Tutto quello che sai sui cosacchi è sbagliato: ecco chi sono e cosa rappresentano per la Russia

Dominio pubblico
Non sono né un’etnia, né una nazione, né una professione, e anche a livello della loro localizzazione geografica la situazione è più complessa di quanto si pensi. Facciamo un po’ di chiarezza

Ai tempi dell’Impero russo, i cosacchi vivevano secondo le proprie leggi nelle terre libere del Sud del Paese. Erano una delle forze militari più fidate, ma allo stesso tempo un costante mal di testa per gli zar, che volevano governarli e controllarli.

Le statistiche sulla popolazione cosacca e sui suoi luoghi di residenza sono tutt’altro che definite. Storicamente, la parola cosacco in sé denotava una vasta congregazione di persone libere nelle terre russe, persone che erano lì fin dai tempi antichi.

Come sono apparsi i cosacchi?

La fortezza Yalutorovsk ostrog, nella regione di Tyumen, una delle più antiche fortezze cosacche presenti ancora oggi in Siberia

La parola “cosacco” (in russo: “казак”; kazàk) è di origine turca e significa “uomo libero”, “vagabondo”, “cercatore di fortuna”. Ovviamente, in Russia sembrava denotare persone che non erano legate ai loro padroni o proprietari terrieri ai tempi della servitù della gleba (abolita nel 1861).

I primi cosacchi erano persone che vivevano alla periferia dei principati russi, principalmente nel Sud delle terre russe, approssimativamente dal XIV al XV secolo. Vivevano in insediamenti fortificati istituiti per proteggere i principati dalle tribù nomadi che vagavano nell’area chiamata Dikoe Pole (“Campo Selvaggio”), un vasto territorio corrispondente a parte delle Steppe pontico-caspiche, tra le terre del Principato di Vladimir-Suzdal, il Mar Nero e il Mar Caspio.

Queste comunità erano fatte di persone che preferivano la libertà e l’avventura alle relative sicurezze di una vita da servi nella Russia centrale. Quando la servitù della gleba, le tasse e il governo centralizzato iniziarono ad apparire in Russia, le terre dei cosacchi iniziarono ad accettare servi fuggitivi, persone che avevano problemi con la legge e chiunque altro avesse scelto di darsela a gambe.

Quando i cosacchi hanno iniziato a servire il governo russo?

Non appena il primo governo centralizzato apparve nel Granducato di Mosca (intorno al XV secolo), i primi Gran Principi di Mosca cercarono di mettere i cosacchi al loro servizio. Le formazioni militari cosacche presero parte alle battaglie dei principi di Mosca contro i tatari nomadi. Sotto Ivan il Terribile (1530-1584), i cosacchi che vivevano nel Sud (lungo il Don, il Dnepr e altri fiumi) erano in parte governati dai suoi prikazy (istituzioni simili ai moderni ministeri). I cosacchi prestavano servizio militare e stavano di guardia contro i nemici dello Stato di Mosca nelle città di confine, in parte sostenuti dal governo di Mosca e comandati da militari ufficiali non cosacchi inviati dalla regione centrale.

Nel XVII secolo, un prikaz cosacco separato fu organizzato per controllare i cosacchi, che però vivevano ancora in gran parte uno stile di vita libero, attaccando i vicini della Russia (l’Impero ottomano in particolare), disturbandoli con le loro incursioni anche quando il governo di Mosca cercava di sostenere la pace tra i due Paesi.

C’erano oltre 20 diversi Corpi cosacchi, situati in varie parti dell’Impero russo. Fino alla fine del XIX secolo mantennero un loro status relativamente libero. Il Corpo dei Cosacchi del Don (stanziato attorno al bacino del fiume Don e sul territorio dell’Ucraina contemporanea) era il più grande e il più antico di loro. Ciò che li distingueva dall’esercito russo regolare era che nei periodi di pace, i Corpi cosacchi si scioglievano facilmente, e i singoli cosacchi tornavano al loro stile di vita da civili, commerciando merci, bevendo, facendo baldoria e semplicemente vivendo la loro vita libera nelle steppe. Erano esenti dall’imposta sul capitale, dal reclutamento di leva e da altre tasse, ma erano strettamente obbligati ad essere pronti ad arruolarsi, armati e dotati di cavallo, alla prima chiamata dell’amministrazione centrale.

In che modo i cosacchi furono privati della loro autonomia?

Ricostruzione storica di una battaglia cosacca del XVII secolo

Nel XVII e XVIII secolo, le aree tradizionalmente abitate dai cosacchi divennero parte della Russia. Nel 1667-1671, la politica dello zar di Mosca indusse i cosacchi del Don a innescare una rivolta nota come la “Guerra dei contadini” di Stenka Razin. Il leader, Stepan (Stenka) Razin, venne infine consegnato ai funzionari dello zar dai suoi compagni cosacchi, perché volevano mantenere la loro autonomia. Tuttavia, all’inizio del XVIII secolo, i cosacchi del Don furono sottomessi da Pietro il Grande e le loro terre divennero parte dell’Impero a pieno titolo.

Durante il regno di Caterina la Grande, le cose andarono più o meno allo stesso modo: quando l’Impero russo iniziò a conquistare le terre della Malorossija (sostanzialmente l’odierna Ucraina e Bielorussia), scoppiò la ribellione di Emeljan Pugachev, nel 1773-1775. Pugachev (si pronuncia Pugachjóv), anche lui un cosacco, condusse i suoi uomini e contadini nella Russia centrale, per poi essere schiacciato dall’esercito imperiale russo. Dopo di che, i cosacchi del Don furono obbligati a servire lo Stato. I cosacchi divennero una denominazione all’interno del popolo russo, con determinati privilegi e responsabilità.

Chi erano i Cosacchi zaporoghi?

A metà del XVII secolo, lo stato russo unì a sé un altro importante Corpo cosacco: quello dei Cosacchi zaporoghi. Stabiliti nella valle del fiume Dnepr sui territori dell’Ucraina centrale, gli zaporoghi dipendevano politicamente dallo stato polacco-lituano, difendendo i suoi confini meridionali e orientali dai tatari di Crimea, dagli ottomani e persino dagli zar di Mosca. Tuttavia, visto che le loro relazioni con i polacchi lasciavano molto a desiderare, si verificavano continue rivolte e guerre di liberazione. Durante una di esse, guidata da Bohdan Khmelnytskij, i cosacchi zaporoghi chiesero aiuto ai russi e si spostarono sotto la protezione del governo di Mosca, evento considerato in Russia e in Urss come “riunificazione di Ucraina e Russia”.

L’esistenza del Corpo dei Cosacchi zaporoghi nello Stato russo è durata poco più di un secolo. Poiché, a causa delle guerre russo-ottomane, i confini dell’Impero furono espansi verso sud, i territori dei cosacchi zaporoghi rimasero molto all’interno del territorio russo, perdendo, di fatto, il ruolo principale dei cosacchi di difensori dei confini nazionali. Quando nel 1775, l’imperatrice russa Caterina II sciolse il Corpo dei Cosacchi zaporoghi alcuni cosacchi scelsero di servire il sultano ottomano, gli altri si stabilirono nei territori della moderna regione russa del Kuban. Sono diventati gli antenati di coloro che oggi conosciamo come i cosacchi del Kuban.

Perché gli esploratori russi venivano chiamati cosacchi?

La spedizione di Semjon Dezhnev

Ermak, che sottomise il Khanato di Sibir (Siberia), Semjon Dezhnev, che scoprì quello che ora è lo Stretto di Bering, e molti altri esploratori russi del XVII-XVIII secolo erano detti cosacchi perché prestavano servizio alla periferia della terra russa, ne proteggevano i confini e ne espansero l’influenza verso l’esterno. Semjon Dezhnev prestò formalmente servizio come cosacco nella città siberiana di Tobolsk. Tuttavia, questi cosacchi siberiani non erano come i cosacchi della regione del Don: non erano uniti in Corpi, ma erano più simili a guardie di confine.

Quali erano le fedi e le nazionalità dei cosacchi?

I cosacchi non appartenevano a nessuna nazionalità particolare. La maggior parte dei cosacchi di Don aveva origini miste: in parte provenivano dalla Russia centrale, in parte dalla Russia meridionale, con forti influenze tatare e polacche; quindi non siamo in grado di definirli etnicamente.

La maggior parte dei cosacchi erano russi ortodossi e Vecchi credenti russi. La loro fede cristiana li definiva più della loro nazionalità o del loro luogo di vita; inoltre, i principi e lo stile di vita cosacchi univano persone molto diverse che si identificavano come cosacchi.

Cosa c’era di speciale nello stile di vita dei cosacchi?

Famiglia cosacca

Ciò che ci colpisce immediatamente dei cosacchi sono le loro acconciature, i loro baffi e i loro vestiti colorati, che hanno una forte somiglianza con l’abbigliamento delle persone del Caucaso settentrionale, in gran parte perché è l’abbigliamento di chi va a cavallo in climi temperati.

A un ragazzo cosacco veniva insegnato a cavalcare, a usare la spada e a sparare con una pistola dall’età di 10 anni. L’educazione dei cosacchi era dura. I bambini lavoravano nei campi fianco a fianco con i loro genitori, e tutti i loro giochi erano di tipo militare. Anche il canto e la danza erano una parte importante dell’educazione di ragazzi e ragazze, perché una persona cosacca è sempre allegra e senza paura.

Sin dai tempi antichi, i cosacchi erano sempre pronti a resistere a un attacco improvviso da parte di tribù nomadi, ecco perché il governo russo ha tollerato la loro libertà per così tanto tempo: finché le autorità centrali non sono state in grado di usare l’esercito per difendere efficacemente i confini meridionali, avevano bisogno dei cosacchi per proteggere queste terre.

Quanti erano i cosacchi?

È davvero difficile dirlo, visto che i cosacchi non pagavano le tasse e non partecipavano ai censimenti. Abbiamo solo numeri approssimativi relativi alla fine del XIX - inizio del XX secolo.

Il censimento del 1897, il primo che mostrava il numero dei cosacchi, contò circa 3 milioni di cosacchi (1.448.382 uomini e 1.480.460 donne). Tuttavia, il loro numero reale era molto più grande di quello, ed è stimato intorno ai cinque milioni in tutto l’Impero.

Dov’erano i cosacchi in epoca sovietica?

I cosacchi sovietici dell'Armata Rossa durante uno spettacolo di danza tradizionale

Durante il periodo sovietico, molti cosacchi subirono repressioni, perché la maggior parte di loro si oppose ferocemente ai bolscevichi. Il governo bolscevico adottò una politica di de-cosacchizzazione (in russo: расказачивание; raskazàchivanie). Nel 1918-1924 un gran numero di cosacchi fu giustiziato e un numero ancora maggiore fu deportato con la forza. L’area che storicamente ospitava i cosacchi di Don era abitata nel 1917 da circa 4,5 milioni di persone, metà delle quali identificate come cosacchi; nel 1921, in quest’area erano rimasti solo circa 2,2 milioni di persone.

Tuttavia, c’erano formazioni militari cosacche nell’esercito sovietico, sebbene non potessero essere paragonate in numero ai Corpi cosacchi dell’Impero russo. I cosacchi sovietici nella Seconda guerra mondiale non furono molto efficaci: la cavalleria può poco contro carri armati e aeroplani.

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Dove sono adesso i cosacchi?

Cosacchi russi al giorno d'oggi

Attualmente, le persone che si identificano come cosacchi o dicono di avere origini cosacche, vivono nei territori di Russia, Kazakistan, Ucraina e in diverse parti del mondo (molti cosacchi emigrarono dalla Russia dopo la Rivoluzione bolscevica del 1917).

Nel 1989, il Soviet Supremo dell’Unione Sovietica ha ufficialmente riconosciuto le ingiuste repressioni perpetrate contro i cosacchi e ha confermato il loro diritto a essere formalmente riabilitati politicamente. Nel 1994, il governo della Federazione Russa ha dichiarato che “La rinascita del tradizionale servizio statale russo dei cosacchi è uno degli elementi portanti della formazione del nuovo Stato russo”.

Attualmente esistono dei Corpi paramilitari riconosciuti dalla legge: i “Cosacchi registrati della Federazione Russa”. C’è anche un Consiglio degli affari cosacchi sotto l’egida del presidente della Federazione Russa. Ci sono circa 140.000 cosacchi ora in Russia e ci sono 11 Corpi cosacchi registrati (Cosacchi del Volga, siberiani, della Transbaikalia, del Terek, dell’Ussuri, del Don, dello Enisej, di Orenburg, del Kuban, d’Irkutsk, del centro), i cui membri hanno il diritto di portare l’uniforme e di girare con la nagajka (la frusta cosacca), la spada, e in alcuni casi con armi da fuoco, ma il numero di discendenti cosacchi è molto più grande.


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