La cucina russa vista dagli stranieri

Cucina
MARIA AFONINA
Nel mondo si apprezzano la dieta mediterranea, i piatti greci e i formaggi francesi. Che dire della cucina russa? Spesso all’estero si storce il naso. Ma il cibo russo è davvero così cattivo? Lo abbiamo chiesto ad alcuni stranieri ed expat: e le loro risposte vi sorprenderanno

Difficile da preparare, insapore e con troppa maionese: sono questi i tasti dolenti della cucina russa più menzionati dagli stranieri. Ma è davvero così? E se sì, da dove nascono queste abitudini? Abbiamo chiesto ad alcuni stranieri ed expat di raccontarci le loro impressioni sui piatti serviti nella Terra degli Zar.

Cucina russa e sovietica

Dopo la Rivoluzione del 1917, il governo sovietico si ritrovò a dover nutrire i tanti lavoratori che dalle campagne si trasferirono nelle città. La nuova classe proletaria dominante era impegnata a costruire il Comunismo, e non aveva tempo da perdere ai fornelli. 

Il governo sovietico sviluppò quindi un sistema di mense che richiedeva nuove ricette per funzionare in maniera efficiente: perciò era necessario un processo di preparazione semplificato, una riduzione dei costi e la produzione di pietanze che accontentassero i gusti di tutti, come la famosa insalata Olivier (conosciuta all’estero come insalata russa), originariamente preparata con ingredienti più costosi. 

“All’epoca la maggior parte delle ricette prevedeva l’utilizzo della stufa russa, e gli ingredienti, fino a prima abbondanti, erano diventati improvvisamente molto costosi, come lo storione - fa notare su Quora Vitalij Akulov, un expat russo che vive negli Stati Uniti -. E così furono introdotti molti ingredienti di dubbio gusto, come la maionese”. 

Oggi la cucina russa fonde le ricette tradizionali (dalle più semplici a quelle di epoca zarista), con i piatti sovietici e la cucina moderna in costante evoluzione. 

“La Russia è un paese enorme, perciò la cucina varia molto da regione a regione, molto di più rispetto agli Stati Uniti - commenta su Facebook Loug Gavrilov -. Ho capito la varietà e la complessità della cucina locale solo dopo aver sposato mio marito russo, che mi ha aperto le porte della cucina georgiana, siberiana, uzbeka e tatara”. 

Gli ingredienti restano pur sempre limitati

“C’è una sottile finestra di stagione in cui si possono acquistare frutta e verdura fresche - dice il nostro lettore Nick Barlow -. E nella maggior parte dei casi i ristoranti non si procurano prodotti freschi, ma utilizzano prodotti in salamoia, conservati e in scatola”.

“Ho vissuto a Mosca per due anni. Mi piacevano molto gli yogurt, la ricotta e in generale i latticini - commenta Tiyana Glushatz -. Buonissimo anche il pesce: salato, affumicato, fritto, cotto e, ovviamente, il caviale. La questione si faceva ben più complessa con la frutta e la verdura fresche: praticamente impossibile trovarle nei ristoranti e nei supermercati!”.

Niente spezie

“Le mie papille gustative erano abituate alla cucina delle Mauritius, che è piccante - scrive Maya Rana -. Per questo ci ho messo un po’ di tempo per abituarmi alla cucina russa. Dopo aver trascorso 6 anni in Unione Sovietica, studiando a Mosca, oggi preparo spesso piatti di cucina russa. I miei preferiti sono il borsch, i bliny, i pelmeny, i pirozhki, da accompagnare con formaggio, vodka, caviale e kolbasa. Buonissimi anche i succhi naturali (kompot) e le marmellate”. 

Per quanto riguarda le spezie, Pradeep Koonath dice: “L'uso delle spezie e delle foglie speziate in cucina è sempre stato molto limitato. Le spezie esotiche e le erbe aromatiche della regione mediterranea o delle aree tropicali erano raramente utilizzate. Oggi le cose stanno cambiando”.

I ristoranti russi all’estero 

“C’è una grandissima differenza tra il cibo russo preparato a casa e quello che si mangia nei locali di street food - spiega Phan Nguyên Hạnh -. La cucina casereccia è buona e genuina. Se i russi potessero esportare all’estero la qualità dei piatti preparati a casa, la gente rimarrebbe stupefatta”. 

“Ho assaggiato la cucina russa sia qui, negli Stati Uniti, sia in Russia - commenta Daniel Glenn -. Credo che ci sia un’immagine troppo stereotipata e negativa del cibo russo all’estero. Ma ciò deriva da una scarsa conoscenza e comprensione. Inoltre, il modo in cui il cibo russo viene presentato, spesso non è all'altezza di quello che gli americani si aspettano o vogliono”. 

“Per quanto riguarda la cucina russa all'estero, penso davvero che abbia bisogno di un rinnovamento”, concorda Tiyana Glushatz.

“Molti piatti russi si basano su ingredienti freschi regionali come diversi tipi di funghi, bacche, erbe aromatiche e pesci che si trovano in Russia, ma non nei mercati di Berlino o Manchester”, fa notare Kolyan Bratanov.

La cucina russa è una buona cucina? 

“Amo il cibo russo perché è ancora molto attaccato al territorio, perché è genuino e senza prodotti chimici”, scrive Walter J.Jacques.

“Sono rimasto piacevolmente sorpreso dal cibo locale, quando ho visitato la Russia un paio di anni fa - dice un nostro lettore, Quin Marshall -. I prodotti lattiero caseari sono eccezionali! I pelmeny con erbette fresche sono buonissimi, per non parlare del salo, il lardo russo. E poi le zuppe, dal borsch all’okroshka! Gli occidentali pensano che la cucina russa sia pesante: forse lo era in passato, ma oggi non è così”. 

“Alcune cose risultano troppo strane agli occhi degli stranieri - fa notare Isabel Blondet -, prendete, ad esempio, il salo, la vobla e l’okroshka. Dopo aver trascorso 6 anni in Russia, ancora oggi mi viene voglia di un piatto di borsch, o dei pelmeny che servivano alla mensa dell’università MGU!”.