Avanguardie, l'arte al servizio della rivoluzione

"Proletarians of All Countries Get United!", by El Lisitsky (Lazar Lisitsky). Reproduction.

"Proletarians of All Countries Get United!", by El Lisitsky (Lazar Lisitsky). Reproduction.

RIA Novosti
Ricorre quest’anno l’anniversario della rivoluzione russa. Un evento che, oltre a cambiare il corso della storia, influenzò radicalmente anche lo sviluppo dell’arte

“Proletari di tutto il mondo unitevi”, El Lisitsky, riproduzione“Proletari di tutto il mondo unitevi”, El Lisitsky, riproduzione

Si ritiene che la storia dell’avanguardia russa abbia avuto inizio nel 1908, quando a Mosca e a San Pietroburgo si tennero esposizioni di vari giovani sovversivi che cambiarono radicalmente le fondamenta dell’arte: i fratelli Burlyuk, Larionov, Goncharova, Lentulov, solo per citarne alcuni. Negli anni che precedettero la rivoluzione del 1917, il movimento d’avanguardia si sviluppò a ritmi vertiginosi.

Molti esponenti di questa tendenza accolsero con entusiasmo la rivoluzione. Le loro idee artistiche spesso coincidevano con slogan politici, ad esempio la proposta contemplativa di Kazimir Malevich di bruciare tutti i quadri per esporre poi le loro ceneri nei musei, visto che dopo il suprematismo l’arte non esisteva. E durante le prime decisioni politiche relative all’ordine precedente la rivoluzione, questa proposta si rivelò tragicamente premonitrice.

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Un nuovo Stato aveva bisogno di nuovi modelli più brillanti e sonori, che guardassero verso il futuro. E le avanguardie riuscirono a realizzare facilmente questo compito. Il governo si trasformò allora nel principale acquirente delle opere d’arte, oltre che nel loro principale censuratore, nonostante gli artisti in un primo momento non se ne fossero accorti.

Propaganda monumentale

Bozza per la decorazione di Piazza del Palazzo, Nathan Altman (1899-1970). Museo statale russo di San Pietroburgo. Fonte: Rudolf Kucherov/RIA NovostiBozza per la decorazione di Piazza del Palazzo, Nathan Altman (1899-1970). Museo statale russo di San Pietroburgo. Fonte: Rudolf Kucherov/RIA Novosti

Nei primi mesi successivi alla rivoluzione, gli avanguardisti si impegnarono nella creazione di nuove forme per celebrare lo Stato sovietico. Le tele che decoravano gli edifici nelle piazze principali di Mosca e Pietrogrado (oggi San Pietroburgo) erano autentiche opere d’arte monumentale che, purtroppo, non sono arrivate fino ai giorni nostri. Opere dedicate ai nuovi simboli e all’uomo nuovo, agli operai e ai contadini. La festa del primo maggio del 1918 venne decorata dall’artista futurista Olga Rozanova, che utilizzò fuochi d’artificio e giochi di luce per interpretare il proprio concetto di astrazione del colore.

Le parole e le immagini

“Spezza il bianco con il cuneo rosso”, El Lissitzky, 1920. Fonte: Van Abbemuseum“Spezza il bianco con il cuneo rosso”, El Lissitzky, 1920. Fonte: Van Abbemuseum

Il passo successivo del progresso della propaganda fu la produzione a stampa: riviste, libri, poster. Il cubofuturismo, il construttivismo e il suprematismo, con le sue forme semplici e la sua struttura precisa risultavano idonei per l’epoca nuova. Il poster di El Lissitzky creato negli anni Venti “Spezza il bianco con il cuneo rosso” è l’esempio perfetto di una composizione suprematista che nasconde dietro di se idee politiche.

Aleksandr Rodchenko, annuncio per Lengiz. Fonte: ufficio stampaAleksandr Rodchenko, annuncio per Lengiz. Fonte: ufficio stampa

Un altro esempio della nuova creazione grafica è il cartellone pubblicitario di Aleksandr Rodchenko del 1924 che invitava ad acquistare libri della casa editrice Lengiz. Gli ampi piani, i profili affilati e le diagonali che sezionavano lo spazio si trasformarono nel biglietto da visita delle fotografie costruttiviste di Rodchenko, riuscendo a convertire un semplice annuncio in un’opera maestra dell’arte grafica.

Gli inventori del disegno

Varvara Stepanova, disegno per tessuto, 1924. Fonte: collezione privataVarvara Stepanova, disegno per tessuto, 1924. Fonte: collezione privata

Nell’impulso utopico della trasformazione nacque l’idea di influenzare le persone non solo attraverso l’arte monumentale, ma anche attraverso la creazione di un nuovo mondo visuale, circondando la vita quotidiana di oggetti moderni. E proprio da questa idea nacque il design industriale sovietico.

Le “amazzoni dell’avanguardia” Varvara Stepanova y Lyubov Popova crearono per una fabbrica tessile un nuovo design di tele per sostituire i modelli prerivoluzionari. Lo speciale tessuto, che veniva prodotto in massa per la creazione di abiti, acquisì una decorazione geometrica astratta con colori contrastanti. Anche la Stepanova si dedicò alla creazione di “abiti industriali” tenendo conto delle particolarità di ogni concreta professione. I suoi principi erano le forme geometriche, l’assenza di decorazioni e il carattere unisex di ogni indumento.

Architettura

Monumento per la Terza internazionale. Foto d’archivioMonumento per la Terza internazionale. Foto d’archivio

L’espressione architettonica delle idee rivoluzionarie fu il costruttivismo. Nei primi anni dopo la rivoluzione, in piena guerra civile, non c’erano soldi per nuove costruzioni, e la maggior parte dei progetti dell’epoca non venne mai realizzato. Il più famoso di tutti è il monumento disegnato da Vladimir Tatlin nel 1919 per la Terza internazionale: una torre metallica a forma di spirale i cui lavori di costruzione non furono mai iniziati. 

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