Dieci donne che hanno cambiato il destino dei musei russi

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A dirigere gallerie, mostre e collezioni, in Russia raramente ci sono uomini. Ecco le protagoniste che hanno innovato e rivoluzionato il mondo dell’arte

Per secoli la pittura di icone è stata l’unica forma d’arte in Russia. Ma Caterina la Grande (1729-1796), che era di origini tedesche, amava la pittura in stile occidentale. Fu lei la prima a introdurre nel Paese la passione per le collezioni d’arte, ma dopo il suo regno furono gli uomini a dominare in questo campo. Il periodo tra la fine del XX e l’inizio del XXI secolo, tuttavia, ha visto un nuovo cambio di genere nel settore. E spesso sono state o sono donne i nomi più importanti nel campo della conservazione artistica russa.

1. Ekaterina Furtseva, ministro della cultura sovietico, 1960-1974

Furtseva era un ministro controverso e una donna con un carattere forte, che è stata purtroppo accusata di essere incompetente. Ha censurato spettacoli teatrali e film e vietato concerti di band straniere famose come i Beatles e i Rolling Stones. Quegli scrittori, musicisti e artisti che non le piacevano erano spesso esclusi da tutti gli eventi e dalle istituzioni ufficiali, e talvolta perseguiti per attività antisovietica.

Ma era l’Unione Sovietica degli anni Sessanta e Settanta, ed è difficile immaginare una personalità politica di alto rango che permetta la libertà nelle arti. Tuttavia, durante i suoi 14 anni come ministro della cultura, ha fatto anche cose molto importanti per la cultura russa, specialmente nella sfera museale.

Grazie a lei, alcune delle più grandi opere d’arte del mondo sono state esposte nei principali musei sovietici, come la Gioconda di Leonardo da Vinci nel 1974 (l’ultimo prestito del celeberrimo ritratto) e i tesori di Tutankhamon. Ha anche organizzato mostre con prestiti dalle gallerie d’arte di Dresda e dal Metropolitan Museum of Art di New York, e ha restituito all’Unione Sovietica parte dell’eredità di Nikolaj Roerich.

2. Irina Antonova, direttrice del Museo di Belle Arti Pushkin, 1961-2013

Senza alcuna esagerazione, questa donna è un gigante nel mondo dei musei, una leggenda vivente. È stata direttore di uno dei principali musei del Paese per 52 anni, e sta ancora lavorando come presidente di quella istituzione, all’età di 96 anni!

“Era facile vietare qualsiasi cosa”, ha ricordato in un documentario dedicato al centenario del museo. “Ma al Museo Pushkin è stato permesso di fare cose che di solito erano proibite agli altri”, per esempio mostrare artisti come impressionisti e post-impressionisti.

“La dama di ferro dell’arte russa” è riuscita a ottenere il permesso di riorganizzare il museo e mostrare capolavori dell’arte occidentale di pittori come Auguste Renoir e Paul Gauguin, che originariamente erano stati nelle collezioni dei mecenati dell’arte dell’era zarista Sergej Shchukin e Ivan Morozov. Questi dipinti non erano stati esposti a lungo perché considerati “pericolosa arte borghese”.

Organizzò anche la prima esposizione russa del Tesoro di Priamo, scoperto da Heinrich Schliemann a Troia e sottratto alla Germania come trofeo di guerra nel 1945, e custodito segretamente nel deposito del museo fino al 1996.

3. Olga Sviblova, direttrice e fondatrice della Moscow House of Photography (ora Multimedia Art Museum)

Come donna dal gusto e dallo stile raffinato, Sviblova ha fondato la Casa della Fotografia che nel corso degli anni è diventata un importante centro d’arte e oggi è un Museo di arte multimediale. Con la più grande collezione di fotografia russa, ha dato al pubblico russo forse l’unica possibilità di vedere molti grandi fotografi, che vanno da Aleksandr Rodchenko e Henri Cartier-Bresson a Helmut Newton e Annie Leibovitz.

Lavorando apparentemente 24 ore su 24, Sviblovo è nota per il rapporto dolce-amaro con i giornalisti, che spesso costringe a fare lunghe ore di anticamera fuori dal suo ufficio, ma con i quali può poi parlare per ore, anche fino a tarda notte.

Sviblova ha anche aperto la scuola di fotografia e multimedia Rodchenko, che è la più prestigiosa istituzione educativa del Paese in questo campo. Chi si diploma qui è avviato a carriere di successo e spesso vince premi internazionali.

Nel 2007 e nel 2009, ha curato i padiglioni russi alla Biennale d’Arte Contemporanea di Venezia. Nel 2016 ha curato la mostra “Collezione! Arte Contemporanea nell’Urss e in Russia, 1950-2000” al Centre Georges Pompidou si Parigi, con successiva donazione delle opere a quel museo.

4. Dasha Zhukova, fondatrice del Garage Museum of Contemporary Art

Costantemente elencata tra i “Power 100” di ArtReview, Zhukova è probabilmente il raro esempio in cui la donna di un miliardario è diventata famosa da sola, a causa della sua attività nel campo dell’arte.

Non si può sottovalutare la rivoluzione che ha scatenato quando nel 2008 ha aperto il primo grande museo privato di arte contemporanea a Mosca. Originariamente era ospitato nel Garage dei bus Bakhmetev, un edificio in stile costruttivista, progettato negli anni Venti. Ispirandosi al passato della sede, Zhukova chiamò il suo museo “Garage” e dette a migliaia di giovani la possibilità di vedere l’arte contemporanea, spesso per la prima volta.

Nel 2015, il Garage ha riaperto in un nuovo edificio a Gorky Park, ridisegnato dall’archistar Rem Koolhaas, con un’installazione dell’artista giapponese Yayoi Kusama. È stato anche il primo museo a portare in Russia le opere artisti famosi come Mark Rothko, Antony Gormley e molti altri.

Come ha scritto il Financial Times, “ha contribuito a un mare di cambiamenti nella scena culturale di Mosca”.

5. Stella Kesaeva, fondatrice e presidente della Stella Art Foundation

Stella Kesaeva è stata una pioniera nel divulgare l’arte concettuale russa degli anni Sessanta, esponendo le opere di artisti di questo movimento a Vienna, Salonicco e New York.

È stata anche commissario del padiglione russo alla Biennale di Venezia nel 2011, 2013 e 2015. Inoltre, ha una casa editrice e una fondazione di beneficenza che sostiene gli artisti russi.

6. Zelfira Tregulova, direttrice della galleria statale Tretjakov

A volte Tregulova viene definita la curatrice russa n. 1, perché grazie ai suoi sforzi l’arte russa è stata esposta in tutto il mondo.

Nonostante sia stata in passato la responsabile dei musei del Cremlino di Mosca, Tregulova è in effetti un’esperta di Avanguardia e Sots Art (un movimento nato nell’Urss che si colloca all’interno del postmodernismo e si accosta alla corrente del concettualismo). Nel 2015, è stata scelta per dirigere il principale museo della Russia per quanto riguarda l’arte nazionale: la Galleria Tretjakov. Una delle sue priorità è cambiare il vettore di sviluppo del museo, sostenendo attivamente l’arte contemporanea.

7. Natalia Opaleva, collezionista d’arte, fondatrice del Museo Az

Opaleva, che è vice presidente di una banca, un bel giorno si è innamorata dell’arte. Durante un’esposizione vide un dipinto dell’enfant terrible della scena artistica russa, Anatolij Zverev. Era un ritratto della curatrice Polina Lobachevskaja. Poi, per caso, Opaleva incontrò proprio la Lobachevskaja. Insieme decisero di fare un passo coraggioso e creare l’unico museo d’arte in Russia dedicato a Zverev.

La figlia del famoso collezionista d’arte Georgij Kostaki ha donato al museo circa 600 opere di Zverev. Oltre alle opere di Zverev, Opaleva rende popolari ed esibisce i quadri dei non conformisti russi nel suo museo, e in tutto il mondo.

8. Marina Loshak, direttore del Museo Pushkin di Belle Arti

Dopo metà secolo di reggenza di Irina Antonova, nel 2013 è stata una sfida per Marina Loshak prendere il testimone. Esperta di avanguardie, ha dato nuova vita al museo, integrando l’arte contemporanea con statue antiche.

Sotto la sua guida, il Museo Pushkin ha già visto esibizioni di artisti contemporanei di spicco come il belga Wim Delvoye e il calligrafo cinese Cai Guo-Qiang, che dipinge con la polvere da sparo.

Nel 2017 è stata commissario del padiglione russo alla Biennale di Venezia, ed è stata la prima a portare in Laguna giovani artisti russi.

9. Inna Bazhenova, fondatrice della fondazione IN ARTIBUS ed editore

Bazhenova ha iniziato a collezionare opere d’arte nel 2000 e ha partecipato a dozzine di conferenze europee dedicate all’arte russa. Opere della sua collezione viaggiano in tutto il mondo. Ha anche lanciato la fondazione IN ARTIBUS e una galleria a Mosca dove sono esposti arte russa e internazionale di diversi musei e collezioni private.

Inoltre, Bazhenova ha aperto una versione russa di The Art Newspaper, con sede a Londra, e ha fondato il premio “The Art Newspaper Russia”.

10. Elena Gagarina, direttrice dei musei del Cremlino di Mosca

La figlia del primo uomo nello spazio Jurij Gagarin non ha bisogno di presentazioni. Dal 2001 è la direttrice dei principali tesori del Paese: i musei del Cremlino. In questo massiccio complesso ci sono artefatti compresi tra il XV secolo e i giorni nostri: una collezione di insegne statali, gioielli, costumi di incoronazione, tra cui la preziosissima corona di Monomaco, regali diplomatici, carrozze e molto altro.

Negli ultimi anni sotto la direzione della Gagarina (qui un’intervista), il museo ha iniziato ad accogliere grandi collezioni straniere, come attualmente i tesori della dinastia Ming cinese (in mostra fino al 25 luglio 2018). 

Gagarina ha fatto un inventario massiccio di tutte le collezioni del Cremlino e ha iniziato a lavorare attivamente a mostre pensate per studenti. Sul sito web bilingue dei musei, Gagarina parla direttamente ai visitatori tramite video, chiedendo di non esitare a contattare il museo e a rimanere in contatto.

Prima di venire al Cremlino ha lavorato come esperta d’arte specializzata in opere su carta al Museo Pushkin di Belle Arti.

Contrariamente a quanto si pensa spesso, le donne in Russia sono ben rappresentate nei ruoli dirigenziali. Ecco i dati. Appassionati di arte e musei? Dieci profili Instagram da seguire

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