Le Corbusier e i resti dell'Art Nouveau

Opere d'arte nel centro di Mosca (Foto: Lori / Legion Media)

Opere d'arte nel centro di Mosca (Foto: Lori / Legion Media)

Eclettismo e coscienza della superiorità dell'arte. Lo stile che si diffuse da Parigi, trovò terreno fertile anche a Mosca. Tra l'opposizione degli "architetti di Stato" e la volontà di costruire dimore stupefacenti

Sezession in Austria. Jugendstill in Germania. Modernismo in Russia. Una molteplicità di nomi per un solo movimento: l'Art Nouveau. Molteplicità non casuale. Perché, lontana da ogni codificazione, l'Art Nouveau è più che altro un atteggiamento condiviso da artisti e movimenti completamenti diversi gli uni dagli altri. Uniti da un solo principio fondamentale: l'arte non è imitazione della natura. Anzi, le è superiore. L'invenzione delle forme come grado più alto dell'attività umana.

L'Avanguardia russa
alla conquista di Firenze

In Russia, lo sviluppo dell'Art Nouveau trova un punto di resistenza non valicabile della Rivoluzione d'Ottobre. Perché nel nuovo Stato socialista, le coordinate su cui si muove l'arte, sono diverse, opposte. Semplificando: il minimalismo e il costruttivismo sovietico partono da assunti opposti rispetto all'Art Nouveau. Tuttavia, difficilmente ciò che viene costruito può essere cancellato del tutto. E i palazzi Art Nouveau continuano a decorare, con il loro sincretismo simbolico, il centro storico di MoscaVerso la fine del XIX secolo, la città superava con il suo fervore costruttivo tutte le altre metropoli europee. Edifici "Modernisti" si possono ammirare anche oggi sulla Circonvallazione dei giardini, sulla vecchia Arbat e sulla Tverskaja e nelle aristocratiche vie Povarskaja e Prechistenka.


Palazzi Art Nouveau decorano il centro di Mosca (Foto: Lori / Legion Media)

Al suo esordio l’Art Nouveau, fedele al suo essere atteggiamento e non canone, si manifestò in forme estremamente eclettiche. Il “Castello moresco”, la residenza Morozov, opera dell’architetto Viktor Mazyrin, fu sottoposta a feroci critiche da parte della comunità moscovita. Un altro condominio non meno bizzarro sullo Strastnyj boulevard, costruito tra il 1899 e il 1900 su progetto degli architetti Proskurin e von Gauguin, attirò invece l’attenzione di Le Corbusier. L’architetto francese, che aveva collaborato al piano urbanistico di Mosca, vagheggiava di una nuova e ideale “città luminosa” per la cui realizzazione sarebbe stato necessario demolire tutti gli edifici, risparmiando solo il Cremlino e il Teatro Bolshoj. Ma nel suo progetto, l’architetto aveva anche inserito un elenco degli edifici da salvare e tra questi figurava il condomino di Strastnyj boulevard.

Uno degli autori classici del Modernismo è Fyodor Shekhtel. Appartengono a Shekhtel i progetti della Stazione ferroviaria Jaroslavskij, di Casa Derozhinskaja, del Teatro d’Arte di Mosca. Poi Casa Rjabushinskij sulla Malaja Nikitskaja. Dopo la rivoluzione nel palazzo visse lo scrittore Maksim Gorkij, definito la “procellaria della rivoluzione” e amico di Stalin. Da questa casa, attraverso una linea telefonica speciale, lo scrittore poteva mettersi direttamente in contatto con Stalin. Infine Leonid Kekushev che iniziò la sua carriera dalla costruzione della sua residenza in vicolo Glazovskij. Del suo portfolio fanno parte le palazzine del prestigioso quartiere Ostozhenka, i condomini nelle vicinanze di Khamovniki. E l’Hotel Metropol, le cui stanze erano dotate di telefoni e di acqua calda (un’autentica rarità per l’inizio del XX secolo). Nel 1906 nell’albergo fu inaugurato il primo cinema moscovita a due sale.

L'articolo è stato pubblicato nell'edizione cartacea di "Russia Oggi" del 14 novembre 2013

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