L’incontro tra Putin e Obama al vertice Apec

22 novembre 2016 Aleksej Timofejchev, RBTH
Crisi siriana e Ucraina: questi i temi affrontati nei pochi minuti di colloquio tra i due leader a Lima. Il capo del Cremlino: “Dialogo difficile con gli Usa negli ultimi anni” ma “saremo lieti di accogliere Obama in Russia”
US President Barack Obama (L) and Russia's President Vladimir Putin (2R
L'incontro tra Vladimir Putin e Barak Obama durante il summit dell'Apec. Fonte: AFP/East News

Il vertice dell’Apec, che ha avuto luogo a Lima, in Perù, dal 19 al 20 novembre, si è svolto sullo sfondo dei risultati delle elezioni presidenziali appena concluse negli Stati Uniti che hanno visto la vittoria del repubblicano Donald Trump. Il neo-eletto Presidente ha ribadito più di una volta la necessità di cooperare con la Russia e nella sua vittoria si è cercato di rintracciare una “pista russa”. Nel contesto delle drastiche azioni intraprese dell’amministrazione Obama nei confronti di Mosca e della sua aspra retorica, l’elezione di Trump ha creato un clima di eccitante attesa intorno agli eventuali contatti che vi sarebbero stati nella capitale peruviana tra il Presidente uscente e il leader russo.

Il primo giorno del summit il portavoce di Putin, Vladimir Peskov, ha annunciato che si sarebbe tenuto un incontro straordinario tra i Presidenti di Russia e Stati Uniti, non previsto dall’agenda; un incontro “in piedi”, al margine di un’iniziativa già in programma a cui avrebbero partecipato tutti i leader dei Paesi aderenti all’Apec.

Un invito in Russia per Obama

L’incontro con Obama è durato solo qualche minuto e il video del dialogo è subito circolato nel web. Come ha comunicato Putin alla conferenza stampa che si è tenuta alla fine del vertice, benché “negli ultimi anni dialogare sia stato difficile e collaborare insieme complicato”, la stima reciproca tra i due Presidenti è rimasta immutata. Putin ha ringraziato Obama per “questi anni di collaborazione congiunta” e ha dichiarato che sarà lieto di accoglierlo in Russia, qualora il Presidente uscente prenda in considerazione l’idea di visitare la Federazione Russa.

A sua volta Obama, riferendo dell’incontro, ha detto di aver esortato Putin a collaborare nell’attuazione degli accordi di Minsk-2 sull’Ucraina, allo scopo di ottenere esiti positivi in quest’ambito entro la fine della sua permanenza alla Casa Bianca entro il gennaio del 2017. Obama ha inoltre ribadito la necessità di ottenere una tregua umanitaria per la città di Aleppo che possa sfociare in futuro in una regolamentazione politica della crisi siriana. 

Gli altri incontri

Oltre all’incontro con Obama, Putin ha avuto una serie di colloqui più proficui e prolungati con i leader di alcuni Paesi della regione. Di particolare interesse sono risultati gli incontri con i leader di Giappone e Filippine. Il colloquio con il primo ministro giapponese si è contraddistinto per la sua particolare cordialità: Shinzo Abe e Putin si sono dati del tu durante la conversazione. Accennando alla visita ufficiale di Putin in Giappone, Abe ha promesso di accogliere Putin in un albergo di stile tradizionale giapponese dotato di acque termali col trattamento che si riserva agli ospiti più cari. Com’era prevedibile, uno dei temi nodali della visita riguarderà la discussione sulle nuove proposte di Tokyo in merito alle isole Curili.

A Lima Putin ha incontrato per la prima volta il Presidente filippino Rodrigo Duterte, noto per le sue controverse dichiarazioni. Questa volta, tuttavia, Duterte si è astenuto da gaffe clamorose. Si è limitato a elogiare le qualità da leader del suo interlocutore e ha biasimato i Paesi occidentali che cercano di intimorire i piccoli stati, definendo la loro una “dimostrazione d’ipocrisia”. A detta di Gleb Ivashentsov, esperto dei Paesi della regione Asia-Pacifico dell’Accademia presidenziale di economia nazionale e amministrazione pubblica, i colloqui con Duterte sono un evento importante poiché le Filippine, che prima si trovavano nell’orbita americana, manifestano oggi l’intenzione di intensificare le relazioni con la Cina e la Russia. L’esperto ha ricordato nell’intervista a Rbth che questo Paese coi suoi 100 milioni di abitanti rappresenta un mercato di vendita importante.

Secondo Ivashentsov, l’attuale vertice dell’Apec riveste un’importanza decisiva per lo sviluppo dell’alleanza. Ciò dipende dal fatto che il progetto americano dell’Accordo transpacifico di cooperazione economica (Ttp) è ancora in via di definizione: Donald Trump ha dichiarato di non voler appoggiare il progetto. In tale contesto si aprono nuove opportunità per un’estensione della zona franca dell’Apec. Mosca appoggia il progetto della Ftz (Zona di libero scambio) dell’Apec, dato che non è stata invitata a far parte del Ttp.

L’arresto di Ulyukaev

A Lima Putin ha rilasciato per la prima volta un commento personale sulla notizia clamorosa dell’arresto del ministro Aleksej Ulyukaev, accusato di aver preso una tangente. Il Presidente russo lo ha definito un “episodio triste”, ma ha aggiunto che quanto è accaduto non solo non nuocerà al clima produttivo del Paese (secondo i timori espressi da alcuni analisti), ma, al contrario, gli darà un nuovo impulso.

Ha inoltre precisato che l’arresto di Ulyukaev non avrà alcuna ripercussione sui suoi rapporti con il governo, né si rifletterà sulla situazione della maggiore compagnia petrolifera russa, Rosneft, anch’essa coinvolta nella vicenda del ministro. Proseguendo il discorso sul tema petrolifero, Putin ha inoltre dichiarato che la Russia è pronta a congelare il livello di estrazione del petrolio, se verranno raggiunti accordi in merito coi Paesi dell’Opec.

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