I segreti di Perm 36

Perm 36 è il nome non ufficiale della colonia penale sovietica di massima sicurezza per detenuti condannati per crimini contro lo Stato di natura particolarmente pericolosa; il campo si trova nel centro abitato di Kuchino, nella regione Chusovskij dell’oblast di Perm e ora è un museo. Il gruppo più consistente di carcerati era costituito dai membri delle cosiddette spedizioni punitive che spalleggiavano i nazisti tedeschi durante la Seconda Guerra mondiale. Perm 36 ospitava anche prigionieri politici.

La colonia fu chiusa nel 1988. Nel 1992 fu presa la decisione di trasformarla in un museo. Quattro anni dopo, il Museo di Storia della Repressione Politica “Perm 36” accoglieva i suoi primi visitatori. Unico nel suo genere, Perm 36 include strutture conservate e ricostruite che esistevano nel campo (colonia di lavoro), in cui i detenuti politici venivano tenuti in condizioni squallide. Qui dissidenti, disertori, difensori dei diritti umani, oppositori del regime comunista, attivisti dell’indipendenza nazionale dei popoli schiavizzati, politici, figure pubbliche, scrittori e scienziati soffrivano e morivano.

Alcuni edifici del campo di massima sicurezza sono rimasti intatti, come, ad esempio, una delle quattro baracche costruite nel 1946, un reparto d’isolamento, un bagno comune con la lavanderia, i quartier generali interni, una torre idrica e una latrina; tutte le strutture si trovavano nella zona residenziale, dove alloggiavano i prigionieri. Si è conservata persino una piccola via con un boschetto (piantato dai prigionieri durante il periodo di riforma del gulag del 1948).

La zona industriale – l’area di produzione dove i detenuti lavoravano – conserva ancora un’officina da fabbro, una segheria, un locale caldaie, una torre di controllo, una centrale elettrica a diesel, un bagno, una cabina di vedetta (cioè un posto di controllo dall’area abitativa alla zona industriale), oltre ad altri laboratori, unità ed edifici amministrativi. La maggior parte delle strutture, sia industriali sia residenziali, risalgono all’era dei gulag staliniani.

Nel 2004 il World Monuments Fund (Wmf) ha incluso Perm 36 nella lista dei cento siti storico-archeologici più a rischio. È stata avviata la procedura per assicurare al museo lo status di Sito Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

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