Sei mostre da non perdere sulla Rivoluzione russa

Per il centenario della presa del potere dei bolscevichi, i più importanti musei di Mosca hanno organizzato speciali esposizioni che riportano a quei tempi turbolenti che cambiarono per sempre la storia del mondo

Cai Guo-Qiang: Oktjabr, Museo Pushkin delle belle arti

La mostra dell'artista cinese Cai Guo-Qiang allestita al museo Pushkin di Mosca

Uno dei più attesi eventi dell’anno a Mosca è la mostra che guarda alla Rivoluzione Russa (rivoluzione di cui potete sapere tutto qui) con gli occhi dell’acclamato artista cinese Cai Guo-Qiang (nato nel 1957). Si tratta di grandi tele e di piccoli lavori e installazioni video, che sono state appositamente create per questo evento. La tecnica di Cai Guo-Qiang è basata sul bruciare polvere da sparo precedentemente distribuita sulla tela.

I visitatori del Museo Pushkin potranno per la prima volta vedere non solo opere finite, ma anche schizzi e bozzetti. Cai Guo-Qiang ha preparato per Mosca una larga raccolta di immagini simboliche e potenti: stelle rosse, una rielaborazione dei lavori di Malevich e un gigantesco pannello con il simbolo sovietico più riconoscibile: la falce e martello.

La mostra inizia già fuori dal museo, con una installazione di grandi dimensioni che copre la scalinata e l’ingresso monumentale. Si intitola “Fall”, ed è una pila di carrozzine per bambini, con alberi di betulla che crescono dal loro interno. È allo stesso tempi una metafora dei sogni infantili e una allusione alla celebre scena della “Corazzata Potemkin” di Sergej Ejzenshtejn, con la carrozzina che rotola giù, lungo la scalinata del porto di Odessa.

La mostra durerà fino al 12 di novembre. Biglietti e maggiori informazioni possono essere trovate qui

Someone 1917, Galleria Tretjakov

La Galleria Tretjakov di Mosca, principale collezione di arte russa della capitale, non poteva certo esimersi dall’occuparsi del centenario dell’anno cruciale per la storia russa, il 1917. Lo ha fatto raccogliendo da vari musei russi e stranieri (tra cui il Centro Georges Pompidou di Parigi e la Tate Modern di Londra) oltre 120 capolavori. I curatori hanno scelto un approccio assolutamente inusuale e in mostra ci sono solo opere del 1917 che, sorprendentemente, non riflettono per niente il tumulto alla Rivoluzione, quasi come se i loro autori si disinteressassero degli eventi, continuando in disparte a dipingere ritratti, nature morte, idilliaci paesaggi bucolici, come nei casi dei lavori degli artisti Boris Kustodiev e Zinaida Serebrjakova.  

Tra gli artisti più famosi in mostra: Kazimir Malevich, Kuzma Petrov-Vodkin, Boris Grigoriev, Aleksandr Rodchenko, Vassilij Kandinsky e molti altri.

La mostra durerà fino al 14 gennaio 2018 alla Nuova Galleria Tretjakov di via Krymskij Val 10. Maggiori informazioni possono essere trovate qui

1917. The Code of Revolution, Museo Statale Centrale di Storia della Russia Contemporanea

Situato nel cuore di Mosca, sulla via Tverskaja, nella sede dell’ex Museo della Rivoluzione (e ai tempi dello zar dell’English Club) la collezione stabile di questo museo vale già di per sé la visita. Ma in questo periodo ad aggiungere interesse c’è la mostra “1917. The Code of Revolution”. Si tratta di una ricostruzione dei fatti dell’Ottobre del 1917, con in esposizione materiali rari, tra cui appunti personali di Lenin, porcellane di propaganda e beni personali appartenuti ai principali protagonisti della Rivoluzione. In totale circa 1.500 cimeli.

La mostra durerà fino al 12 novembre. Maggiori informazioni possono essere trovate qui

Freedom for All? The History of One People in the Years of Revolution, Museo Ebraico e Centro della Tolleranza

Organizzazioni ebree durante una manifestazione a Pietrogrado, 1919

Uno dei musei più recenti e moderni di Mosca, il Museo Ebraico e Centro della Tolleranza mette in mostra lo sviluppo culturale, sociale e religioso della comunità ebraica russa durante gli anni della Rivoluzione e della Guerra civile.

Si tratta di una esposizione multimediale con gli eventi narrati in ordine cronologico e con testimonianze dei protagonisti “in prima persona”. Opere d’arte, fotografie, libri, poster di teatri e di propaganda introducono i visitatori alla vita ebraica del tempo e al lavoro dei migliori artisti ebrei dell’epoca, tra i quali si possono enumerare El Lissitzky, Mark Chagall, Robert Falk e Issachar Ber Ryback.

La mostra aprirà il 17 ottobre e sarà visitabile fino al 14 gennaio del 2018. Maggiori informazioni possono essere trovate qui

El Lissitzky, Galleria Tretjakov e Museo Ebraico e Centro della Tolleranza

Dal padiglione sovietico della mostra “Press” a Colonia, 1928

Due grandi musei uniscono le forze per mostrare una retrospettiva dell’esponente di punta dell’avanguardia russa El Lissitzky, un vero trendsetter agli inizi del XX secolo, nel design e nell’architettura.

Il Museo ebraico inizia con il periodo pre avanguardia, mettendo in mostra principalmente opere relative alla sua attività nell’organizzazione ebraica chiamata “Kultur-Lige”. Intanto, alla Galleria Tretjakov, i visitatori possono vedere oltre 200 progetti di architettura, schizzi di design e alcuni proun, un’invenzione dell’artista, esponente del suprematismo, considerata una via di mezzo tra pittura e architettura.

La mostra alla Galleria Tretjakov inizia il 17 novembre e resterà aperta fino al 4 febbraio 2018. Maggiori informazioni possono essere trovate qui. Quella al Museo Ebraico e Centro della Tolleranza sarà invece aperta dal 16 novembre al 18 febbraio 2018. Maggiori informazioni possono essere trovate qui.  

Alexander Labas. Oktjabr, Istituto dellArte realista russa

Mostra all'Istituto dell’Arte realista russa

Quando la Rivoluzione scoppiò l’artista Aleksandr Labas aveva solo 17 anni. “Cercavo di stare costantemente in strada, ero rapito dal ritmo, dalle sparatorie, dalla folla e dai camion con i soldati dell’Armata Rossa”, ricordò poi. “Sento incredibilmente quell’era e quelle immagini mi rincorrono sempre”.

I dipinti di Labas ebbero un forte impatto sull’arte ufficiale sovietica. I titoli delle sue opere in mostra dicono più di tante parole: “Marinaio”, “Notte di Ottobre”, “La mattina dopo la battaglia”. Labas catturava sulle tele tutto quello che vedeva, quasi come un fotografo: facce, scorci cittadini, e l’atmosfera di quegli eventi. Oltre ai quadri ci sono anche foto d’archivio.

La mostra durerà fino al 1° dicembre. Maggiori informazioni possono essere trovate qui

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