Sette strani palazzi di Mosca tutti da fotografare

Alcune gemme architettoniche della capitale russa sono nascoste, spesso mimetizzate in anonimi quartieri periferici. Ci sono esempi di costruttivismo sovietico, opera di geni come Konstantin Melnikov, il Millepiedi di Le Corbusier, esempi di gigantismo e prototipi interessanti. Una guida ragionata

La Casa della Cultura della Fabbrica Kauchuk

Il costruttivismo sovietico, negli anni Venti e Trenta del Novecento, ha dato a Mosca alcuni edifici davvero rimarchevoli, tra cui questo al civico 64 della via Pljushchicha. Terminata nel 1929, la Casa della Cultura della Fabbrica “Kauchuk” (caucciù), venne disegnata usando come modello lo schema di un composto chimico, con una forma cilindrica per la sala d’ingresso, un quarto di cilindro per la sala principale e con ali laterali rettangolari.

Ma le tecnologie edili erano ancora indietro rispetto alle innovazioni architettoniche del geniale Konstantin Melnikov (1890-1974) e non tutte le sue idee poterono essere realizzate. Originariamente lui aveva previsto un sistema per muovere le pareti e aumentare la dimensione della sala principale, ma alcuni errori nelle fasi iniziali della costruzione lo resero impossibile. Negli ultimi anni questo gioiello architettonico ha più volte rischiato la demolizione per un piano di lottizzazione residenziale dell’area, ma per ora resiste al suo posto.

La sede del Circolo operaio Rusakov

Un altro esempio del costruttivismo di Melnikov ha l'aspetto di una grande ruota dentata con tre denti. Costruito nel 1929 nel quartiere di Sokolniki come club per i lavoratori del vicino deposito di tram, l’edificio venne intitolato in onore del rivoluzionario bolscevico Ivan Rusakov. I “denti” che sporgono ospitano i balconi della sala principale. Situato in via Stromjanka al numero 6, è stato recentemente ristrutturato ed è ora sede del Teatro Roman Viktyuk, con una sala per 438 spettatori.

La Casa ricamata

Se l’idea di questo palazzo di sei piani per appartamenti al civico 25 di Corso Leningrado fosse stata realizzata su vasta scala, le periferie di Mosca sarebbero oggi ben più interessanti di quello che sono. Ma l’Azhurny Dom, la “Casa ricamata”, progettata come prototipo di edilizia residenziale sovietica e completata nel 1941, appena prima che la Germania invadesse l’Urss, rimase purtroppo un esperimento unico. Disegnata dagli architetti Andrej Burov e Boris Blokhin, l’elemento di maggior spicco sono i pannelli decorativi delle pareti esterne, finemente traforate, e realizzate su schizzi del pittore e grafico Vladimir Favorskij, con chiari rimandi allo stile rinascimentale, ma con lo scopo pratico di nascondere gli elementi meno attraenti della struttura portante dell’edificio, in cemento armato. È anche chiamata “Dom-Akkordeon”, “Casa fisarmonica”.

Il Millepiedi

L’ex Centro della Cooperativa dei consumatori, che sorge su via Mjasnitskaja al 39, risale agli anni Trenta e rappresenta l’unica struttura esistente nell’ex Urss, progettata dal noto architetto francese Le Corbusier (1887-1965). Tra i moscoviti, l’edificio è conosciuto con il soprannome di “Sorokonozhka” (Millepiedi), perché i suoi supporti sembrano simili alle tante zampe dei Miriapodi.

Nel 1928 Le Corbusier vinse un concorso internazionale per la progettazione del palazzo che sarebbe diventato la sede dei sindacati sovietici. Il progetto fu completato un anno dopo, ma l’edificio venne inaugurato solo nel 1936, perché i lavori procedettero a rilento a causa della scarsità di materiali.

Sebbene al giorno d’oggi appaia abbastanza comune, negli anni Trenta del Novecento un simile edificio con le gambe, e con una parete realizzata unicamente di vetro, sembrava altamente innovativo. Nei decenni successivi vennero costruiti a Mosca altri palazzi “millepiedi”, i più noti dei quali si trovano nei pressi della stazione della metro VDNKh e sulla via Begovaja (quest’ultimo, chiamato Dom Aviatorov, inizialmente albergo per le Olimpiadi del 1980, fu eretto su progetto dell’architetto Andrej Meerson e oggi ospita 299 appartamenti).

La Casa Nave

Soprannominata “Casa nave” o “Titanic”, questa enorme struttura al numero 2 di via Bolshaja Tulskaja è probabilmente uno degli edifici di edilizia popolare più giganteschi costruiti in Unione Sovietica. Completata nel 1980, dopo dieci anni di lavori, è lunga 400 metri, ha 14 piani e ospita 980 appartamenti.

L’edificio spicca rispetto a tutti quelli circostanti, e sembra una grande nave da crociera che solca l’oceano. Non mancano le leggende. Essendo stata progettata dagli architetti di una centrale nucleare, si diceva che potesse sopravvivere a un attacco atomico. Secondo un’altra leggenda metropolitana ci sarebbero al suo interno misteriose stanze inservibili, che hanno solo finestre sulla strada, ma non porte d’ingresso.

La Casa schiacciata

Da alcune angolazioni, sembra che questo edificio residenziale del 1910 di Via Presnenskij Val 36 abbia solo la facciata. È un’illusione ottica causata dalla stranezza della forma del lotto edificabile, che costrinse l’architetto a progettare un angolo molto acuto. Peraltro, anche l’edificio successivo, al civico 38 ha la stessa conformazione bizzarra. Ai torinesi ricorderà la nota “Fetta di polenta” (Casa Scaccabarozzi), opera dell’architetto Alessandro Antonelli, autore anche della Mole.

Il Garage del Gosplan

Konstantin Melnikov non si tirava indietro quando gli chiedevano di progettare strutture di puro servizio, come i garage. Il suo lavoro più conosciuto un materia è la Rimessa dei bus Bachmetjevskij, del 1927, che ha dato il nome al Garage Contemporary Art Center, che qui aveva sede prima del trasloco nella nuova sede disegnata dall’archistar Rem Koolhaas.

Questo altro ex garage dell'agenzia di pianificazione sovietica, il Gosplan, si trova invece in via Aviamotornaja 63, ed è notevole per il suo design d’avanguardia, con tanto di grande finestra rotonda, un tempo impensabile per un edificio industriale. Inaugurato nel 1936, attualmente l'edificio si affaccia su una grigia zona industriale e ospita un'azienda energetica.

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