Oltre a Stalingrado, quali città intitolate a Stalin cambiarono nome nel 1961?

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Con il XXII Congresso del Pcus, Khrushchev decise di dare un’accelerata, anche a livello simbolico, al processo di destalinizzazione avviato nel 1956, e furono necessarie diverse correzioni alla carta dell’Europa dell’Est

1 / Stalingrad – Volgograd

La più celebre nel mondo tra le città che portavano il nome di Stalin è ovviamente quella dove si è combattuta la battaglia chiave della Seconda guerra mondiale: Stalingrád (Сталинград; in italiano: Stalingrado). La città aveva preso quel nome nel 1925, mentre in precedenza si chiamava Tsarítsyn (Царицын). Li si erano combattute negli anni Venti importanti battaglie ai tempi della Guerra Civile tra Rossi e Bianchi, e lì nacquero i primi screzi tra Stalin e Trotskij. Quando si decise di destalinizzare la carta geografica sovietica, era però scomodo per il Partito Comunista tornare al vecchio nome, che ricordava troppo lo zar (in russo: “Царь”; “tsar”), e così fu inventato il nome di Volgográd, una novità assoluta nella toponomastica russa, dove non ci sono altri esempi di unione tra il nome di un fiume e -grad. Il cambio di nome avvenne il 10 novembre 1961.

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2 / Stalinsk – Novokuznetsk

Anche la Siberia (e più precisamente la Regione di Kemerovo) ebbe la sua città dedicata al leader sovietico. In passato si era chiamata Kuznetsk-Sibirskij dal Seicento fino al 1931, poi per un anno scarso Novokuznétsk. Il 5 maggio 1932 uno dei luoghi simbolo dell’industrializzazione a tappe forzate e della metallurgia sovietica, a cui aveva dedicato una poesia persino Majakovskij, ebbe il nome di Stálinsk. Tornò Novokuznetsk (Новокузнецк) il 5 novembre 1961.

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3 / Stalinogorsk – Novomoskovsk

L’attuale Novomoskóvsk (Новомосковск), città di 120 mila abitanti nella regione di Tula, storicamente si chiamava Bóbriki ed era poco più di un villaggio. La sua trasformazione avvenne negli anni Trenta, con l’inizio della costruzione di un gigantesco impianto chimico. Ottenne quindi il nuovo nome di Stalinogórsk (Сталиногорск) il 27 dicembre 1933, e lo perse nel 1961.

Fuori dalla Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa, ma all’interno dell’Unione Sovietica, c’erano altre città intitolate a Stalin

4 / Stalinabad – Dushanbé

La capitale della Repubblica Socialista Sovietica Tagika cambiò nome il 16 ottobre 1929, passando dallo storico Djushambé a Stalinabád (Сталинабад; -abad o -obad nella lingua locale significano “città”). Il 10 novembre 1961 tornò al nome tradizionale (che rimanda al “mercato del lunedì”), anche se con delle modifiche nella grafia, diventando Dushanbé. Si chiama ancora così oggi, da capitale del Tagikistan indipendente.

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5 / Staliniri – Tskhinval

Altra capitale che è stata intitolata a Stalin è Tskhinval (Цхинвал, o Tskhinvali come la chiamano i georgiani), capitale dell’Ossezia del Sud (Stato a ridotto riconoscimento internazionale). Il suo nome storico richiama la grande presenza di alberi di carpino. Il 17 marzo 1934 divenne Staliniri, nome perso il 24 novembre 1961.

6 / Stalino – Donetsk

Nella Repubblica Socialista Sovietica Ucraina fu invece Donétsk a cambiare nome per un po’ di anni. In realtà storicamente si chiamava Juzovka, in onore del suo fondatore, l’imprenditore gallese John Hughes (1814-1889). Nel 1924 divenne Stalin e nel 1929 fu ucrainizzata in Stalino, per via della politica di “Korenizatsija”, lo sviluppo delle lingue e culture locali delle diverse repubbliche dell’Urss. Il 9 novembre 1961 assunse il nome che porta tutt’ora.

Anche fuori dai confini dell’Unione Sovietica, negli altri Paesi socialisti dell’Europa dell’Est, ci furono città dedicate a Stalin:

7 / Sztálinváros – Dunaújváros

È la città più giovane d’Ungheria, costruita ai tempi dell’industrializzazione del dopoguerra per gli operai di un grande complesso metallurgico. La prima pietra fu posata il 2 maggio 1950 e, una volta pronta, la città prese il nome di Sztálinváros nel 1952 e lo mantenne fino al 26 novembre 1961, quando prese quello attuale (che significa “Nuova città sul Danubio”). Era ritenuta una città modello socialista e fu visitata da molti leader stranieri e anche dal primo uomo nello Spazio, il cosmonauta Jurij Gagarin

8 / Stalinstadt – Eisenhüttenstadt 

Anche un’altra nuova città metallurgica, fondata nel 1950 nel Brandeburgo come centro industriale della neonata Repubblica Democratica Tedesca (“la prima città socialista in terra di Germania”) portò dal 1953 il nome del leader sovietico: Stalinstadt. Dal novembre 1961 è Eisenhüttenstadt (letteralmente: “città delle ferriere”). Dopo il crollo del socialismo ha vissuto un grande decremento della popolazione.

Altre città dedicate a Stalin non attesero il 1961 e le decisioni del XXII congresso del Pcus (che si svolse dal 17 al 31 ottobre di quell’anno e decise un’accelerazione, anche dal punto di vista simbolico, della destalinizzazione) per cambiare nome.

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9 / Stalin – Varna

La città bulgara sul Mar Nero, fondata nel 575 avanti Cristo, il 20 dicembre 1949 divenne “Stalin”, per festeggiare il settantesimo compleanno del leader sovietico. Ma la novità non durò molto. Non appena il XX Congresso del Pcus aprì alla destalinizzazione nel 1956, la città tornò al vecchio nome il 20 ottobre di quello stesso anno.

10 / Stalinogród – Katowice

Ancora meno durò l’intitolazione a Stalin della città polacca di Katowice. Prese il suo nome il 7 marzo 1953, sull’onda emotiva della morte del leader avvenuta due giorni prima, ma lo perse, dopo innumerevoli proteste, il 10 dicembre 1956.

11 / Orașul Stalin – Brașov

Anche la Romania ebbe la sua città dedicata a Stalin. Prese il nuovo nome l’8 settembre 1950, “in onore del grande genio dell’umanità operaia, il capo del popolo sovietico, il liberatore e l’amato amico del nostro popolo”, e tornò a quello storico di Brașov il 24 dicembre 1960.

L’unica eccezione, visto il netto rifiuto della destalinizzazione da parte del governo di Tirana, si ebbe in Albania:

12 / Qyteti Stalin – Kuçovë

Kuçovë, che era stata ribattezzata “Petrolia” dal regime fascista italiano per la presenza di greggio, divenne nel 1950 Qyteti Stalin (“Città Stalin”). L’estrazione di oro nero aumentò e venne costruita qui la più grande raffineria del Paese. Grazie alla rottura di Enver Hoxha con l’Urss, la città è rimasta intitolata al leader sovietico fino al 1990.


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