Sette consigli russi per superare i peggiori periodi di crisi

Moskva Agency; Vladimir Manyukhin/artstation.com
A causa della tribolata storia della Russia, i suoi abitanti hanno maturato una grande esperienza nella gestione economica e psicologica dei momenti difficili

Oggi, in questi tempi di crisi globale e di grande incertezza per la pandemia di Covid-19, internet trabocca di post motivazionali e di tutorial psicologici su come non farsi prendere dallo sconforto in tempi difficili. Ma anche i russi hanno in questo voce in capitolo.

Che diritto abbiamo di parlare di quella che è chiamata “l’antica arte russa del cavarsela”? Prendetevi un attimo di tempo per pensarci: non c’è stata una sola generazione di russi che non abbia vissuto una qualche crisi nazionale o globale e non abbia dovuto reagire e resistere. Diamo uno sguardo indietro: prima di questo virus, ci sono state la crisi finanziaria russa del 2012-2013, con il forte deprezzamento del rublo nel 2014-15, quella internazionale del 2008, il default russo del 1998… E prima, il crollo dell’Urss nel 1991, preceduto dalla catastrofe nucleare di Chernobyl del 1986, avvenuta durante una crisi economica già dura, con mille carenze… Si può dire che il popolo sovietico abbia vissuto relativamente bene tra la fine della Seconda guerra mondiale, con la ricostruzione, e gli anni Ottanta. Beh, se si può chiamare “vivere bene” l’esistenza in un regime totalitario appena uscito da un conflitto devastante con 26 milioni di morti, ed entrato nell’epoca della Guerra Fredda e della corsa alle armi con gli Stati Uniti.

E prima? Le rivoluzioni del 1917 e del 1905 e il disastro economico avvenuto dopo la mal realizzata abolizione della servitù della gleba del 1861… Insomma, chiedete a qualsiasi bàbushka russa e avrà sicuramente qualche consiglio utile per superare le crisi. Queste nonnette russe potrebbero essere più brave di certi guru del web…

1 / Non risparmiate troppo

A causa degli eventi sopra elencati, la maggior parte dei russi non ha mai avuto molti soldi o risparmiato troppo. Di conseguenza, hanno imparato a saper vivere con poco. Di primo acchito potrebbe non sembrare così, dopo aver visto alcuni dei nostri compatrioti sperperare milioni in feste e jet privati. Ma sapete chi sono le persone più disposte a comportamenti sardanapaleschi? Proprio quelli che sono stati poveri di recente. Sareste sorpresi di vedere quanti russi sanno come sbucciare le patate senza sprecare un briciolo di polpa. O sopravvivere con 10 euro una settimana intera. No, non bisogna per forza usare queste “abilità”. Ma conoscerle aiuta.

E poi, quando non hai nulla, non hai nulla da perdere. Nei secoli precedenti, i famosi criminali russi e sovietici non amavano vantarsi dei loro tesori e delle loro ricchezze. Al contrario: il codice della mala richiedeva loro di non possedere niente.

2 / Restate fedeli alla casa e alla comunità

Nell’elenco dei Paesi, per densità di popolazione la Russia occupa il 181° posto (con 8,4 persone per chilometro quadrato, contro le 206 dell’Italia, che in quella classifica è al 39º posto). Quasi due terzi del territorio del Paese sono aree estremamente difficili da raggiungere. È un’abilità tutta russa quella di vivere in luoghi scarsamente popolati. E imparare a sopravvivere se non da soli, con pochissime persone intorno. La tua casa diventa la tua fortezza e i tuoi vicini e la tua famiglia sono la tua squadra. Nella Russia zarista, i contadini non vivevano da soli: facevano sempre parte della comunità del villaggio, chiamata obshchina (“община”, letteralmente “comunità”). Quando ci sono centinaia di chilometri tra il tuo villaggio e quello più vicino, la vita comunitaria diventa una necessità.

In seguito, la politica del governo sovietico di fornire ai suoi cittadini gratuitamente gli alloggi ebbe un aspetto che ricordava la vecchia servitù della gleba, quando i contadini erano legati all’appezzamento di terra. Nell’Urss, infatti, le persone ricevevano un appartamento che, sebbene non appartenesse loro ma fosse statale, veniva registrato a loro nome (le pratica si chiamava “propiska”; “registrazione di residenza”). E visto che in epoca sovietica non esisteva un mercato immobiliare, una propiska significava in pratica non potersi muovere da lì, a meno che lo Stato non decidesse di trasferirti in un altro luogo di lavoro e quindi di assegnarti un nuovo appartamento.

3 / La casa è la vostra fortezza

Come probabilmente avrete già capito, in Russia non c’è mai stato un mercato finanziario stabile. E fondamentalmente, la maggior parte dei russi è sempre stata molto indebitata. Quindi per quel poco che avevano, dovevano trovare un asset davvero stabile. Per secoli, si trattò del loro piccolo appezzamento di terra personale.

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I contadini dei villaggi russi lavoravano nelle terre che appartenevano ai loro proprietari, ma avevano anche i loro piccoli appezzamenti su cui vivevano, su cui costruivano la loro casa e coltivavano alcune verdure. Questi appezzamenti, le case e gli effetti personali erano tutto ciò che la maggior parte dei russi possedeva davvero. E nella Russia post-sovietica, dopo la privatizzazione di massa di case e appartamenti passati dallo Stato ai residenti, gli alloggi personali rimangono la risorsa più stabile per quelli di noi che li posseggono. Più della metà della popolazione, ossia circa 78,8 milioni di persone, sono attualmente proprietari di immobili.

Bisogna poi ricordare che il 46% dei russi possiede anche una dacia, una casa di campagna, il che ci porta al prossimo consiglio russo.

4 / Preparatevi un buen retiro in campagna

La ritirata strategica è stata a lungo l’arma segreta de comandanti russi. Naturalmente, perché potevano. Quando operi nel Paese più grande del mondo, c’è sempre un po’ di spazio. Ed è così che i russi hanno sconfitto due dei più grandi eserciti del mondo, quello di Napoleone e quello di Hitler, ritirandosi verso l’interno del Paese, riassestandosi su posizioni più sicure e sfinendo il nemico, al fine di accerchiarlo e colpirlo duramente quando ormai era sfiancato.

Quindi, quando ne avrete abbastanza del mondo e delle sue crisi, ritiratevi alla dacia. E quando è troppo costoso vivere e nutrirsi in città, andate in campagna, ma siate pronti a darvi da fare e a risolvere da soli i problemi.

5 / Siate autosufficienti

Com’è che i russi avrebbero potuto esplorare, popolare e civilizzare le vaste terre della Russia se avessero dovuto aspettare indicazioni da parte delle autorità a ogni passo? In passato, quando la corrispondenza richiedeva mesi per raggiungere aree remote, molti russi dovevano agire da soli, a proprio rischio, prendere le proprie decisioni e rischiare la pelle. 

Ekaterina Dzalaeva, 83 anni, una postina osseta, che ha trascorso mezzo secolo a percorrere 40 chilometri ogni giorno per consegnare la posta ai villaggi di montagna, afferma che la cosa più facile per lei è “essere in giro, parlare con la gente” e fare il suo lavoro.

Una ricerca sociologica del 2016 sulla cosiddetta “economia del garage” nelle regioni russe ha mostrato che, ad esempio, nella regione di Samara, il 40% dei pezzi di ricambio delle automobili erano prodotti da soli in garage dalle persone, e nella regione di Uljanovsk, la produzione privata rappresentava l’80% di tutta la produzione di mobili della regione. Secondo altre ricerche, circa il 25% della popolazione attiva in Russia (circa 15-17 milioni di persone) è attualmente un lavoratore autonomo.

Ma essere un lavoratore autonomo significa che è essenziale avere capacità comunicative o quantomeno di socializzare.

6 / Costruitevi reti

Di recente, un idraulico dipendente da una società ha riparato la mia vasca da bagno e l’ho visto meravigliosamente svolgere un lavoro davvero complicato. La prossima volta che avrò bisogno di aiuto per l’impianto idraulico, preferirei chiamarlo personalmente, piuttosto che attraverso la sua compagnia; e potrebbe anche darmi numeri dei suoi amici che possono aiutarmi a cambiare le finestre o qualcos’altro, in quel tipo di interazione “Conosco un ragazzo che conosce un ragazzo…” e continua all’infinito. In tempi di crisi, questa rete funziona anche senza denaro, magari a scambio di lavoro; ma l’aiuto reciproco russo non è per i solitari. È necessario saper entrare in confidenza con le persone per far parte della rete. Probabilmente i russi hanno ereditato questa capacità dai tempi dell’obshchina…

Ma che fare adesso, nel 2020, durante l’epidemia di coronavirus, in cui è importante il distanziamento sociale? Bene, secondo le analisi russe, oltre l’80% dei russi utilizza Internet e il 65% lo fa ogni giorno. Milioni di scolari si stanno preparando a studiare online, utilizzando varie piattaforme di studio a distanza, streaming video, messaggistica ecc. E in Russia hanno già inventato persino i bar online, dove bere qualcosa insieme pur restando ognuno a casa propria. Insomma, socializzare non è sempre questione di interazione fisica.

7 / Non sforzatevi di sorridere

“Non abbiamo mai vissuto bene, e non vale la pena di iniziare ora”, è un cupo proverbio russo. Ma quando le cose vanno davvero storte, questo nichilismo un po’ cinico può aiutare a far fronte ai problemi. Ogni epoca della storia russa ha le sue battute, e la situazione attuale con il coronavirus non fa eccezione. Quindi, affrontare la situazione con una dose di umorismo, anche nero, è sempre una buona idea. 

E in tempi come questi, potete anche permettervi di indossare un tipico “volto russo”; senza sorriso. Aiuta davvero non dover far finta di essere per forza di buon umore, quando stai lottando. E avere un buon carattere e essere di supporto agli altri non richiede continuamente un sorrisone da pazzo. Prendete le cose con calma e con equilibrio.


È vero che i russi non sorridono mai? La risposta in queste foto 

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