Perché in Russia ci sono ben due cittadine che si chiamano “Oca”?

Russia Beyond (Foto: Natalia Naberezhnaia, kotomiti/Getty Images; Legion Media)
In russo il pennuto si indica con la parola “gus” e sulla mappa potrete trovare tale nome due volte: Gus-Khrustalnyj e Gus-Zheleznyj. Uno degli insediamenti si trova nella regione di Vladimir ed è conosciuto anche come “Murano russa”, l’altro è nella regione di Rjazan. Vi raccontiamo che cosa hanno in comune

Tutto deriva da un fiumicello 

La spiegazione del nome è semplice: entrambe le città si trovano sul fiume Gus, affluente di sinistra dell’Oká. È piuttosto piccolo: la sua larghezza non supera i 10 metri e la profondità non è superiore al metro e mezzo. Non si sa però esattamente da dove provenga questo nome, che nel russo contemporaneo significa “papero”; “oca” (papero e papera in italiano sono gli esemplari giovani dell’oca; ma in russo si ha una sola parola per indicarli: “гусь”; “gus”, appunto). Alcuni scienziati ritengono che il nome del fiume sia di origine ugro-finnica. Tra l’altro, lungo il suo corso ci sono altri tre insediamenti che iniziano con “gus”: Gusevskij, Gus-Parakhino e Gusevskij Pogost.

Le due Gus hanno la stessa età

Tra Gus Khrustalnyj e Gus Zheleznyj ci sono circa cento chilometri. Entrambe le città apparvero quasi contemporaneamente. Nel 1756, i mercanti Maltsov acquistarono il villaggio di Nikulino, situato sul fiume Gus, per trasferirvi da Mosca la loro manifattura per la fabbricazione del vetro. Intorno allo stabilimento crebbe la borgata che si chiamava Gus-Khrustalnyj (dalla parola russa per “cristallo”). Oggi, a ricordare il turbolento passato della città sono gli ordinati edifici in mattoni rossi, le case in legno a un piano e la chiesa di San Giorgio, costruita secondo il progetto del famoso architetto Leontij Benois. Oggi la chiesa ospita il Museo della Manifattura del Cristallo. A proposito, lo stabilimento di Gus-Krustalnyj funziona tutt’oggi.

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Nel 1758, gli industriali Andrej e Ivan Batashev acquistarono il villaggio di Verkutets per costruire una ferriera e già un anno dopo effettuarono la prima fusione. Andrej Batashev, dopo aver costruito una tenuta, si trasferì a vivere qui nel 1783. Nel XIX secolo la produzione andò in decadenza: le riserve di minerale si erano esaurite. Ora solo la diga sul fiume e l’enorme chiesa della Trinità in un insolito stile pseudo-gotico ci ricordano l’attivo passato di Gus-Zheleznyj (“zhelezo” in russo vuol dire “ferro”). Da cittadina si è trasformata in una villaggio, dove abitano meno di duemila persone.

Come si chiamano gli abitanti?

A Gus-Khrustalnyj vivono i gusevtsy e a Gus-Zheleznyj gli zhelezogusevtsy. Non fate confusione!

Il pennuto araldico

Sugli stemmi delle due Gus non poteva certo mancare il volatile. Lo stemma di Gus Khrustalnyj rappresenta un campo rosso con un bicchiere di cristallo e un’oca che sbatte le ali. E quello di Gus Zheleznyj ha un’oca con gli occhi dorati che indossa una corona e vola attraverso un campo blu.

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