Ekaterinburg, la capitale dell’architettura costruttivista

Peggy Lohse
Negli anni Venti e Trenta del Novecento, questa città degli Urali in rapida industrializzazione (allora si chiamava Sverdlovsk) vide arrivare importanti architetti da Mosca a darle un nuovo volto. Il risultato è ancora sotto gli occhi, con alcuni edifici di grande importanza e bellezza

Dopo la Rivoluzione del 1917, molti architetti di Mosca si diressero ad est per cominciare a progettare la costruzione di acciaierie, impianti di produzione e altre fabbriche in quella che dal 1924 si sarebbe chiamata Regione di Sverdlovsk, dal nome della la sua città principale (la denominazione dell’epoca zarista del capoluogo, Ekaterinburg, è stato reintrodotto nel 1991. La regione continua a chiamarsi Sverdlovsk). I pianificatori si concentrarono anche su uffici, complessi di alloggi e le infrastrutture necessarie per sostenere la crescita industriale in uno spazio urbano relativamente compatto.

Prima di visitare questi cinque edifici costruttivisti (la passeggiata richiede una mezza giornata), vi consigliamo di salire sul grattacielo Vysotskij (188 metri) nel centro di Ekaterinburg (intitolato al cantautore e attore Vladimir Vysotskij; c’è anche un museo tematico al secondo piano) per una vista panoramica della città. Una volta tornati a terra, potrete iniziare il vostro tour architettonico:

Hotel Iset

Un enorme edificio bianco e rosa domina la rotatoria all’altezza dell’incrocio tra Corso Lenin e via Lunacharskogo. Il semicircolare Iset prende il nome dal fiume principale di Ekaterinburg e aprì nel 1933 con 95 camere, tutte riservate al pernottamento di agenti e ufficiali della prima polizia segreta sovietica, la Cheka (successivamente Nkvd, precursore del Kgb). Durante la Seconda guerra mondiale l’hotel ospitava famiglie sfollate provenienti dalle regioni occidentali dell’Unione Sovietica.

Anche se l’Iset ufficialmente è ancora un hotel in funzione, è stato per lo più vuoto negli ultimi tre anni a causa dei lavori di ristrutturazione. Le eccezioni sono un supermercato del primo piano e un ristorante che serve pelmeni tipici degli Urali.

Villaggio dei Chekisti
Dietro l’Iset sorge una città nella città. Il Villaggio dei Chekisti, costruito tra il 1929 e il 1936, è stato progettato per soddisfare le esigenze degli ufficiali locali della polizia segreta e delle loro famiglie.

In questo villaggio, composto da dodici edifici, gli architetti vollero gettare alle ortiche qualsiasi riferimento alla Russia imperiale in favore di un ideale sovietico di interazione sociale.

Tra i principali elementi figurano un club di ufficiali intitolato al fondatore della Cheka Feliks Dzerzhinskij, un asilo, un centro sportivo e una caffetteria.

Questo approccio comunitario fece sì che i singoli appartamenti del villaggio fossero progettati senza cucine, per creare delle zone comuni, anche se i residenti li modificarono subito, attrezzandosi i loro spazi privati. Oggi gli ampi appartamenti del villaggio sono ambiti sul mercato immobiliare di Ekaterinburg.
La casa della stampa

La Casa della stampa, all’incrocio tra Corso Lenin e via Turgenev, è stata costruita nel 1929-1930 e progettata per la casa editrice Ural, e conteneva gli uffici editoriali e le redazioni dei tre maggiori giornali regionali.

La struttura venne progettata da Georgij Golubev, che divenne poi l’architetto principale della città di Sverdlovsk. Le sue finestre ampie e avvolgenti assicuravano una grande quantità di luce per giornalisti e i tipografi nello svolgimento del loro lavoro, e le enormi stanze a soppalco ospitavano le rotative. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la Casa della stampa divenne anche il luogo di lavoro per gli scrittori che avevano dovuto evacuare le regioni occidentali dell’Urss.

Negli anni 2000, l’ultimo dei tre giornali, “Uralskij Rabochij” (Operai degli Urali) lasciò questa sede. Nel 2010 l’edificio storico ospitò la prima Biennale dell’Industria degli Urali e negli ultimi anni è stato riproposto come complesso culturale e di intrattenimento con bar e ristoranti.

Ufficio postale centrale

L’ufficio postale di Ekaterinburg, adiacente alla famosa “plotinka”, ovvero alla diga sul fiume Iset, una volta serviva da stazione di telegrafia principale per la città in rapido sviluppo di Sverdlovsk. Completato nel 1934, il suo disegno a forma di trattore era destinato a onorare i lavoratori collettivi sovietici.

All’interno della vasta struttura si trovava una scuola materna e un asilo nido, uno studio radio e uno spazio per lezioni di pizzo e altri mestieri. Un’altra sezione ospitava la prima stazione telefonica automatica che serviva circa 10.000 numeri di Sverdlovsk.

Club dei costruttori

Come ogni città sovietica, Sverdlovsk era piena di club dove i lavoratori potevano rilassarsi e divertirsi alla fine della giornata, con concerti, fiere, feste o balli. Il club “Stroiteli” (Costruttori; operai edili) si trova ancora oggi su Corso Lenin nel centro di Ekaterinburg, e ha svolto un ruolo importante nella vita culturale della città. Nel 1943 il club si trasferì nello studio cinematografico ristrutturato di Sverdlovsk, che in epoca sovietica fu secondo solo a Mosfilm per la produzione cinematografica.

Oggi l’edificio del club ospita un centro commerciale con boutique e un negozio che vende riviste d’epoca.

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