Sei stazioni di Mosca templi di arte, architettura e storia

Fin dal XIX secolo, Mosca è il nodo centrale della vasta rete ferroviaria russa, e il destino delle nove fermate cittadine è tutt’uno con quello del Paese. Ecco le stazioni più belle, a cui dare un’occhiata anche se non dovete prendere il treno

1. Stazione “Kievskaya” (Kievskij vokzal)
La zona dell’attuale stazione ferroviaria “Kievskaya“ è legata da secoli al trasporto passeggeri. Già alla fine del XVI secolo, a Dorogomilovskaya Sloboda lavoravano i vetturini con carrozze e calesse. Quindi, a fine Ottocento, la scelta del sito per una stazione ferroviaria che collegasse Mosca a Brjansk, Voronezh e Kiev non sorprese nessuno.

L’edificio attuale è stato concepito come monumento per celebrare il 100° anniversario della vittoria della Russia nella guerra del 1812 contro Napoleone. Il progetto iniziò nel 1912, quando il vecchio edificio della stazione, che restò in piedi meno di due decenni, venne abbattuto. La leggenda narra che i moscoviti odiassero la vecchia stazione, deridendo la tirchieria della compagnia ferroviaria e paragonandola alla capanna di un villaggio.
L’edificio attuale, che mescola elementi di stile imperiale e neoclassico, è stato progettato dall’architetto Ivan Rerberg. La parte più innovativa della stazione, un arco in vetro sopra i binari, è opera del famoso ingegnere Vladimir Shukhov, che è noto anche per la prima torre televisiva nel centro di Mosca.

La costruzione iniziò nel maggio del 1914, poche settimane prima dello scoppio della Prima guerra mondiale, e continuò nonostante il conflitto e la Rivoluzione bolscevica del 1917. La stazione venne finalmente completata nel 1920. Originariamente chiamata Brjanskaya, prese il nome attuale nel 1934.

2. Stazione “Bielorusskaya” (Belorusskij vokzal)
La stazione ferroviaria “Bielorusskaya” è a volte definita la “finestra verso l’Europa” di Mosca, perché i treni per Parigi, Varsavia, Praga e Berlino partono da qui. Aperta nel 1870, da allora ha cambiato nome diverse volte e in diversi periodi è stata conosciuta come Smolenskaya, Brestskaya o Aleksandrovskij, prima di acquisire il nome attuale nel 1936.
La stazione “Bielorusskaya” ha fatto da sfondo a numerosi eventi storici importanti. Nel 1896, qui fu costruito un padiglione imperiale per ricevere lo zar Nicola II, che arrivava a Mosca da San Pietroburgo per l’incoronazione.

In epoca sovietica, la gente si è riunita qui per salutare il leggendario pilota collaudatore di aerei Valerij Chkalov dopo il suo volo da record nel 1937 da Mosca a Vancouver attraverso il Polo Nord. Inoltre, da qui partivano spesso le truppe dirette al fronte durante la Seconda guerra mondiale, e chi sopravvisse alla guerra venne poi riaccolto tra fanfare e festeggiamenti nel 1945.
L’edificio attuale è stato progettato dall’architetto Ivan Strukov e inaugurato nel 1912.

3. Stazione “Kurskaya” (Kurskij vokzal)
Il boom ferroviario degli anni Sessanta dell’Ottocento fu in parte innescato dalla disastrosa guerra di Crimea, una delle peggiori sconfitte della storia militare russa, nel corso della quale i movimenti delle truppe furono rallentati dalla cattiva condizione delle strade sterrate. Di conseguenza, la Società ferroviaria russa fu creata nel 1857 per sviluppare la rete ferroviaria del Paese, con ingegneri francesi assunti per svolgere il lavoro.
Uno dei progetti dell’azienda era la costruzione delle ferrovie da Mosca a Nizhnij Novgorod, Kursk e Murom. La stazione ferroviaria “Kurskaya” fu costruita nel 1896 per servire quelle linee e, quando venne ricostruita nel 1938, la maggior parte del progetto originale fu conservato.

Nel 1972, un gruppo di giovani architetti fu incaricato di un importante restyling, e trassero ispirazione da Roma Termini. Di conseguenza, è stata aggiunta una facciata in vetro contemporanea che ha oscurato completamente l’edificio storico.
Un vero pugno nell’occhio, a confronto delle altre stazioni ferroviarie della città, che risalgono alla fine del XIX secolo e agli inizi del XX. Ma non fu quella la fine delle disavventure architettoniche della stazione “Kurskaya”: nei primi anni 2000 l’intero edificio è stato completamente messo in ombra dall’enorme centro commerciale Atrium, eretto tra la stazione ferroviaria e la Circonvallazione dei giardini.

4. Stazione “Leningradskaya” (Leningradskij vokzal)
La prima stazione ferroviaria di Mosca, precedentemente nota come Nikolaevskij in onore dell’imperatore russo Nicola I, simboleggia il primo periodo di sviluppo ferroviario del Paese a metà del XIX secolo. A quel tempo, la ferrovia collegò per la prima volta Mosca e San Pietroburgo. Per inciso, questa ferrovia venne costruita sotto la supervisione di ingegneri americani.
Due edifici identici vennero eretti nelle due principali città dell’Impero. La stazione di San Pietroburgo è attualmente conosciuta come Stazione “Moskovskij”. Nel frattempo, la stazione all’altra estremità, a Mosca, fu completata nel 1849. I treni che collegavano le due capitali della Russia iniziarono ad operare nel 1851.

A metà degli anni 2000, Rzd, la compagnia ferroviaria nazionale, annunciò che alla stazione sarebbe stato restituito il suo nome originale, Nikolajevskij, ma l’idea non si concretizzò, e la stazione è ancora conosciuta come “Leningradskaya”, nome di San Pietroburgo durante l’epoca sovietica, e che la stazione assunse nel 1937 (dal 1923 al 1937 si chiamò invece Oktjabrskij, in onore della Rivoluzione di Ottobre).

5. Stazione "Jaroslavskaya" (Jaroslavskij vokzal)
Il sito della Stazione ferroviaria “Jaroslavskaya” era una volta sede di un poligono di artiglieria, con tanto di fabbrica di armi e magazzino delle polveri. Durante la guerra del 1812 contro l’esercito di Napoleone, fu bruciato e totalmente distrutto a causa delle esplosioni causate dalle munizioni immagazzinate.

Il primo edificio della stazione (allora chiamata Troitskij) apparve nel 1862 e originariamente serviva il breve tratto di ferrovia tra Mosca e Sergiev Posad. Quando la ferrovia si espanse più a nord, la stazione ricevette il nome Severnij (settentrionale), ma fu ribattezzata Jaroslavskij vokzal nel 1955.

Nel 1904 fu eretto il nuovo edificio, progettato dal famoso architetto Fedor Shekhtel in uno stile ispirato all’architettura medievale russa. Per inciso, diverse persone coinvolte nella costruzione della ferrovia e della stazione avevano legami con la letteratura russa. L’ingegnere Fedor Chizhov, che supervisionò il progetto, è stato anche editore ed esecutore delle volontà testamentarie di Nikolaj Gogol, di cui curò anche l’opera omnia. Uno dei principali azionisti della società che finanziava la costruzione era invece Andrej Delvig, nipote del poeta Anton Delvig.

6. Stazione “Savelovskaya” (Savelovskij vokzal)
Questa è l’unica stazione ferroviaria tra le nove di Mosca che prende il nome da una piccola fermata, Savelovo, e non da una grande città o addirittura da uno Stato. L’idea di costruire una ferrovia di 130 chilometri che collegasse Mosca a Savelovo venne al famoso imprenditore e filantropo Savva Mamontov, che era alla guida della Società Ferroviaria Mosca-Yaroslavl alla fine degli anni Novanta dell’Ottocento.

Il sito della futura stazione era oltre i limiti della città, il che rendeva terreno e progetto molto più economici. La Duma della Città di Mosca, tuttavia, allargò presto i limiti della città per includere l’area entro i suoi confini. Di conseguenza, la costruzione divenne più costosa e fu contrassegnata da ritardi e revisioni del progetto originale. Alla fine, un’altra compagnia ferroviaria voleva acquistare il tratto già costruito della ferrovia e spostare la stazione ferroviaria altrove, ma il progetto fallì.
La stazione Savelovo fu finalmente aperta nel 1902. Nei primi anni 2000, c’erano piani per chiuderla completamente, ma non è accaduto. Ma oggi il Savelovskij vokzal serve solo treni pendolari, mentre i treni regionali diretti a Uglich e Rybinsk sono stati spostati alla stazione Bielorussia.

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