Da Pietro il Grande a Kalashnikov: ecco i monumenti più controversi di Mosca

Nella capitale russa si contano più di 900 statue. Alcune hanno fatto discutere, altre hanno causato veri e propri dibattiti. Ecco quali sono le più controverse

1 / Il monumento a Yurij Dolgorukij

Il monumento in bronzo dedicato al leggendario fondatore di Mosca, il principe Yurij Dolgorukij, fu eretto nel 1947 in occasione dell'800° anniversario della città. Lo scultore, Sergej Orlov, cercò di riassumere in questa statua l’immagine di un guerriero russo in armatura medievale… il risultato, però, fu un’opera ben lontana dalle reali fattezze del principe Dolgorukij. Si narra infatti che durante l’inaugurazione del monumento, qualcuno dalla folla abbia urlato: “Non gli assomiglia affatto!”. E ancora oggi c’è chi ritiene che la statua di Dolgorukij ricordi più la figura centrale del famoso dipinto “Bogatyry” di Viktor Vasnetsov.

Il monumento fu eretto in piazza Sovetskaya (oggi Tverskaya), al posto di un monumento alla Costituzione sovietica, costruito frettolosamente nel 1919. È risaputo che le autorità sovietiche fecero tutto il possibile per smantellare l'eredità dell'Impero russo, monumenti compresi. Ma al contempo Stalin voleva che il suo governo fosse associato agli eroi della Vecchia Rus', come Yurij Dolgorukij, Aleksandr Nevskij e Ivan il Terribile (gli ultimi due, tra l’altro, furono i protagonisti di due film patriottici commissionati a Sergej Ejsenstejn, come abbiamo raccontato qui). Dopo la morte di Stalin, i sostenitori del partito non dovettero più nascondere la loro rabbia per la presenza nel cuore di Mosca di monumenti che non avevano nulla a che fare con il comunismo.

Esistono inoltre alcuni aneddoti piuttosto bizzarri sul monumento a Dolgorukij: si narra che Stalin, quando vide la statua in anteprima, si fosse arrabbiato moltissimo poiché il cavallo era una giumenta, mentre lui desiderava uno stallone. Il suo successore, Nikita Krusciov, pensava invece che gli attributi maschili dell’animale fossero troppo grandi, così alla fine vennero eliminati del tutto...

2 / Il monumento al maresciallo Zhukov

Il maresciallo Georgij Zhukov, eroe dell'Unione Sovietica, ebbe un ruolo decisivo in alcune battaglie della Seconda guerra mondiale. Guidò anche la leggendaria prima parata della vittoria, il 24 giugno 1945. E furono proprio le foto di quella parata a ispirare il monumento equestre a Zhukov, eretto nel 1995 in occasione del 50° anniversario della Vittoria. 

Ma il monumento, costato la bellezza di 3,2 milioni di dollari, lasciò piuttosto insoddisfatti i moscoviti, che non furono contenti del cavallo realizzato dallo scultore Vyacheslav Klykov e dall'architetto Yurij Grigoryev: l’animale sembrava infatti sproporzionato rispetto alla figura del maresciallo, rappresentato tra l’altro in una posa alquanto innaturale. Inoltre, il volto di Zhukov avrebbe ben poche somiglianze con l’originale. 

Insoddisfatto anche lo scultore, che rimproverò il fatto che la sua opera fosse finita in secondo piano, all’ombra del Museo di Storia. Inizialmente, infatti, la statua avrebbe dovuto essere collocata in Piazza Rossa, ma un comitato dell'UNESCO non approvò il progetto per proteggere il patrimonio culturale. E così, da allora Zhukov veglia sull’ingresso della Piazza, vicino al Museo di Storia e a Piazza Manezhnaya.

3 / Il monumento a Pietro il Grande

Questo monumento, probabilmente il meno popolare di Mosca, è costato al governo della città la cifra sbalorditiva di 16,5 milioni di dollari! La statua, alta quasi 100 metri, è stata realizzata da Zurab Tsereteli nel 1997. Fu commissionata dal governo della città di Mosca per commemorare il 300° anniversario della fondazione della Flotta Russa. Il monumento è composto da una statua di Pietro il Grande, alta 18 metri, posta su una nave, che a sua volta si erge su un piedistallo. Fu necessario creare uno speciale basamento sulla sponda del fiume Moscova, vicino all’isola di Baltschug, per ereggere il monumento.

Ma l’opera fu inondata da critiche: in primis, per via delle enormi dimensioni della statua, che non sembrava adatta per essere collocata nel centro storico della città. Venne addirittura organizzata una manifestazione contro il monumento, accompagnata dallo slogan “Non appartieni a questo posto”. Un gruppo di attivisti organizzò una raccolta firme per demolire il monumento. 

Con la salita al potere del nuovo sindaco, il dibattito si riaccese e si prese in considerazione l’idea di spostare la statua, ad esempio a San Pietroburgo: ma nemmeno la città del nord accettò il regalo.

Tra l’altro questa scultura assomiglia a un'altra opera di Tsereteli, il monumento a Cristoforo Colombo, che l’artista avrebbe cercato di vendere agli Stati Uniti, incassando però un secco rifiuto; e così la statua originale sarebbe finita a Porto Rico.

4 / Il monumento a Vladimir il Grande

Una delle “new entry” nella lista dei monumenti di Mosca è un'enorme statua dedicata al principe Vladimir, alta 17,5 metri; la fama del principe Vladimir, vissuto nel X secolo, è legata soprattutto alla conversione della Russia al cristianesimo e al cosiddetto "battesimo della Rus'" nel 988.

Il monumento, realizzato dallo scultore Salavat Shcherbakov, fu eretto vicino al Cremlino il 4 novembre 2016, giorno in cui la Russia celebra l'Unità Nazionale. Inizialmente avrebbe dovuto essere installato sulle Colline dei Passeri, ma si opposero in molti, convinti che il nuovo monumento avrebbe cambiato radicalmente il paesaggio. Le Colline dei Passeri, tra l’altro, sono soggette a una speciale tutela volta alla conservazione del sito; l’altra sponda del fiume, invece, è soggetta a smottamenti, motivo per cui venne anch’essa depennata dalle opzioni.  

Per scegliere la posizione della statua ci si affidò quindi a una votazione online, e i moscoviti scelsero Piazza Borovitskaya, proprio accanto al Cremlino. Ma anche in questo caso il progetto non fu totalmente esente da critiche: molti temevano che la statua potesse rovinare il complesso storico e architettonico della zona. 

Inoltre lo stesso principe Vladimir finì inaspettatamente al centro di un acceso dibattito: c’era chi sospettava che dietro al progetto ci fosse lo zampino di Vladimir Putin, e il tentativo di suggerire un parallelismo storico fra lui e il principe russo medievale (una teoria negata con forza dal portavoce presidenziale).

Le critiche si fecero ancor più accese quando qualcuno fece notare che il principe Vladimir non appartiene realmente a Mosca, visto che la città venne fondata nel 1147, molti anni dopo la sua morte. Nella città di Kiev, dove Vladimir regnava, vi è un monumento alto 20 metri.

5 / Il monumento a Mikhail Kalashnikov

Oltre alla statua del principe Vladimir, lo scultore Salavat Shcherbakov creò anche un monumento all’uomo passato alla storia per aver progettato il famoso fucile d’assalto AK-47, il Kalashnikov, ancora oggi in servizio in più di 50 paesi.

Il monumento fu eretto nel cuore di Mosca, in vicolo Oruzheyny, a pochi passi dall’omonimo centro commerciale che ricorda nella forma gli edifici delle Sette Sorelle staliniane

Su un piedistallo di cinque metri si erge la statua di Mikhail Kalashnikov che tiene in mano il suo famoso fucile. Ai suoi piedi, l'Arcangelo Michele trafigge un drago con una lancia (anche se di solito questa immagine raffigura San Giorgio, che fa parte dell'emblema ufficiale di Mosca). Il piedistallo è decorato con disegni e raffigurazioni del Kalashnikov e la scritta: "Ho creato un'arma per difendere la mia Patria".

Il monumento è ovviamente stato seguito da una pioggia di polemiche, poiché è dedicato a un’arma che ha ucciso milioni di persone. In molti, infatti, si sono chiesti: se questo è un monumento all'uomo, perché deve avere un kalashnikov tra le mani? Inoltre c’è chi ha definito la statua “molto brutta”, come il famoso gallerista Marat Gelman; secondo lui, il monumento a Kalashnikov sarebbe "arcaico" e "volgare".

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