Come i russi hanno cambiato la mia vita: l’inglese Hugh

Nadezhda Likhogrud
Arrivato in Russia per la prima volta dieci anni fa dalla Gran Bretagna, l’esperienza lo ha reso una persona diversa: più paziente, più disposto a parlare delle sue emozioni, e con molte meno sicurezze aprioristiche sulla società e la politica

Per quanto strano possa sembrare, per me è difficile pensare ai modi in cui i russi NON hanno influenzato la mia vita. Il mio tentativo di capire la Russia, la sua lingua, la sua cultura e la sua gente è iniziata ai tempi della scuola, e l’esperienza dei miei anni di studio è stata poi condita con un generoso pizzico di Russia. Sì, la Russia non ha mai mancato di aggiungere sapore alla mia vita, e sarò sempre grato a coloro che mi hanno incoraggiato su questa strada. Non penso sia una buona idea fare l’elenco di queste persone; loro sanno chi sono. Invece, è interessante per me pensare ai modi più profondi in cui queste persone affascinanti hanno influenzato la mia prospettiva sulla vita, la mia comprensione di ciò che è o non è importante e, inevitabilmente, della politica.

La vita in Russia – beh, intendo la vita al di fuori di Mosca – non è sempre così veloce come molti europei sono abituati che sia. Le zuppe ribollono sul fuoco, i treni si susseguono, la burocrazia si mette di mezzo e anche lo stipendio potrebbe decidere di prendersi il suo tempo prima di arrivarvi sul conto corrente. Lentamente, ma senza scampo, questo influenza anche i più laboriosi, che apprendono – come ho fatto io – la bellezza del pazientare. Molto tempo fa, ero tormentato dalla paura di non fare progressi nella mia vita. Questo timore mi infastidisce ancora, naturalmente, ma certo non nella stessa misura di prima. I russi mi hanno insegnato che è importante non forzare la vita, cercando disperatamente di mostrare a tutti quanto sei impegnato e importante. A volte è meglio fermarsi a sedere su una panchina da qualche parte o alzare lo sguardo per sentire il sole o la neve sul tuo viso. 

È difficile da spiegare, ma qualcosa della Russia, forse il suo clima spietato o le sue pazzesche dimensioni, ti rende consapevole di quanto poco controllo tu abbia del corso della tua vita. Questo rende molto più facile essere pazienti. Forse l’esercizio supremo di pazienza è la Ferrovia Transiberiana, che funge da buona metafora per la vita in Russia in generale: giornate lunghe e snervanti in un ristorante mal decorato, mentre avanzi annoiato in un panorama sempre uguale a se stesso, chiedendoti se ne è valsa la pena. Quando però ti vedi davanti il Lago Bajkal, ti rendi conto che hai trovato qualcosa di veramente speciale.

Coloro che hanno meno familiarità con la Russia, spesso cadono negli stereotipi quando descrivono i russi. Il più fastidioso di tutti è l’idea che tutti i russi siano infelici. Ciò deriva dal fatto che i russi – perlomeno quelli che ho incontrato io – ritengono spesso che sorridere senza motivo sia stupido. Non sono completamente d’accordo con loro, ma apprezzo la loro onestà. Questo è il secondo modo in cui i russi mi hanno influenzato in modo significativo; mostrando cioè l’importanza di essere onesti, riguardo ai sentimenti, con se stessi e con coloro che ci circondano. Ho sentito che molte donne russe hanno difficoltà a sentirsi bene con i fidanzati inglesi per il fatto che mascherano sempre le loro emozioni con l’umorismo o la celebre imperturbabilità. Posso certamente vedere questi aspetti in me stesso di tanto in tanto, ma penso di stare migliorando e di riuscire a esprimere un po’ più sinceramente le mie emozioni. Se sono infelice, non faccio più finta, per gli altri, di non esserlo, e mi diverto persino a discutere dei miei sentimenti. La mia esperienza suggerisce che probabilmente altre persone si sono sentite allo stesso modo a un certo punto. La vita non è mai facile, né in Russia né altrove, ma le persone qui sono oneste, e questo le rende unite. Inoltre, quando la porta è chiusa e il tè viene servito, fai fatica a trovare qualcuno più pronto a farsi quattro risate di un russo. È giusto quello che ho sentito spesso dire ai russi: “in ogni scherzo, c’è un granello di verità”. Anche se è probabilmente vero per la maggior parte delle culture, non posso fare a meno di pensare che questo detto rifletta la cultura dell’onestà che esiste tra i russi. Potrà sembrarvi un po’ un salto logico, ma sono tentato di dire che è questa caratteristica del popolo russo la ragione per cui il Paese ha prodotto una letteratura così profonda e stimolante.

Questo ci porta all’ultima maniera in cui i russi hanno cambiato la mia vita. Vivere all’estero è un’esperienza che mi ha insegnato molto. Lo stesso può essere vero per coloro che vivono in altri Paesi, ma la mia esperienza in Russia – sia le conversazioni, che gli aspetti pratici della vita – mi ha dato l’opportunità di vedere il mio Paese in una luce più obiettiva. Guardando la Gran Bretagna, ora vedo sia gli aspetti positivi che quelli negativi. C’è così tanto che noi diamo per scontato come inglesi: mi viene in mente l’acqua potabile dal rubinetto, ma anche la fiducia che abbiamo nella nostra democrazia, nelle nostre istituzioni, nel nostro servizio sanitario, nella nostra pensione… e la lista potrebbe continuare. Ma a volte bisogna lasciare il proprio acquario per iniziare ad apprezzarlo. Detto questo, ho capito che da noi ci sono anche cose molto sbagliate. Ora capisco quanto sia strano il modo in cui ci sbarazziamo dei nostri anziani genitori mandandoli nelle case di riposo; come sprechiamo così tanto tempo a preoccuparci di quali strati della società facciamo parte; e come ci sforziamo di essere prevedibili. Forse questo riguarda solo me e i miei demoni personali, ma sono finalmente onesto. 

Le conversazioni con i russi, su tutti i tipi di argomenti, mi hanno dato l’opportunità di un sano dibattito e di una buona introspezione. Nessuno sta dicendo che la Russia non ha problemi – ogni Paese ne ha – ma è sempre una buona idea avere una seconda prospettiva sulle cose; un altro sguardo. Ricordo di essere stato su un treno per San Pietroburgo, seduto accanto a un uomo d’affari di Mosca. Discutevamo di politica, e devo aver passato 20 minuti a delineare i vari punti di forza del sistema parlamentare britannico, il suo brillante equilibrio di potere, i dibattiti febbrili alla Camera dei Comuni e così via. L’uomo mi ascoltò pazientemente, aspettò che finissi prima di sorridere e chiedermi: “Cosa c’è di meglio, Hugh, una voce sbagliata o mille voci sbagliate?” Non avevo una risposta. L’ho visto mentre sorseggiava il suo cognac, si appoggiava allo schienale e chiudeva gli occhi. Penso ancora a questa sua domanda.

Resta solo da dire che il popolo russo ha cambiato la mia vita in così tanti modi che non è possibile elencarli tutti qui. I russi sono stati una costante fonte di gentilezza, curiosità e avventura per me, e pensare che ho appena scalfito la superficie di questo enorme Paese e della sua cultura…

 

Come i russi hanno cambiato la mia vita. Ecco altre testimonianze: 

L’australiana Megan

Lo spagnolo Manuel  

La colombiana Andrea  

L’austriaco Roman   

La francese Aurélia   

La giapponese Chiaki   

Il macedone Emil   

La tedesca Peggy

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