Come divertirsi a San Pietroburgo: 12 consigli, uno per ogni mese dell’anno

Avete mai camminato sui fiumi ghiacciati in un gelido febbraio? O visitato Tsarskoe Selò in un coloratissimo ottobre? Ecco i modi migliori per esplorare l’ex capitale russa, almeno secondo chi ci abita

Gennaio:Passeggiare lungo la Prospettiva Nevskij e visitare l’Ermitage

Durante le lunghe vacanze per il nuovo anno, i pietroburghesi hanno, finalmente, la possibilità di visitare il centro della città, passeggiare lungo la Prospettiva Nevskij, decorata in modo sontuoso, andare a trovare gli amici, frequentare musei e assistere a concerti. Ogni anno il museo dell’Ermitage ospita una mostra della Fabbrica Imperiale di Porcellana. Per evitare le folle, Nina Astashkina, di professione guida turistica, raccomanda di fare le visite non prima delle quattro del pomeriggio, ma è comunque meglio farle il mercoledì e il venerdì dopo le sette (in quei giorni i musei sono aperti fino alle nove di sera).

Febbraio:Sciare nella Regione di Leningrado, o camminare sui suoi fiumi ghiacciati

Le foreste di San Pietroburgo sono perfette per lo sci di fondo. I luoghi più popolari sono Zelenogorsk e Komarovo, facilmente raggiungibili con un elektrichka (un classico treno per pendolari) dalla stazione Finlandia. È anche possibile affittare sul posto tutto l’equipaggiamento necessario.
Febbraio è il mese in cui i laghi, di solito, ghiacciano e i la gente del posto più coraggiosa ne approfitta per camminare lungo il fiume Fontanka o pattinare sul canale Griboedov. I più audaci e romantici organizzano perfino delle feste sul ghiaccio.

Marzo: Comincia la stagione della tintarella alla fortezza di San Pietro e Paolo

Gli abitanti della città hanno uno speciale rapporto d’amore con il sole, dal momento che la città se o gode solo 70 giorni all’anno. A marzo, quando le temperature possono ancora aggirarsi intorno agli 1-5 gradi, potrete vedere tante persone intente a prendere il sole lungo le mura della fortezza di San Pietro e Paolo. Il fotografo Sergej Gurin viene spesso qui per fotografare la fortezza, e li incontra. “Mi piace riprenderli, anche se sono i soggetti fotografici più ingrati: di solito mi offendono”, spiega. Fino alla fine degli anni Novanta le persone nuotavano anche nei dintorni della fortezza. Oggi è proibito, ma la tradizione della tintarella è rimasta.

Aprile: Mangiare la korjushka

Korjushka è il termine russo per “sperlano”, cioè un pesce degli Osmeridi che vive nel golfo di Finlandia e nel lago Ladoga. Durante la primavera viene venduto dappertutto e tutti lo riconoscono dal suo odore inconfondibile di cetriolo fresco. I ristoranti organizzano delle “settimane della korjushka”, mentre gli abitanti del luogo lo comprano nei mercati o nei banchetti delle strade per cucinarlo a casa. Il pesce, se fritto, si abbina bene alla birra del luogo, la Nevskoe.

Maggio: Bighellonare con in mano una macchina fotografica

A maggio la città è così affollata di turisti che gli abitanti raccomandano di munirsi di una macchina fotografica e andare in giro per i labirinti dei giardini per ammirare le facciate dei palazzi. Lera Melnikova se vede un cancello aperto che dà su un giardino, si infila in questa tana di coniglio senza esitare. “Trovo sempre qualcosa di interessante. Non sono mai rimasta delusa, dice. Anche fare un tour dei tetti, in modo da vedere la città dall’alto, è una bellissima opzione. Le serate di maggio sono anche un ottimo periodo per andare nei bar e, per fortuna, San Pietroburgo ne ha tantissimi, per ogni gusto.

Giugno:Godersi le Notti Bianche
Gli abitanti della città sono abituati alle Notti Bianche

Eppure, le amano lo stesso. Sono “il periodo più romantico dell’anno”. In ogni caso non li troverete in mezzo alle folle che popolano i lungofiume della Neva per vedere alzarsi i ponti mobili. Preferiscono zone più tranquille, in particolare quelle parti dei fiume Moika o Fontanka lontane dalla prospettiva Nevskij. Il percorso più mistico parte da piazza Sennaja e percorre il canale Griboedov, una zona ben descritta da Dostoevskij nei suoi libri. Si consiglia di andare nelle prime ore del mattino, quando la città sarà coperta da una nebbiolina fatata.

Luglio: Fare un picnic in campagna

Visto che è estate e la città è piena di turisti, i pietroburghesi cercano di passare più tempo possibile nelle loro dacie. E naturalmente lo shashlik è protagonista. L’expat messicana Sylvia Sura Dupont, che vive nella città da quattro anni e mezzo, considera un must le grigliate di luglio: che siano al lago, sul fiume o in riva al mare. “La prima volta ci sono andata con i miei amici, che avevano una dacia a Roshcino (a circa 63 chilometri dalla città). Non capivo perché avessimo bisogno della macchina per visitare un lago vicino fino a quando non hanno aperto il baule e hanno estratto una cassetta di metallo, del carbone e della carne marinata”, ricorda. “Da lì in poi mi sono abituata a vedere barbecue su tutte le rive possibili, soprattutto dalle parti di Sestroretsk e Zelenogorsk”.

Agosto: Fare una festa in barca

Ai turisti piacciono i tour in barca, mentre gli abitanti del luogo preferiscono noleggiarne una per celebrare matrimoni, lauree e compleanni. Possono offrire un servizio di catering o solo di bevande, con tanto di musica e danze sul ponte. Sono molto popolari anche i giri sullo yacht, quelli sullo stand-up paddle e l’esplorazione dei fari. Quando le notti di agosto si fanno più lunghe è il momento migliore per guardare il tramonto. Senza nemmeno lasciare la città si può visitare il parco del Trecentesimo anniversario di San Pietroburgo, o la nuova area degli artisti, “Sevkabel Port”, per godersi lo splendido panorama del Golfo della Finlandia.

Settembre: Andare a raccogliere funghi e mirtilli


I russi nutrono una vera e propria passione per le “cacce tranquille”. E la natura della Regione di Leningrado (a differenza della città la regione circostante ha mantenuto il nome sovietico) ha molto da offrire: mirtilli neri e rossi, lamponi e almeno 200 tipi diversi di funghi. Per questa attività però sarà necessario avere con sé un amico russo esperto, delle scarpe e dei vestiti adatti. Se non fa per voi, basterà andare ai mercati Sennoj, Andreevskij e Kuznechnij per vedere cosa offrono i venditori del luogo.

Ottobre: Fuga autunnale a Tsarskoe Selò

Il “villaggio dello Zar” è un’antica residenza dei Romanov, a circa 24 chilometri a sud del centro della città. I turisti spesso si recano qui per visitare lo splendido Palazzo di Caterina e la sua celebre Camera d’Ambra, ma gli abitanti del posto ci vanno per vedere gli aceri e i loro colori. L’insegnante di storia Olga Khristoljubova ci va, spiega, ogni autunno con suo marito per poter afferrare un poco di quella bellezza evanescente. “Portiamo con noi un thermos di vin brulé, ascoltiamo il canto delle foglie e il rumore del vento. È meglio durante i weekend, quando laggiù non c’è quasi nessuno”.

Novembre: Cadere in depressione

San Pietroburgo, a novembre, si trasforma nel peggior luogo del pianeta. La pioggia è costante, sale l’oscurità e in tutto il mese può esserci soltanto un unico giorno di sole. In questo periodo i pietroburghesi cominciano a lamentarsi costantemente del tempo sui social media e parlano solo della loro depressione (l’attività più creativa al riguardo è scrivere poesie nello stile di Brodskij). Il miglior modo di sopravvivere è organizzare feste casalinghe con del vino, o uscire a bere nei numerosi bar della città, magari discutendo sulle parole di Dostoevskij: “Sono pochi i posti dove si possono trovare tante influenze tetre, penetranti e strane sull’anima dell’uomo, come a San Pietroburgo.”.

Dicembre: Trova lo spirito del Nuovo Anno al Teatro Mariinskij o alla Filarmonica

Grazie alla neve e alle vicine vacanze invernali la vita migliora per gli abitanti della città. Parte la corsa ai regali per il Capodanno, si scelgono gli alberi di Natale e si organizzano le vacanze. Visto che San Pietroburgo è considerata la capitale culturale della Russia, in tanti non riescono nemmeno a immaginare la fine dell’anno senza vedere “Lo Schiaccianoci” al teatro Mariinskij. È molto popolare, il 31 dicembre, assistere a un concerto.
Julia Zhukova, che lavora al museo Fabergé, spiega che i suoi colleghi hanno la tradizione di assistere a un concerto della Filarmonica la sera dell’ultimo dell’anno. “Finiscono di lavorare alle sei del pomeriggio e poi vanno ad ascoltare musica classica anziché preparare l’insalata russa”.

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