Dieci edifici dell’avanguardia sovietica che vi lasceranno di stucco

Il nuovo potere che si stabilì in Russia dopo la Rivoluzione non voleva solo fondare un nuovo Paese, ma anche una nuova cultura. Il periodo di libertà artistica non durò molto a lungo, ma a sufficienza per dare alla luce alcuni capolavori architettonici, da Mosca all’Estremo Oriente

William Brumfield, storico americano di architettura russa ed esperto fotografo, ha di recente tenuto una conferenza al Museo Ebraico di Mosca. Il tema trattato era la fotografia dell’architettura d’avanguardia sovietica. A margine, ha mostrato a Russia Beyond alcune immagini dei suoi dieci edifici d’avanguardia preferiti in tutto il Paese.
Brumfield è noto, in particolare, per le sue ricerche (e le sue fotografie) sugli antichi edifici russi, soprattutto chiese e case di legno del nord della Russia (guardate per esempio i suoi lavori su Tobolsk, Kirillo-Beloserskij e Vladimir). Ma, a quanto pare, anche l’avanguardia figura da sempre tra i suoi interessi. “È un’architettura in nessun aspetto inferiore agli altri edifici russi”, scrive William. “Rappresenta un riflesso incredibile e innovativo della sua epoca”.
Casa del Narkomfin, Mosca

Casa del Narkomfin (1928), facciata meridionale, Mosca. Foto del 1984
Casa del Narkomfin (1928), Mosca. Foto del 1984

È, con ogni probabilità, uno degli esempi più famosi di costruttivismo a Mosca. Ora versa in condizioni difficili, ma viene comunque raggiunto dai tour di visite guidate. È un esemplare unico di “casa comune” creata per il personale amministrativo di alto rango (del Ministero delle Finanze) seguendo il progetto degli architetti Moisej Ginzburg e Ignatij Milnis. Si tratta di uno dei dieci migliori esempi di architettura sovietica che si ispirano a Le Corbusier. Brumfield l’ha fotografata per molti anni.
Casa Melnikov, Mosca

Casa di Konstantin Melnikov (1927), Mosca. Foto del 1984

È un edificio costruito dall’architetto sovietico Konstantin Melnikov: era lo studio e l’abitazione della sua famiglia. Questo rappresentava un caso unico per la Mosca sovietica di quel periodo: la proprietà privata nelle città era scomparsa e le abitazioni individuali erano state sostituite con grandi edifici di appartamenti.
A Melnikov, però, venne concesso di realizzare il suo progetto innovativo e sperimentale: il piano era di riutilizzare, in futuro – in caso avesse funzionato – la forma ovale. Ora la casa è aperta e ospita il museo dei Melnikov. Nel 2013 i cittadini si sono mobilitati per salvarla. 
Palazzo della Cultura Likhachev, Mosca

Vestibolo principale, del Palazzo della Cultura Likhachev (1930), Mosca. Foto del 1994

Questo può, con ogni probabilità, essere considerato uno dei simboli dell’ideologia di Stato sovietica. Costruito sulle rovine della necropoli del Monastero Simonov (distrutta dai bolscevichi), doveva essere un palazzo per il proletariato: gente nuova con menti nuove. Era importante immaginare una nuova forma da dare allo spazio in cui gli operai avrebbero trascorso il loro tempo libero.

Palazzo della Cultura Likhachev, ala degli uffici (1930), Mosca. Foto del 1994

I progettisti – i fratelli Vesnin – erano al corrente delle opere del celebre architetto modernista Le Corbusier. E allora, come fecero Ginzburg e Milnis nel progetto della Casa del Narkomfin, anche i Vesnins usarono enormi piloni al posto dei muri e organizzarono gli spazi e le forme in modo libero. L’edificio comprende un club, una biblioteca e grandi sale. Ora al suo interno ci sono degli spazi per lezioni e programmi formativi aperti a tutti.
Il garage per bus Bakhmetev, Mosca

Interno, Garage per bus Bakhmetev (1927), Mosca. Foto del 1994

Costruito come un garage per ospitare gli autobus English Leyland, questo capolavoro architettonico è il frutto di un progetto di Konstantin Melnikov e dell’ingegnere Vladimir Shukov.
Una fotografia unica, scattata da William Brumfield, mostra il garage Bakhmetev quando era ancora usato per riparare i mezzi di trasporto pubblici della città. In seguito fu trasformato nel famoso Garage Museum di Arte Contemporanea (che poi si è trasferito in un palazzo progettato dall’archistar Rem Koolhaas). Dal 2012 è la sede del Museo ebraico e Centro della Tolleranza.
Quartiere degli ufficiali della Cheka, Ekaterinburg

Scala, Club del quartiere (1929), Ekaterinburg (allora Sverdlovsk). Foto del 1999

Negli anni Venti e Trenta la rapida industrializzazione delle aree vicine ai monti Urali portò al boom dell’edilizia, in particolare nella città di Sverdlovsk (ora Ekaterinburg). Il lascito di questa espansione include i primi esempi di architettura costruttivista. Per saperne di più su questi edifici, leggi questo nostro articolo. 
Le immagini di Brumfield della Russia – compresa Ekaterinburg – si trovano ora nell’Image Collections Department della National Gallery of Art di Washington. “La conservazione di edifici storici di diversi periodi a Ekaterinburg è documentata in alcune fotografie scattate nel 1999, della collezione di William Craft Brumfield. Di particolare interesse è l’architettura costruttivista – edifici commerciali, isolati di appartamenti, uffici – costruiti durante i piani quinquennali sovietici degli anni Trenta”, scrive Andrea Gibbs, curatrice del settore architettura per la Image Collections Gallery.

Torre bianca, Ekaterinburg

“Torre Bianca”, Torre dell’acqua per la fabbrica UralMash (1928), Ekaterinburg (Sverdlosk). Foto del 1999

Gli ufficiali della fabbrica di macchinari pesanti UralMash vollero costruire, con un progetto a sé, un serbatoio idrico a torre per i loro operai che abitavano in un insediamento socialista. Moses Reisher vinse la gara con il suo piano che prevedeva l’utilizzo di principi costruttivisti. L’idea consisteva di due figure geometriche, un prisma (che funzionava come scala) e un cilindro come serbatoio dell’acqua che si incrociavano l’un l’altro.
Negli anni Cinquanta la struttura non occorreva più. Si pensò di convertirla in un caffè, ma l’ipotesi rimase sospesa a lungo e, alla fine, la torre fu abbandonata. Ora sono stati fatti dei lavori di restauro.
Edificio della Banca Statale dell’Urss, Novosibirsk

Banca di Stato (1930), Novosibirsk. Foto del 1999

Anche Andrej Kryachkov utilizzò, nel progettare il suo edificio, idee e innovazioni di stampo costruttivista. La Gosbank (Banca Statale) era una delle componenti del complesso architettonico di piazza Lenin, nel centro della città.
Si tratta di un edificio asimmetrico: ha la forma della lettera russa П (la P cirillica) e i vari lati hanno diverse altezze. La facciata settentrionale – cosa notevole – non ha finestre. Era stata progettata per ospitare camere blindate e depositi.
Kraiispolkom (Comitato Esecutivo Regionale), Novosibirsk

Palazzo degli uffici del Kraiispolkom (1932), Novosibirsk. Foto del 1999

Questo edificio fu costruito per ospitare il Comitato Esecutivo, a fianco del vicino e noto Palazzo dai Cento Appartamenti, dove abitavano gli impiegati del comitato. Andrej Krjachkov, che progettò questi palazzi, tentò di contenere, in modo esteticamente apprezzabile, le quasi infinite possibilità delle combinazioni di cemento armato, vetro e metallo. L’edificio fu il primo, a Novosibirsk, a usare gli ascensori. In seguito il progetto originale venne in qualche modo modificato con vari ampliamenti.
Kraisnabsbit (o Casa dell’orologio), Novosibirsk

“Casa dell’Orologio”, Kraisnabsbit, (1931), Novosibirsk. Foto del 1999

Era una casa per gli impiegati dell’amministrazione regionale dei beni di consumo e delle vendite. È l’edificio che ha la forma di un angolo (o della lettera russa Г, la G cirillica) e dà su due strade. Il piano terra ospitava dei negozi con grandi finestre, mentre i piani superiori avevano gallerie pedonali chiuse con vetri. È tuttora una componente importante del complesso architettonico della città. Anche se sullo sfondo venne in seguito costruito un altro palazzo, molto più alto e in uno stile diverso.
Palazzo della Banca Dalnevostochnij, Khabarovsk

Banca “Dalnevostochnij” (“Dell’Estremo oriente”) (1928), Khabarovsk. Foto del 2000

Prima dell’industrializzazione del Paese, Khabarovsk presentava una pianta in qualche modo disordinata. Ma il nuovo Stato socialista costruì nuove strade in maniera massiccia.

La Banca dell’Estremo Oriente è ora un palazzo che ospita uffici e un elemento del patrimonio culturale. Venne progettata a Mosca dall’architetto Vladimir Vladimirov, che lavorò insieme ad altri architetti costruttivisti. Una certa quantità di edifici di Khabarovsk dell’epoca fu costruita dai prigionieri dei gulag.

“Mosca, Ekaterinburg, Novosibirsk, Khabarovsk: tutto viene catturato dagli scatti meditati del professor Brumfield: tutto lo splendore e la tragedia di quei tempi, quando gli architetti potevano lavorare ai loro progetti nei campi di prigionia”. Aleksandra Stadnik, direttore della rivista Forum Plus, ha scritto su Facebook: “E senza copiare dall’America, come fu fatto in seguito. Ma realizzando progetti di vera innovazione, con armonia e guardando al futuro come lo immaginavano”.

Ora che vi siete rifatti gli occhi con questi capolavori dell’architettura, siete invece pronti a vedere i dieci edifici più brutti della Russia? 

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