Quali erano le medaglie al valor militare dell’Armata Rossa?

Il maresciallo Ivan Konev (a sinistra), comandante del 1° Fronte ucraino, insignisce dell’Ordine di Suvorov il generale Omar Bradley, comandante del XII gruppo di armate statunitense. 17 maggio 1945, Bad Wildungen (Germania)

Il maresciallo Ivan Konev (a sinistra), comandante del 1° Fronte ucraino, insignisce dell’Ordine di Suvorov il generale Omar Bradley, comandante del XII gruppo di armate statunitense. 17 maggio 1945, Bad Wildungen (Germania)

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Nell’esercito sovietico c’erano molte diverse onorificenze. Una fu data a quasi 15 milioni di persone

A causa della Guerra civile che infuriò in Russia nei primi anni del potere sovietico, i bolscevichi non ebbero né il tempo né le risorse per la produzione di massa di medaglie e ordini da assegnare agli uomini dell’Armata Rossa. L’Ordine della Bandiera Rossa (in russo: “Орден Крaсного Знамени”; “Órden Kràsnogo Znàmeni”), istituito nel settembre del 1918, non poteva essere assegnato a tutti coloro che si distinguevano sul campo di battaglia, e quindi si diffuse la pratica di esprimere gratitudine ai più coraggiosi consegnando loro orologi, tabacchiere, stivali, selle, pezzi di stoffa e talvolta anche gioielli appartenuti alla famiglia reale. Nell’unità militare preferita da Stalin, la 1ª Armata di cavalleria, era consuetudine regalare pantaloni rossi come ricompensa per la fedeltà alla Rivoluzione.

I comandanti rossi particolarmente illustri potevano attendersi un premio più lussuoso: un’arma. Una sciabola con l’elsa d’oro e l’immagine sopraelevata dell’Ordine della bandiera rossa o lussuose pistole Mauser con targhette furono ricevute dai militi per le loro operazioni di successo. La pratica di consegnare le armi ai comandanti passò all’Armata Rossa dall’odiata Russia zarista, ma nessuno sembrava preoccuparsene più di tanto.

Nel 1934, nel Paese fu istituito il titolo di Eroe dell’Unione Sovietica (in russo: “Герой Советского Союза”; “Gerój Sovétskogo Sojùza”), il più alto onore che poteva essere assegnato a un soldato dell’Armata Rossa (oltre che a un civile). Dal 1939, insieme all’assegnazione del titolo, gli Eroi furono insigniti della medaglia “Stella d’oro” (“Золотая Звезда”; “Zolotàja zvezdà”) e dell’Ordine di Lenin. Per l’intero periodo della Seconda guerra mondiale, 11.657 persone ricevettero questo alto riconoscimento. Il maresciallo Georgij Zhukov e il leader del Paese Leonid Brezhnev divennero quattro volte Eroi dell’Unione Sovietica. Per comportamenti inappropriati (se il premiato, ad esempio, si macchiava di qualche crimine), il titolo poteva essere revocato.

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Il maresciallo Georgij Zhukov

La prima onorificenza sovietica istituita durante la Seconda guerra mondiale fu l’Ordine della Guerra Patriottica (in russo: “Орден Отечественной войны”; “Órden Otéchestvennoj vojný), istituito nel maggio 1942. Venne assegnato sia a singoli che a intere unità militari, fabbriche del comparto della Difesa e città. Nel 1969, il villaggio slovacco di Sklabiňa ricevette questo ordine per l’assistenza inestimabile della sua popolazione ai partigiani sovietici durante la guerra.

Memoriale ai caduti nel villaggio slovacco di Sklabiňa

L’Ordine della Stella Rossa (in russo: “Орден Краснoй Звезды”; “Órden Kràsnoj Zvezdý) venne appuntato al petto di soldati, ufficiali, unità militari, equipaggi di intere navi “per il coraggio personale e nelle battaglie, l’eccellente organizzazione e l’abile guida delle operazioni militari, per il successo delle operazioni militari delle unità e formazioni militari”. Inoltre, nel dopoguerra, venne assegnato ai dipendenti del Ministero degli affari interni e del Kgb e, durante la guerra afghana, ai militari gravemente feriti.

I premi più comuni per i soldati coraggiosi e i giovani ufficiali erano le medaglie “Per i meriti in battaglia” (“За боевые заслуги”; “Za boevýe zaslùgi”) e “Per il coraggio” (“За отвагу”; “Za otvàgu”). Quest’ultima, era ampiamente utilizzata anche nei battaglioni di disciplina, formati da militari condannati dalla giustizia militare o puniti da superiori per vari motivi, i cui membri avevano però pur sempre diritto all’incoraggiamento.

I capi militari di alto rango, generali e marescialli, che si erano meritati un riconoscimento, ricevevano l’Ordine di Suvorov e l’Ordine di Kutuzov (quest’ultimo era leggermente inferiore al primo), dal nome di due celeberrimi generali russi del XVIII e XIX secolo. Tra gli stranieri che ricevettero l’Ordine di Suvorov ci furono il generale statunitense Dwight Eisenhower, il feldmaresciallo britannico Montgomery, il leader albanese Enver Hoxha e il leader jugoslavo Josip Broz Tito. Negli anni Cinquanta, l’ordine fu assegnato al re e principe ereditario di Cambogia, nonché all’imperatore d’Etiopia Hailé Selassié. 

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Josip Broz Tito

La tradizione di ricompensare i comandanti della Guerra civile con le armi non fu l’unica presa dai bolscevichi della Russia pre-rivoluzionaria. Nel 1943 fu istituito l’Ordine della Gloria (in russo: “Орден Славы”; Órden Slàvy), che per il suo statuto e per il colore del nastro riprendeva quasi in toto una delle onorificenze più importanti dei tempi dell’Impero: la Croce di San Giorgio, che, tuttavia, non aveva tre classi di distinzione, ma quattro. Il più giovane detentore di tutti e tre i gradi dell’Ordine della Gloria fu il diciassettenne sottosergente Ivan Kuznetsov, che mostrò grande coraggio e ottenne importanti successi al comando della squadra di un cannone d’artiglieria.

Ivan Kuznetsov

Una serie speciale di medaglie venne poi assegnata ai partecipanti alla difesa (sia militari che civili) di alcune città sovietiche e di intere regioni: “Per la difesa di Leningrado” (“За оборону Ленинграда”: “Za oborónu Leningràda”), “Per la difesa di Mosca” (“За оборону Москвы”; “Za oborónu Moskvý”), “Per la difesa del Caucaso”, “Per la difesa dell’Artico sovietico” e così via… Nel giugno 1945 furono istituite medaglie per la conquista di città europee, come “Per la liberazione di Varsavia” o “Per la presa di Budapest”. La medaglia più imponente dell’Urss come numeri di assegnazione fu quella “Per la vittoria sulla Germania nella Grande Guerra Patriottica del 1941-1945”. Venne  assegnata a 14.933.000 persone.

Pionieri con la medaglia “Per la difesa di Mosca

La Marina sovietica dell’Urss aveva i suoi corrispondenti per premi delle forze di terra, dal nome di famosi comandanti navali russi. Quindi, l’Ordine di Ushakov corrispondeva all’Ordine di Suvorov e l’Ordine di Nakhimov all’Ordine di Kutuzov. L’unico straniero ad essere insignito dell’Ordine di Ushakov fu l’ammiraglio britannico Bertram Home Ramsay, che comandò le forze navali alleate durante lo sbarco in Normandia del 1944.

L'ammiraglio Nikolaj Kuznetsov

Ai partigiani che avevano compiuto imprese eroiche dietro le linee nemiche veniva assegnato l’Ordine di Bohdan Khmelnitskij, dal nome dell’atamano dei cosacchi di Zaporizhzhja, che guidò la guerra di liberazione contro il governo polacco-lituano a metà del XVII secolo. Come risultato delle sue azioni, l’intera Riva sinistra ucraina, inclusa Kiev, entrò a far parte dello Stato russo. Vale la pena notare che questo ordine poteva anche essere assegnato a combattenti, comandanti e unità dell’esercito regolare per il coraggio e le operazioni di successo.

Il maresciallo Andrej Grechko

La medaglia data esclusivamente ai partigiani era quella per il “Partigiano della Guerra Patriottica” (in russo: “Партизану Отечественной войны”; “Partizànu Otéchestvennoj vojný”). Oltre ai partigiani sovietici, anche quelli cecoslovacchi, bulgari e romeni la ricevettero. Inoltre, la medaglia fu assegnata alla pilota più famosa dell’Unione Sovietica, la comandante del 101° reggimento di aviazione da trasporto di aviazione a lungo raggio, Valentina Grizodubova, per aver organizzato il rifornimento efficace ed efficiente dei distaccamenti partigiani dietro le linee nemiche.

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Molte delle medaglie e degli ordini stabiliti negli anni Trenta e Quaranta continuarono a essere assegnati fino al crollo dell’Unione Sovietica. Sono stati assegnati a militari che si sono distinti nel corso dei conflitti armati locali a cui ha preso parte l’Unione Sovietica. Inoltre, a tutti i partecipanti alle ostilità in Afghanistan venne consegnato un distintivo d’onore al “Guerriero internazionalista” con la celebre incisione “Dal popolo afgano riconoscente”. Durante il ritiro delle truppe sovietiche dal Paese asiatico, nel 1988-1989, fu distribuito anche ai militari della Repubblica Democratica dell’Afghanistan.

Il ritiro delle ultime truppe sovietiche dall'Afghanistan

Alcuni premi sovietici (ordini di Kutuzov, Ushakov, Suvorov, Nakhimov) sono stati ereditati dalla Russia moderna. L’onorificenza più alta è ancora il titolo di Eroe, ma ora è “Eroe della Federazione Russa”.

Il leader ceceno Ramzan Kadyrov


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