Cinque segreti del Cremlino di Mosca

Vladimir Sergeev/Sputnik
Lampadari, pozzi, vie antiche, vecchi affreschi e fantasmi di edifici distrutti che riaffiorano durante gli scavi. Ecco alcuni dettagli misteriosi del cuore della Russia

1 / Gli antichi affreschi sotto l’iconostasi

La Cattedrale della Dormizione (talvolta nota in italiano anche come Cattedrale dell’Assunzione; in russo: Uspénskij sobór) costruita alla fine del XV secolo, è il luogo sacro principale del Cremlino, dove venivano incoronati i sovrani della Russia. Un incendio nel 1626 danneggiò gravemente la chiesa e nel 1642-1643 lo zar Mikhail Fjodorovich (Michele di Russia) ordinò di togliere di mezzo i vecchi affreschi e di dipingere di nuovo il tempio.

Che sorpresa è stata per i restauratori moderni quando un antico dipinto è apparso sotto l’iconostasi! “Abbiamo trovato tre ordini di ornamenti senza iscrizioni e sopra medaglioni con immagini di santi”, racconta il curatore della cattedrale Aleksej Barkov. “Le due composizioni in superficie sono dipinti del 1643, come la maggior parte dei dipinti della cattedrale. Quelle inferiori risalgono o alla fine del XV secolo, quando fu dipinta la prima iconostasi, oppure al 1515, data del completamento dei dipinti della cattedrale.” Su uno degli affreschi sono state trovate tracce dei fissaggi della prima iconostasi, e questo ci permette di capire perché gli affreschi sono sopravvissuti. Molto probabilmente, era scomodo distruggerli. I restauratori continueranno la ricerca di pitture antiche.

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2 / Un lampadario fatto di argento rubato

Dopo la “visita” dell’esercito di Napoleone a Mosca nel 1812, quasi tutto l’argento scomparve dalla Cattedrale della Dormizione. A sopravvivere intatta fu solo la tomba con le reliquie del metropolita Giona di Mosca (noto anche come Iona), che, secondo la leggenda, apparve ai francesi con un pugno minaccioso, facendoli persuadere che non valesse la pena di rischiare. Ma quando l’esercito di Napoleone si ritirò, il bottino (circa 300 kg di metallo prezioso!) fu abbandonato. Era stato però già fuso e nel 1817 vi fu realizzato un grande lampadario da chiesa, con l’immagine di fiori e viti. Oggi può essere visto nella Cattedrale della Dormizione.

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3 / La strada più antica

Diversi secoli fa, sul territorio del Cremlino di Mosca vivevano boiardi e mercanti, e vi si trovavano i chiostri dei monasteri e gli appartamenti degli ufficiali. C’erano strade strette strette, fiancheggiate da vari edifici. Dai tempi di Ivan III, detto il Grande, qualcosa fu costantemente ricostruito qui: nuove strade venivano tracciate, vecchi edifici venivano demoliti ed altri erano eretti al loro posto, e anche i monumenti avevano lo stesso destino. Il Cremlino oggi è composto da ampie piazze e verdi giardini, ma qui è sopravvissuta una strada senza nome. Si trova tra il Palazzo del Patriarca e la Cattedrale della Dormizione e conduce, da un lato, sulla Piazza delle Cattedrali e dall’altro, all’ingresso principale della cattedrale. Volete vedere com’era il Cremlino centinaia di anni fa? Orientatevi con la croce sul lato sinistro dell’edificio della Cattedrale della Dormizione.

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4 / Fantasmi di edifici distrutti

Il Cremlino ha perso molti monumenti architettonici, sia nel primo decennio dopo la Rivoluzione, sia durante le numerose ricostruzioni precedenti. Al posto di alcuni di essi sono rimasti interessanti resti. Frammenti della fondazione del Piccolo Palazzo di Nicola, dove l’imperatore Nicola I amava sostare quando era a Mosca, si aprono sulla piazza di fronte alla Campana dello Zar. Frammenti del Monastero di Chudov, distrutto nel 1929, possono essere visti attraverso un vetro nelle vicinanze. Dietro questo sito archeologico c’è un nuovo museo sotterraneo, che si prepara ad aprire presto.

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5 / Un pozzo misterioso

Nella Torre Uglovaja Arsenalnaja (Torre d’angolo dell’Arsenale), che si trova accanto alla Tomba del Milite Ignoto) c’è l’unico pozzo superstite del Cremlino e uno dei più antichi di Mosca. La torre fu costruita alla fine del XV secolo proprio sul luogo di una sorgente, per rifornire d’acqua la fortezza in caso di assedio. Il carattere di questa sorgente si è rivelato instabile: il livello dell’acqua è salito più volte fino ad allagare l’intera stanza. Solo nel 1975 gli specialisti sovietici riuscirono a capire come questo problema fosse stato risolto nell’antichità. Scoprirono che una galleria conduce dal pozzo al fiume Neglinka, ormai completamente incanalato e coperto, permettendo di drenata l’acqua in eccesso. Ma quando la galleria è intasata di detriti, la sorgente allaga la torre. Ora nessuno usa il pozzo, anche se tecnicamente funziona, e ancora oggi scarica l’acqua in eccesso nella Neglinka. I turisti non possono entrare qui per motivi di sicurezza.


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