Vrubel, quel talento diviso tra genio e follia

Il secondo atto apparterrebbe al periodo moscovita, iniziato nel 1890 con il famoso quadro “Il demone seduto” e terminato con l’opera “Il demone abbattuto” (1901) e il suo ricovero in ospedale // Il demone seduto, 1890

Il secondo atto apparterrebbe al periodo moscovita, iniziato nel 1890 con il famoso quadro “Il demone seduto” e terminato con l’opera “Il demone abbattuto” (1901) e il suo ricovero in ospedale // Il demone seduto, 1890

Mikhail Vrubel
Una vita di arte e sofferenza. Un dramma in tre atti, come lo hanno definito alcuni critici. Che condusse il pittore russo alla realizzazione di capolavori senza tempo, segnati da una maledizione che portò l’artista alla malattia e alla rovina
Mikhail Vrubel (1856-1910), autore di capolavori come “Il demone seduto” e “La principessa dei cigni”, è probabilmente una delle figure più tragiche tra i grandi pittori russi // Anna Karenina incontra suo figlio, 1878
Il critico sovietico Nina Dmitrieva ha paragonato la vita creativa di Vrubel a quella di un dramma in tre atti, con un prologo e un epilogo, intervallati da cambiamenti bruschi e inaspettati // Amleto e Ofelia, 1883
 Il prologo sarebbe il periodo della sua gioventù, trascorso fra lo studio e la ricerca della propria vocazione  // Autoritratto, 1885
Il terzo atto sarebbe da ricondurre al periodo 1903-1906: in questi anni, Vrubel si ritrovò a combattere con una malattia mentale che compromise seriamente le sue capacità fisiche e intellettuali. L’epilogo non sarebbe altro che l’ultimo periodo della sua vita, prima che giungesse la morte, nel 1910 // La principessa dei cigni, 1900
 Finché lavorava al quadro “Il demone abbattuto”, nella sua famiglia venne alla luce un bimbo con un difetto di nascita: il labbro leporino. Lo stesso Vrubel iniziò a soffrire di allucinazioni, finché non venne rinchiuso in una clinica psichiatrica. L’anno successivo suo figlio morì // Il figlio dell’artista, 1901
Si diceva che avesse venduto l’anima al diavolo. E secondo molti, non è un caso che tutti i suoi problemi iniziarono proprio durante la realizzazione del quadro “Il demone abbattuto” // Il demone abbattuto, 1901
Qualche anno dopo, Vrubel divenne cieco. Riuscì a terminare il suo ultimo dipinto con l’aiuto del tatto e delle mani, poiché la vista ormai lo stava abbandonando del tutto. Il suo mondo stava sprofondando sempre di più nell’oscurità e sembrava dover scomparire da un momento all’altro // Nadezhda Zabela, moglie dell’artista, 1905
Vrubel morì di polmonite, anche se in molti credono si sia trattato di un suicidio. Passava ore in piedi davanti a una finestra aperta, completamente nudo, in pieno inverno. Inevitabilmente si ammalò. E si rifiutò di lottare per guarire e sopravvivere. Morì nella stessa clinica psichiatrica dove trascorse gli ultimi anni della sua vita // La visione del profeta Ezechiele, 1906
Il primo atto sarebbe riconducibile agli anni Ottanta dell’Ottocento, quando Vrubel studiava all’Accademia imperiale delle Arti a San Pietroburgo. In questo periodo si dedicava prevalentemente allo studio dell’arte religiosa e bizantina // Faust, 1896
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