, per ora sono disponibili solo in russo.

Provate la cucina tradizionale degli Urali

Che cosa mangiare a Perm, a pranzo, dopo una lunga passeggiata? In città potete trovare un sacco di posti diversi, dai fast-food ai ristoranti ricercati. Ma per gustare al meglio l’atmosfera locale, dovreste provare qualcosa di davvero tradizionale.

I posikunchiki, pasta fritta ripiena, sono un piatto tipico di Perm. Fonte: Anna SorokinaI posikunchiki, pasta fritta ripiena, sono un piatto tipico di Perm. Fonte: Anna Sorokina

Uno dei piatti tipici degli Urali sono i posikunchiki, pasta fritta ripiena di macinato e cipolla. Sembrano una versione in piccolo dei chebureki. Questi deliziosi spuntini potete trovarli ovunque nella regione di Perm.

Gli Shangi (o shanezhki) assomigliano invece a una miscela di pirozhki e vatrushki: sono focacce di pasta lievitata con ricchi ripieni di patate, formaggio, pesce, miglio o porridge di grano saraceno. Si tratta di un cibo molto semplice e senza pretese.

La più famosa famiglia di commercianti e industriali degli Urali ha dato il suo nome a uno dei piatti russi più rinomati nel mondo, il manzo alla stroganoff. Secondo quanto vuole la leggenda, il conte Aleksandr Stroganov ordinò ai suoi servitori di dar da mangiare a chiunque mettesse piede sulla sua proprietà. Dovendosi inventare un piatto veloce da preparare, ma che riempisse le pance e fosse appetitoso, i cuochi si spremettero le meningi e il risultato fu quello divenuto poi noto come “manzo alla stroganoff”. 

Fate un’escursione sul fiume Kama

Il Lungofiume sulla Kama, recentemente restaurato, offre splendidi scorci panoramici sul fiume, nel centro di Perm. Fonte: Oleg VorobjovIl Lungofiume sulla Kama, recentemente restaurato, offre splendidi scorci panoramici sul fiume, nel centro di Perm. Fonte: Oleg Vorobjov

Una crociera di un’ora e mezzo vi porterà su e giù per il fiume. I vaporetti partono ogni ora dalla stazione fluviale Perm 1 e i ticket possono essere acquistati alle biglietterie sul posto

Il periodo navigabile va da inizio maggio a fine settembre. La sera si può passeggiare lungo il nuovo bellissimo lungofiume sulla Kama, che offre viste mozzafiato.

 

Giorno 2: Andate alla scoperta degli Urali settentrionali

 

Toccate con mano il muschio bianco della taiga

Il muschio bianco della taiga. Fonte: Oleg VorobjovIl muschio bianco della taiga. Fonte: Oleg Vorobjov

La strada per il Nord del Territorio di Perm si estende attraverso le fitte foreste della taiga. Combinazioni straordinarie di colori vi aspettano lungo il percorso. Per esempio i cespugli di mirtilli con foglie di tutte le tonalità di rosso. Ma il più insolito è il muschio con una tonalità di verde così chiaro, da risultare quasi bianco. A volte si sviluppa in piccole aree, e può coprire completamente il sentiero.

Il muschio bianco della taiga.  Fonte: Oleg VorobjovIl muschio bianco della taiga. Fonte: Oleg Vorobjov

Sarà un’esperienza molto strana camminare su questo tappeto morbido, mentre i piedi affondano nel muschio fino alla caviglia. Vi esortiamo però a non avventurarvi troppo lontano nella foresta, perché è molto facile perdere l’orientamento, e ogni anno anche molti russi non trovano più la strada di casa. 

Non perdetevi la città sommersa di Usolje

Usolje, Palazzo degli Stroganov. La piccola città è rimasta semisommersa dopo la costruzione di una diga. Fonte: Oleg VorobjovUsolje, Palazzo degli Stroganov. La piccola città è rimasta semisommersa dopo la costruzione di una diga. Fonte: Oleg Vorobjov

La piccola città di Usolje (210 chilometri a nord di Perm), risalente al XVII secolo,  è diventata un’isola dopo la costruzione della Diga idroelettrica della Kama alla fine degli anni Cinquanta del Novecento. I residenti sono stati trasferiti, ma l’isola ha conservato alcune interessanti strutture storiche, tra cui gli uffici della famiglia Stroganov e la Chiesa della Trasfigurazione in stile barocco.

Usolje. Molti palazzi sono pittorescamente abbandonati alle erbacce. Fonte: Oleg VorobjovUsolje. Molti palazzi sono pittorescamente abbandonati alle erbacce. Fonte: Oleg Vorobjov

La maggior parte degli edifici non sono che rovine pittoresche tra le erbacce. Ma troverete anche la chiesa di San Nicola, restaurata, la cui costruzione è attribuita ad Andrej Voronikhin (1759-1814), l’architetto della cattedrale di Kazan di San Pietroburgo, nato proprio qui.

Usolje. La Chiesa di San Nicola. Fonte: Oleg VorobjovUsolje. La Chiesa di San Nicola. Fonte: Oleg Vorobjov

Visitate l’antica capitale della Grande Permia

La piccola cittadina di Cherdyn (4.700 abitanti, 309 chilometri a nord di Perm) è stata la capitale della Grande Permia, Stato Komi autonomo medievale (dal X al XV secolo) e poi parte dello Stato russo dal XV al XVIII secolo. Non era solo il centro dei commerci con le regioni orientali, ma è stata anche il cuore della cultura religiosa. Oggi, le sue chiese in legno senza pari e le valli pittoresche ne fanno un museo all’aria aperta.

Cherdyn. Ragazze in costume tradizionale al festival Cuore di Permia, che si è tenuto dal 2006 al 2009. Fonte: Oleg VorobjovCherdyn. Ragazze in costume tradizionale al festival Cuore di Permia, che si è tenuto dal 2006 al 2009. Fonte: Oleg Vorobjov

“Le vecchie forme architettoniche si sono qui conservate, immutate per secoli”, ha detto lo storico Mikhail Nechaev.

Il centro si trova sulla Collina della Trinità, dove nel 2003 è stato scoperto un autentico tesoro di rarissimi piatti medievali persiani. Il lavoro archeologico continua, e l’obiettivo è quello di trovare le fondamenta del primo Cremlino degli Urali.

 Cherdyn.Venditore di anfore al festival Cuore di Permia, ispirato all’omonimo romanzo di Aleksej Ivanov. Fonte: Oleg Vorobjov Cherdyn.Venditore di anfore al festival Cuore di Permia, ispirato all’omonimo romanzo di Aleksej Ivanov. Fonte: Oleg Vorobjov

Nel 1933, Cherdyn diventò famosa come luogo dell’esilio del poeta Osip Mandelstam. Dopo appena due settimane qui, tentò il suicidio.

Cherdyn, una delle tante chiese di legno ottimamente conservate. Fonte: Oleg VorobjovCherdyn, una delle tante chiese di legno ottimamente conservate. Fonte: Oleg Vorobjov

“Era ossessionato dal fatto che sarebbe stato prelevato dagli agenti dell’Nkvd (l’antenato del Kgb) alle 6:30, e quindi sua moglie metteva avanti l’orologio di casa ogni giorno”, racconta Ekaterina Shishigina, del museo di Cherdyn. “Solo quando si rese conto che nessuno era venuto, si calmò. Nonostante questo, dopo pochi giorni si buttò dalla finestra, ma sopravvisse. Dopo di che fu rimandato a Voronezh, ma la sua vita finì comunque nei lager”, spiega. Morì infatti a fine dicembre 1938 nel gulag di Vtoraja Recka, un campo di transito presso Vladivostok, nel corso del secondo arresto.

Cherdyn, ex capitale della Grande Permia, e il corso del fiume Kolva. Fonte: Oleg VorobjovCherdyn, ex capitale della Grande Permia, e il corso del fiume Kolva. Fonte: Oleg Vorobjov

Anche se era il suo luogo di esilio, Mandelstam volle ritornare qui in seguito (prima di essere di nuovo privato della libertà). Era infatti rimasto molto impressionato dalla natura e dalla gentedel posto. Molte altre famiglie di deportati rimasero a Cherdyn o nelle vicinanze anche dopo la riabilitazione da parte del governo. I loro beni e le loro storie sono esposte al museo locale, grazie ai loro discendenti e alle persone che stanno ancora cercando risposte per quello che successe al tempo della repressione.

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