Professione infermiere

Elvira Mikhailovna da 18 mesi lavora in Cecenia per insegnare il mestiere alle giovani infermiere del posto (Foto: RIA Novosti)

Elvira Mikhailovna da 18 mesi lavora in Cecenia per insegnare il mestiere alle giovani infermiere del posto (Foto: RIA Novosti)

In Cecenia mancano operatori sanitari, soprattutto donne. L'esperienza di Elvira Mikaihlovna, che con 30 anni di carriera alle spalle, si è trasferita a Grozny per formare nuove leve ospedaliere

Nella Repubblica cecena c’è carenza di infermieri. O meglio, ci sono abbastanza giovani donne istruite in medicina, ma che non hanno alcuna esperienza. Per affiancare il medico non basta, infatti, solo superare gli esami in una scuola di Medicina, ma è necessaria l’esperienza.

Elvira Mikaihlovna ha lavorato tutta la vita come infermiera, nonostante la bassa paga e il pesante carico di lavoro. È stata invitata in Cecenia dalla vicina repubblica di Kabardino-Balkaria per insegnare alle ragazze in possesso del certificato di abilitazione a lavorare in ospedale; poche persone, però, sono disposte ad assumersi la responsabilità di insegnare questa professione e di trasferire l’amorevole gentilezza necessaria per svolgerla.

Elvira Mikhailovna non ha scelto la sua professione per caso. Una delle sue sorelle aveva subito l’amputazione di un polmone e ha sempre dovuto far ricorso a cure mediche. Per questo la ragazza voleva aiutarla. Ma il suo desiderio di offrirle il proprio aiuto combatteva con l’ambizione civettuola di creare profumi.

“Volevo diventare un chimico, un profumiere, per lavorare con i profumi. Ma mia sorella mi ha suggerito che si trattava di una professione poco pratica e che avrei fatto meglio a dedicarmi alla medicina”, ha raccontato. Il consiglio della sua parente malata l’ha portata a frequentare la scuola di Medicina. “Ho iniziato nel 1978 e due anni dopo ho conseguito, con lode, il diploma di infermiere”, ricorda Elvira.

“Avrei voluto prendere la laurea in Medicina, ma la mia situazione familiare non me lo ha permesso. Mi sono sposata e mi sono trasferita dalla nostra città natale Nalchik a Mosca con mio marito che stava studiando presso un istituto. I nostri genitori non potevano però sostenere economicamente due studenti, così ho trovato un lavoro. Poi, insieme a mio marito, ho preso una seconda laurea in Legge, ma non desideravo fare altro che dedicarmi alla medicina. La mia laurea in Legge è rimasta a casa abbandonata su una mensola”.

Diciotto mesi fa, Elvira Mikhailovna è stata invitata in Cecenia per formare le giovani infermiere. Tuttavia, non è stato così facile. “Durante l'anno e mezzo in cui ho lavorato qui ho avuto una sola allieva. Che poi è diventata un’infermiera della sala operatoria. Sto ancora sostituendo la caposala, non riesco a trovare studenti. Spero che ci sia qualcuno che voglia imparare il mestiere, altrimenti non riuscirò a portare a termine il mio compito”, dice l'operatore sanitario.

Elvira sostiene che essere caposala è difficile, ci sono un sacco di scartoffie e i giovani preferiscono lavorare in posti meno impegnativi. “La gente studia a malincuore perché la certificazione per qualificarsi è costosa, a fronte di un basso stipendio. Dobbiamo lavorare per 2-3 mesi per risparmiare i soldi per i documenti. In Cecenia, lo stipendio di un infermiere agli inizi della carriera è di circa 5.000 rubli al mese. Dopo tre anni di lavoro, si può avere un aumento”, dice Elvira. In qualità di specialista dotata delle qualifiche più elevate, con 30 anni di esperienza di lavoro alle spalle e due incarichi, ogni mese guadagna circa 13mila rubli. Tutti coloro che lavorano negli ospedali devono infatti ricoprire due posizioni e qualche volta lavorare per diverse istituzioni mediche.

Tuttavia, nessuna privazione o basso salario potrebbero spingere Elvira a cambiare professione o a optare per un posto di lavoro più comodo.

“Ho sempre pensato che questo è ciò che dovevo fare. Ogni giorno mi rendo conto che la gente ha bisogno di me. La professione infermieristica è una delle più difficili, ma d'altra parte è così semplice che molte ore di lavoro passano senza accorgersene. Durante le operazioni, sono sempre stata sicura che sarei stata accanto al chirurgo. Se posso aiuto le persone, che poi è ciò che dovrei fare. Se non curiamo noi le persone, chi lo farà allora? Adesso mi sento appagata. Vorrei solo mettere la mia esperienza a disposizione degli altri ed è per questo che sono venuta a Grozny”, aggiunge.

Durante la settimana, Elvira risiede nella capitale della Repubblica cecena e nel fine settimana si reca a Nalchik, dove si trova la sua famiglia. “Quando lavoro durante la settimana, vivo a casa di un mio collega. Sono davvero brave persone, che mi lasciano vivere nella loro casa senza ricevere denaro in cambio. Il nostro ospedale non ha nemmeno pensato a degli alloggi per i propri dipendenti”, ha detto con un po’ di tristezza. Il suo contratto dura 18 mesi e alla scadenza tornerà a casa, dove si dedicherà alla pratica dei massaggi nell’ambito della sua attività infermieristica, una nuova specializzazione che sta apprendendo tramite video tutorial su YouTube e facendo pratica su suo marito.

Elvira è certa che si può diventare infermieri solo per vocazione. “Averla è una benedizione, dopo tutto non tutti trovano la propria vocazione”, conclude.

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