Il Cremlino di Tobolsk: un miracolo dell’architettura in Siberia

La Cattedrale di Santa Sofia della Dormizione, Tobolsk. Fonte: William Brumfield

La Cattedrale di Santa Sofia della Dormizione, Tobolsk. Fonte: William Brumfield

Le fotografie a colori di Sergej Prokudin-Gorskij, scattate nel giugno del 1912, ci permettono di vedere anche quello che non è sopravvissuto al periodo sovietico

All’inizio del XX secolo, il chimico e fotografo russo Sergej Prokudin-Gorskij inventò un complesso procedimento per ottenere vivide e dettagliate fotografie a colori (vedi il riquadro in basso). La sua visione della fotografia come forma di educazione e di comprensione dell’esistente è stata espressa con particolare chiarezza attraverso le sue fotografie di monumenti architettonici russi.

Nel giugno del 1912, Prokudin-Gorskij si avventurò nella Siberia occidentale, nel corso di un viaggio lungo la via d’acqua Kama-Tobolsk, uno storico collegamento tra i versanti europeo e asiatico dei Monti Urali. La parte del suo viaggio tra Tjumen (sul fiume Turà) e Tobolsk avvenne sul piccolo vaporetto con ruota a pale “Tjumen”, che fotografò.

La Cattedrale di Santa Sofia della Dormizione, Tobolsk. Foto scattata nel giugno 1912. Fonte: Prokudin-Gorskij La Cattedrale di Santa Sofia della Dormizione, Tobolsk. Foto scattata nel giugno 1912. Fonte: Prokudin-Gorskij

A Tobolsk, Prokudin-Gorskij scattò una serie di fotografie, tra cui una splendida vista della Cattedrale di Santa Sofia-della Dormizione (il corrispettivo ortodosso dell’Assunzione), il più antico monumento religioso. Le mie fotografie del complesso della cattedrale sono state invece scattate alla fine dell’estate del 1999.

Fino al periodo sovietico, la Siberia occidentale era governata principalmente da Tobolsk, la cui cittadella si affacciava sulla riva destra del fiume Irtysh, affluente del possente fiume Ob, arteria fondamentale per i trasporti e i commerci russi in Siberia. Fu vicino all’Irtysh che le truppe di cosacchi, guidate dal leggendario Ermak Timofeevich e sostenute dagli Stroganov, sconfissero l’esercito tataro del Khan Küçüm nel 1582.

La Cattedrale di Santa Sofia della Dormizione, Tobolsk. Foto scattata nell’agosto 1999. Fonte: William BrumfieldLa Cattedrale di Santa Sofia della Dormizione, Tobolsk. Foto scattata nell’agosto 1999. Fonte: William Brumfield

Ermak Timofeevich venne ucciso in un attacco a sorpresa nel 1584, e inizialmente poco venne fatto della zona che aveva conquistato. Tuttavia, Boris Godunov, l’uomo ombra del trono moscovita, che divenne zar nel 1598, e che aveva capito l’enorme importanza della Siberia, lanciò una campagna per fondare diversi insediamenti. Tobolsk venne fondata nel 1587 dal leader cosacco Daniel Chulkov alla confluenza dei fiumi Tobol e Irtysh.

Dal Cremlino alla Siberia

La particolare topografia di Tobolsk fa sì che la città sia divisa in due parti: una alta e una bassa. La parte superiore era riservata alle istituzioni di potere, come l’amministrazione territoriale e il complesso della cattedrale. Già nel 1620, Tobolsk diventò la sede della vasta Diocesi ortodossa russa della Siberia. Dopo che un incendio, nel 1677, distrusse la chiesa principale in legno, le autorità moscovite fornirono il sostegno economico al Metropolita Pavel per costruire un’imponente cattedrale in mattoni, che sarebbe stata il simbolo dell’ortodossia nella regione.

La Cattedrale di Santa Sofia della Dormizione, Tobolsk. Foto scattata nell’agosto 1999. Fonte: William BrumfieldLa Cattedrale di Santa Sofia della Dormizione, Tobolsk. Foto scattata nell’agosto 1999. Fonte: William Brumfield

I lavori ebbero inizio nel 1681, ma le maestranze competenti non erano presenti in Siberia, e nel 1683 un gruppo di esperti costruttori fu inviato da Velikij Ustiug, città del Nord russo, per lavorare al progetto. L’edificazione della cattedrale fu supervisionata da Vasilij Larionov, un mastro costruttore di Mosca, che portò con sé materiali speciali, nonché un progetto della Cattedrale dell’Ascensione da poco rinnovata nel Cremlino di Mosca.

Le cattedrali del Cremlino servivano spesso come prototipi per grandi chiese in tutta la Russia, e simboleggiavano le connessioni spirituali e politiche con la capitale. Consacrata nel 1686 alla Dormizione, la cattedrale fu presto reintitolata a Santa Sofia (la Divina Saggezza) con altari dedicati sia alla Dormizione che a Santa Sofia. L’inconsueta dedica a Sofia la legava alle principali cattedrali dell’antica Rus’ di Kiev e Novgorod, mentre la Dormizione riecheggiava il nome delle cattedrali di Vladimir e del Cremlino di Mosca.

La Cattedrale di Santa Sofia della Dormizione, Tobolsk. Foto scattata nell’agosto 1999. Fonte: William BrumfieldLa Cattedrale di Santa Sofia della Dormizione, Tobolsk. Foto scattata nell’agosto 1999. Fonte: William Brumfield

E anche l’amplio Cortile di Santa Sofia, iniziato da Pietro il Grande all’inizio del XVIII secolo e progettato dall’architetto Semёn Remezov, sembra il riflesso del Cremlino di Mosca. La costruzione in questo periodo venne facilitata dalla grande disponibilità di manodopera. In Siberia erano infatti prigionieri molti soldati svedesi catturati dopo la vittoria di Pietro nel 1709 sul re Carlo XII di Svezia nella battaglia di Poltava. Tra gli edifici nati dal lavoro dei prigionieri c’è la Rentereja (Тesoreria statale), che svetta su uno strapiombo vicino alla cattedrale di Santa Sofia ed è stato soprannominato “le camere svedesi”.

Modifiche successive

A metà del XVIII secolo, le cupole della Cattedrale di Santa Sofia furono sostituite con le attuali cupole barocche e la linea del tetto venne modificata da una forma curva con timpani semicircolari (gli zakomary) a un tetto piatto. Durante lo stesso periodo, una cappella dedicata a San Giovanni Crisostomo è stata aggiunta sulla facciata nord, ben visibile nell’inquadratura di Prokudin-Gorskij da nord-ovest. Il piccolo nartece sulla facciata occidentale risale invece al 1851.

Il Cremlino di Tobolsk con la Cattedrale di Santa Sofia della Dormizione sullo sfondo. Foto scattata nell’agosto 1999. Fonte: William BrumfieldIl Cremlino di Tobolsk con la Cattedrale di Santa Sofia della Dormizione sullo sfondo. Foto scattata nell’agosto 1999. Fonte: William Brumfield

Altri edifici del complesso della cattedrale nel cremlino di Tobolsk includono una torre neoclassica alta di 75 metri (1794-97); una sacrestia dello stesso periodo (sulle fondamenta della chiesa dedicata a San Sergio di Radonezh del 1680), e la Cattedrale dell’Intercessione della Vergine, costruita nel 1743-46 come una “chiesa invernale” per la Cattedrale di Santa Sofia, che ha un altare secondario dedicato ai Santi Antonio e Teodosio di Kiev. Chiusa nel 1937, fu riaperta al culto nel 1945.

Il Cremlino di Tobolsk con la Cattedrale di Santa Sofia della Dormizion, la torre campanaria e la Cattedrale dell’Intercessione. Foto scattata nell’agosto 1999. Fonte: William BrumfieldIl Cremlino di Tobolsk con la Cattedrale di Santa Sofia della Dormizion, la torre campanaria e la Cattedrale dell’Intercessione. Foto scattata nell’agosto 1999. Fonte: William Brumfield

La Cattedrale di Santa Sofia-della Dormizione  è stata chiusa nel 1920 e il suo interno è stato saccheggiato. Usata negli anni Trenta per l’immagazzinamento del grano, la struttura è stata concessa al Museo Tobolsk nel 1961. Come spesso si è verificato nel restauro tardo-sovietico, il tetto è stato restituito all’originale forma curvilinea con zakomary. La differenza è visibile in un confronto tra la fotografia di Prokudin-Gorskij e la mia del 1999. Nel 1993 la cattedrale è tornata alla Chiesa ortodossa, che ha intrapreso il complesso processo di rinnovamento dell’interno, come è evidente nella mia fotografia dell’iconostasi parzialmente ricostruita.

Gli interni della Cattedrale di Santa Sofia della Dormizione. Foto scattata nel settembre 1999. Fonte: William BrumfieldGli interni della Cattedrale di Santa Sofia della Dormizione. Foto scattata nel settembre 1999. Fonte: William Brumfield


Nei primi anni del XX secolo il fotografo russo Sergej Prokudin-Gorskij inventò un complesso procedimento per ottenere fotografie a colori. Tra il 1903 e il 1916 viaggiò per l’Impero Russo e scattò oltre 2.000 foto con il nuovo metodo, che comprendeva tre esposizioni su una lastra di vetro. Nell’agosto del 1908 lasciò la Russia con gran parte della sua collezione di negativi su vetro e si stabilì in Francia. Dopo la sua morte, a Parigi, nel 1944, i suoi eredi vendettero la collezione alla Libreria del Congresso Usa.All’inizio del XXI secolo la Libreria del Congresso ha digitalizzato le immagini di Prokudin-Gorskij, rendendo le foto pubblicamente e gratuitamente disponibili al pubblico mondiale. Un gran numero di siti russi ora ha una copia della collezione.Nel 1986 lo storico dell’architettura e fotografo William Brumfield organizzò la prima mostra delle foto di Prokudin-Gorskij alla Libreria del Congresso. In un periodo di lavoro agli inizi degli anni Settanta del Novecento, Brumfield ha rifotografato la gran parte dei luoghi visitati da Prokudin-Gorskij. Questa serie di articoli mette a confronto come apparivano questi siti ad alcuni decenni di distanza.

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