Sette film russi da non perdersi su Netflix

Egor Abramenko / National Media Group, 2020
La piattaforma di streaming online è sempre più interessata ai contenuti prodotti in Russia. Ecco alcune delle ultime acquisizioni, presto disponibili anche in Italia

1 / “Brat” (1997) e “Brat 2” (2000)

Il giovane Danila Bagrov, interpretato da Sergej Bodrov Jr. (1971-2002), torna dalla guerra cecena nella sua città natale, in provincia, ma sua madre lo convince ad andare a San Pietroburgo a trovare suo fratello. Lei pensa che il figlio maggiore si sia fatto strada, ma in realtà lavora come sicario e ha un sacco di guai. Un giorno chiede a Danila di aiutarlo in un omicidio e lo trascina in guerra tra bande criminali.  Dopo il successo di “Brat” (“Брат”, ossia “Il Fratello”, distribuito in Italia con il titolo inglese “Brother”, con il quale fu presentato in concorso al Torino Film Festival, vincendo il Premio speciale della giuria e il Premio Fipresci) fu realizzato il sequel “Brat 2” (“Брат 2”; in Italia distribuito come “Il fratello grande”), ambientato principalmente negli Stati Uniti, dove Danila va per vendicare un suo commilitone.

Nonostante la trama piuttosto banale, questa è una delle saghe più importanti del cinema post-sovietico. Filmata da Aleksej Balabanov (1959-2013), la storia di un ragazzo ancora giovane e ingenuo, attratto dal mondo crudele e criminale degli Anni Novanta, ha lo status di cult assoluto in Russia. Tutto per via dei dettagli precisi, dei “segni dei tempi”, che insieme si sommano diventando praticamente un’enciclopedia visiva dell’epoca: dai negozi che vendono gomme da masticare mescolate a cd, ai banditi, alle ragazze in giubbotto di pelle ai rave. Senza dimenticare una fantastica colonna sonora fatta dei migliori successi del rock russo.

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2 / “Chernobyl 1986” (2020)

L’attore Danila Kozlovskij (1985-), noto al pubblico internazionale per il successo della serie tv “Vikings”, ha girato da regista un blockbuster d’autore su una delle pagine più terribili della storia sovietica: l’esplosione nella centrale nucleare di Chernóbyl. 

Il personaggio principale di “Chernobyl” (“Чернобыль”; distribuito all’estero con il titolo inglese “Chernobyl: Abyss” e di “Chernobyl 1986”), il pompiere Aleksej, lavora nella supervisione della centrale nucleare di Chernobyl e progetta di trasferirsi a Kiev per non vegetare in mezzo ai boschi in provincia. Incontra però per caso il suo amore passato, Olga, dal parrucchiere e poi… la centrale esplode. Aleksej deve dimenticare il trasferimento e andare nell’epicentro del dramma per prevenire la diffusione delle radiazioni verso l’Europa.

L’argomento, già sollevato con grande successo dalla HBO nella miniserie tv del 2019, era rimasto finora quasi non trattato nel cinema russo. E nemmeno “Chernobyl 1986” va troppo a fondo sulle cause. Gli autori hanno insistito sul fatto che non si tratti di un ulteriore tentativo di indagare sulla mentalità della struttura di gestione sovietica o di trovare il colpevole. Piuttosto, è un film catastrofico ad alto budget sul dramma personale del primo liquidatore (interpretato dallo stesso Kozlovskij) sullo sfondo degli eventi tristemente noti.

3 / “Sputnik” (2020)

Per via della pandemia di Covid-19, questo film, che doveva essere presentato in anteprima mondiale al Tribeca Film Festival nell’aprile 2020, non è uscito al cinema ed è stato rilasciato direttamente sui servizi di streaming. Ha comunque avuto un grande successo tra i critici americani, con un punteggio dell’89% su Rotten Tomatoes.

L’azione si svolge nel 1983. Qualcuno bussa al portello di due cosmonauti sovietici appena tornati sulla Terra. Uno atterra morto e l’altro si ritrova in una base circondata di filo spinato nella steppa. Non sa che una creatura aliena vive dentro di lui, ma chi lo circonda lo capisce. Certo, i militari sono tentati di usare la creatura spaziale come un’arma, ma prima devono trovare il modo di comunicare con essa…

Sì, il regista, il debuttante Egor Abramenko (1987-), è stato ovviamente ispirato da “Alien” di Ridley Scott e “La cosa” di John Carpenter, ma “Sputnik” si distingue comunque dalle numerose variazioni sul tema. E di sicuro è stilisticamente interessante. Questo non è solo un horror rétro, ma un “noir totalitario artistico”, in cui le soluzioni visive non giocano un ruolo minore dei colpi di scena. Ha vinto il Premio Asteroide per il miglior film internazionale di fantascienza al Trieste Science+Fiction Festival nel 2020. Doppiato in italiano, è stato trasmesso su Rai4 il 26 aprile 2021 in prima visione assoluta.

4 / Kresty (2020)

Nel XX secolo, i “Krestý” di San Pietroburgo erano le carceri numero uno per prigionieri politici: tutti coloro che erano accusati di attività controrivoluzionarie venivano portati qui. Qui furono rinchiusi per del tempo il politico Lev Trotskij, l’artista Kazimir Malevich, gli scrittori Joseph Brodsky e Daniil Kharms. La prigione più antica della Russia ha più di 130 anni e la regista Angelina Golikova (1986-) ha realizzato un documentario al riguardo.

La pellicola, tuttavia, non parla dei prigionieri famosi del passato, ma di ciò che sta accadendo ora lì. Grate, spioncini e “mangiatoie”, corridoi a forma di croci, guardie con cani da pastore, perquisizioni, giovani prigionieri: l’atmosfera del film è deprimente e spaventosa. La telecamera scruta sia chi è imprigionato sia chi lo controlla.

Un posto speciale è occupato dai dialoghi con le persone che lavorano nel carcere “Kresty”, per le cose inaspettate di cui parlano. Nel dicembre 2017 i prigionieri sono stati trasferiti in altri istituti di pena, e, da allora, i circa 200 reclusi si occupano della ristrutturazione del carcere, trasformato in campo di lavoro.

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5 / “Samyj luchshij den”/“The Very Best Day” (2015)

Questa commedia musicale con elementi karaoke è diventata il film russo dai maggiori incassi del 2015, e i critici si sono divisi tra chi lo ha detestato e chi lo ha amato.

Il poliziotto di provincia Petja Vasjutin (interpretato da Dmitrij Nagiev; l’uomo più sexy della Russia dopo Putin, secondo i sondaggi) sta per sposarsi, ma incontra accidentalmente una vera star russa, Olga Serjabkina del gruppo “Serebrò” e finisce a far baldoria con lei. Mentre la sposa soffre, Petja cercherà una via d’uscita da questa delicata situazione.

La commedia, ispirata in gran parte al “Moulin Rouge! di Baz Luhrmann, è piena del trucco preferito del regista Zhora Kryzhovnikov (1979-): esagerare tutto fino all’impossibile volgarità. 

6 / “Major Grom: Chumnoj Doktor”/ “Major Grom: Plague Doctor” (2021)

Questo è uno dei progetti cinematografici russi di maggior budget e intriganti del 2021. È basato sull’omonimo fumetto russo (una rarità!) pubblicato da Bubble.

È la storia di un cupo maggiore della polizia di San Pietroburgo, Igor Grom, che ha già esaurito la pazienza dei suoi superiori per via dei suoi metodi di indagine non standard. Tuttavia, solo lui riesce a catturare efficacemente i criminali. Quando un supercriminale appare in città con una maschera da medico della peste e con dei lanciafiamme nelle maniche, solo Grom (che in russo significa “tuono”) è in grado di resistergli.

Film d’azione di supereroi abbastanza classico, è ambientato in un curioso universo da fumetti, che richiama un po’ la Gotham City di Christopher Nolan. Il casinò “Golden Dragon”, dove si ritrova tutto l’establishment corrotto è in puro stile Gotham, e Tuono, quasi come Batman, preferisce spostarsi sui tetti.

7 / “Ja Khudeju”/“I Am Losing Weight” (2018)

La commedia di Aleksej Nuzhnyj (1984-) ha ripagato il suo budget di tre volte già nei primi quattro giorni di distribuzione nei cinema russi. La trama ruota attorno alla ragazza Anja di Nizhnij Novgorod, che viene abbandonata dal ragazzo perché “è ingrassata”, e attorno ai suoi successivi tentativi di cambiare il suo corpo.

Il film (il titolo in italiano si potrebbe tradurre: “Sto perdendo peso”) ricorda i migliori esempi della commedia di Judd Apatow (“40 anni vergine ” e “Molto incinta”), ma rimane una critica caustica del culto russo della bellezza, che spesso diventa un’ossessione.


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