Le quindici migliori illustrazioni di Vanja Zhuravlev, tra Eros e Thanatos

Vanja Zhuravlev, “Vania“/Gestalten, 2010
Questo artista russo, che da anni vive e lavora a Londra, continua a meravigliare con le sue splendide opere che mescolano folklore slavo e giapponese, sensualità e morte

Personaggi delle fiabe russe e del folklore giapponese, demoni, morti viventi e bellezze da bordello; questi sono i personaggi principali e i temi del lavoro di Vanja Zhuravlev. Un artista russo emigrato a Londra, che realizza lavori di grafica, con uno stile che ricorda da vicino le incisioni russe degli inizi del XX secolo. Con l’unica differenza che contengono molto sesso e morte.

Sui social network, Vanja (diminutivo-vezzeggiativo di Ivàn) ha una discreta community di fan, ma ciononostante, non si sa molto sulla vita dell’artista. Zhuravlev ha iniziato a dipingere fin da piccolo; sua madre era un’insegnante di disegno. Il ragazzo si fece notare: è apparso in diverse puntate di uno spettacolo televisivo che parlava di bimbi con un talento straordinario: per la matematica, la musica, l’arte, ecc. 

“Da bambino disegnavo animali e uccelli e ora disegno donne”, ha spiegato una volta Vanja. “Non riesco a pensare a niente di più interessante e bello delle donne a questo punto della mia vita. Uso personaggi femminili nei miei lavori per dire o spiegare qualcosa su di me”. Gli uomini, secondo lui, simboleggiano pericolo e paura.

Zhuravlev si è diplomato all’Edinburgh College of Art nel 2000 e in quello stesso anno si è trasferito a Londra, dove vive e lavora, e dove ha portato avanti i suoi esperimenti creativi. Disegna sempre senza schizzi preparatori.

Le immagini femminili, di proposito molto esplicite, sono l’elemento più frequente nei suoi disegni. “Credo che la sessualità sia una di quelle cose che praticamente non possiamo controllare. È primitiva, mutevole per sua natura e incredibilmente potente”, afferma Vanja.

Nelle sue opere c’è molto simbolismo. Tanti vi vedono l’influenza del Liberty, degli artisti russi Léon Bakst, Mikhail Vrubel e Ivan Bilibin, del genere “Vanitas” (con elementi simbolici allusivi al tema della caducità della vita), degli artisti giapponesi Suehiro Maruo e Kazuichi Hanawa, dell’Ero guro (corrente erotica grottesca nipponica) e persino del nazionalismo imperiale giapponese. Vanja ritiene che il folklore popolare sia l’elemento più importante e per lui di ispirazione.

“In primo luogo, le grandi saghe fiabesche hanno al loro interno una vasta gamma di emozioni: dalla paura alla speranza. In secondo luogo, molte di loro contengono elementi di narrazione non lineare, specialmente nel folklore russo. Adoro davvero queste ‘storie dentro le storie’”, dice.

“In terzo luogo, le fiabe sono strapiene del potere dell’immaginazione, cosa che, secondo me, è andata completamente perduta nella moderna letteratura per bambini.”

A Londra, si è interessata a Zhuravlev l’agenzia creativa “Big Active”, che gli ha aperto le porte a nuove opportunità commerciali e ha attirato l’interesse internazionale nei confronti del suo lavoro. Il suo portfolio include, ad esempio, disegni per gli editori di fumetti americani Fantagraphics e Dark Horse, copertine di album dei Duran Duran e di Beck, nonché illustrazioni per “The Scotsman”, “Creative Review”, “Little White Lies”, “National Geographic”, “The Fader,” “Grafik” e il “New York Times”. Ha vinto numerosi premi prestigiosi, tra cui una sorta di Oscar del settore della pubblicità e del design: il D&AD Yellow Pencil Award.

Nel 2009, l’editore tedesco Die Gestalten Verlag ha pubblicato un libro di 160 pagine con le opere di Zhuravlev sotto il titolo laconico di “Vania”. Su Amazon, il prezzo ha raggiunto i 2.000 dollari.

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