L’instabile tregua in Siria

Donne nella città di al-Shadadi, Siria.

Donne nella città di al-Shadadi, Siria.

: Reuters
Il 27 febbraio è scattato il cessate il fuoco. Ma da più parti si rincorrono le accuse di violazioni. Mosca: “La situazione non è stabile. Serve massima cautela”

Nonostante le accuse di violazione del cessate il fuoco provenienti da diverse parti, sia Mosca sia l’Occidente hanno annunciato che il 27 febbraio in Siria è scattata la tregua. “Il processo è in corso”, ha detto il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov. Il segretario generale della Nato Stoltenberg ha aggiunto che il cessate il fuoco è “in buona parte” rispettato, ma non ha nascosto la propria preoccupazione sulle violazioni della tregua.

La lotta all’Is

Il 27 febbraio l’aviazione russa ha completamente bloccato gli interventi aerei sulle aree e sui gruppi armati che hanno aderito al cessate il fuoco. Lo ha riferito il generale dello stato maggiore Sergej Kuralenko. “Ciò però non significa che i militanti dell’Is e di al-Nusra possano tirare un sospiro di sollievo”, ha aggiunto Kuralenko. Questi gruppi, così come le altre organizzazioni considerate “terroristiche” dall’Onu, non sono soggetti al cessate il fuoco. Durante il fine settimana poi la coalizione guidata dagli Stati Uniti avrebbe condotto altre operazioni contro l’Is: 12 in Siria e 12 contro l’Is in Iraq.

Le accuse reciproche

La Russia ha registrato “nove casi di violazione di cessate il fuoco”, riporta il Ministero della Difesa. Gli attacchi sarebbero stati effettuati dalla cosiddetta opposizione moderata. Inoltre, secondo l’esercito russo, ci sarebbero stati anche dei bombardamenti dal territorio turco. Kuralenko ha fatto sapere che la Federazione Russa aveva contattato il centro americano per la riconciliazione, con base ad Amman, per avere “spiegazioni sui bombardamenti effettuati dalla Turchia sul territorio siriano”.

A sua volta l’opposizione siriana ha denunciato oltre 15 violazioni della tregua da parte delle forze governative e dei loro alleati. Il Ministero francese degli Affari Esteri ha denunciato degli attacchi all’opposizione moderata.

I sauditi e il “Piano B”

Le accuse più dure tuttavia arrivano da Riyad. Il ministro degli Esteri saudita Adel al-Jubeir ha puntato il dito contro l’aviazione russa e siriana, accusate di aver violato la tregua. Al-Jubeir ha quindi aggiunto che Riyad avrebbe affrontato la questione anche con altri Paesi, minacciando di ricorrere a un “piano B” nel caso in cui il Presidente siriano Bashar al-Assad e i suoi alleati non avessero rispettato la tregua. Ma non ha reso noti i dettagli del piano. In precedenza anche il segretario di Stato Usa John Kerry aveva minacciato di ricorrere a un “piano B” nel caso in cui fosse fallito il cessate il fuoco. Senza però rivelare ulteriori dettagli.

Commentando le accuse di violazione della tregua, il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha esortato cautela. “Mosca invita tutti ad avere estrema cautela - ha detto -. Per il momento la situazione non è stabile. E non possiamo far altro che rinnovare questo appello”. Dal canto suo il Ministero russo degli Affari Esteri ha sottolineato che Mosca rispetta scrupolosamente gli accordi sulla tregua, rinnegando le accuse sulla presunta violazione.

Durante una conversazione telefonica, il 28 febbraio i ministri degli Esteri di Russia e Stati Uniti hanno discusso la necessità di prevenire qualsiasi tipo di “disinformazione e messaggi provocatori” sulle presunte violazioni del cessate il fuoco.

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