Dodici incredibili foto dei più mastodontici cantieri russi

Alcuni risalgono al periodo imperiale, altri a quello sovietico, e dimostrano gli sforzi infrastrutturali compiuti per unire e rendere moderno il Paese più grande del mondo

Nel 1862, venne costruita una ferrovia da Mosca a Kolomna, città 115 chilometri a sudest della capitale. Da allora, questa antica città, con il suo cremlino e un monastero dalla torre molto particolare, è diventata un centro industriale. Presto vi apparvero una fabbrica di locomotive a vapore e un grande ponte sul fiume Oka.

La Transiberiana è uno dei più giganteschi cantieri dell’Impero russo. Nella foto, i lavoratori stanno edificando un ponte su una tratta nella zona degli Urali. La costruzione della linea andò avanti dal 1885 al 1899.

Il Canale Mar Baltico-Mar Bianco è stato costruito a tempo di record: 227 chilometri in meno di due anni (1931-33). Tuttavia, questo è uno dei cantieri più tristemente noti: vi morirono 12 mila lavoratori; tutti prigionieri dei Gulag

Una delle prime centrali idroelettriche dell’Urss apparve sul fiume Dnepr. La costruzione iniziò nel 1927 e per questa centrale idroelettrica vennero acquistate diverse apparecchiature straniere. Entrarono in attività diverse unità, ma durante la Seconda guerra mondiale, quando le truppe sovietiche furono costrette a ritirarsi, l’Nkvd decise di minare la centrale. Fu ricostruita e rimessa in funzione solo dopo il conflitto.

La prima linea della metropolitana di Mosca apparve negli anni Trenta, ma l’espansione su larga scala e l’estensione delle linee della ferrovia sotterranea furono realizzate solo dopo la guerra, negli anni Cinquanta. Uno dei progetti più ambiziosi era il Metromost (il ponte della metropolitana) sul fiume Moscova, che collegava il lungofiume Luzhnetskaja e l’Università Statale di Mosca con il centro di Mosca.

I famosi grattacieli staliniani furono, ovviamente, il principale cantiere di Mosca degli anni Cinquanta. Si prevedeva di costruirne fino a nove, ma alla fine solo “Sette sorelle” videro la luce. Nella foto, a sinistra si vede la costruzione del grattacielo sul lungofiume Kotelnicheskaja, e a destra quello dell’Università Statale di Mosca.

Questa foto sembra essere stata scattata durante la costruzione delle piramidi egizie, ma in realtà è un cantiere del Grande Canale di Fergana. Era necessario per l’irrigazione delle enormi piantagioni di cotone nelle repubbliche uzbeka, kirghisa e tagika, che all’epoca facevano parte dell’Urss. Nel 1939-40, 160 mila kolkoziani furono coinvolti nella costruzione.

Negli anni Cinquanta iniziò la costruzione in serie di enormi centrali elettriche in tutto il Paese. Nella foto, il cantiere della centrale idroelettrica del Volga, nella regione di Volgograd.

E questi sono immagini del cantiere della famosa centrale idroelettrica di Bratsk, sul fiume Angara. Quando entrò in funzione nel 1961-66, era la più potente centrale idroelettrica non solo in Unione Sovietica, ma in tutto il mondo. Ma nel 1971 fu sorpassata dalla centrale idroelettrica di Krasnojarsk, sullo Enisej.

Nel 1935, Stalin approvò il Piano Generale per la ricostruzione di Mosca, che comprendeva la costruzione su larga scala di edifici residenziali, della metropolitana, l’espansione delle strade e l’apertura di nuove autostrade. Quindi, per esempio, nella centralissima via Tverskaja si rese persino necessario spostare gli edifici (alcuni di notte, e con gli inquilini al loro interno)! Mentre Corso Kalinin (ora è la Novyj Arbat) fu “aperto” nei primi anni Sessanta, dopo la morte di Stalin.

La centrale idroelettrica Sajano-Shushenskaja, sul fiume Enisej, è attualmente la più grande della Russia. La sua costruzione iniziò sui Monti Saiani nel 1963 e fu completata solo nel 2000! La foto è del 1972.

La ferrovia Bajkal-Amur nell’Estremo oriente della Russia è una delle più lunghe del mondo, con i suoi oltre 4.300 chilometri. Fu costruita dal 1932 al 1984! Nella foto, le fasi finali. Inizialmente, fu formato un dipartimento di gulag per la costruzione della ferrovia e circa 160 mila prigionieri lavorarono nelle condizioni climatiche più difficili. In seguito, furono volontari del Komsomol a proseguire l’opera.


Bajkal-Amur, quel sogno comunista che correva sui binari verso l’Estremo oriente 

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