Sei modi di dire russi incomprensibili per gli italiani

Le espressioni idiomatiche sono una delle cose più complesse da rendere quando si traduce da una lingua all’altra, da una cultura all’altra. Il russo ne è ricco, e qui potrete entrare in confidenza con alcune delle più diffuse e sorprendenti

Uscire fuori dalla pelle (Лезть из кожи вон)

Idee? Ipotesi? Gli italiani potrebbero pensare al loro “non stare più nella pelle”: attendere qualcosa di piacevole con impazienza. Sarebbero fuori strada. Quando i russi balzano fuori dalla pelle è perché si danno molto da fare per qualcuno o per qualcosa. Insomma, in Italia direbbero “farsi in quattro”.

Mangiare un cane (Cобаку съесть на чём-либо)

Tranquilli, in Russia non mangiano i cani. Ma il fraseologismo è diffuso. Cosa vorrà dire? Significa diventare esperti in qualche campo, abituarsi con successo a svolgere una mansione o a usare qualche nuovo strumento. In italiano si rende con “Farci la mano”.

Ecco dov’è sotterrato il cane! (Вот где собака зарыта!)

Povero Fido, ancora una volta ha fatto una brutta fine, in questa espressione idiomatica. Si usa quando si arriva al punto dove sta il problema, la difficoltà, o, in certi casi, anche un inganno o un tranello. Gli italiani scomodano un altro animale e dicono: “Qui casca l’asino!”.

Comprare un gatto nel sacco (Покупать кота в мешке)

Per par condicio, dopo il cane, ecco anche un modo di dire col felino. Ricorda un po’ il motto reso celebre da Trapattoni, “non dire gatto se non l’hai nel sacco”, ma il senso non è questo. Significa entrare in possesso di qualcosa senza averne valutato le caratteristiche e le reali qualità. Vale l’italiano “acquistare a scatola chiusa”.

È come se mi fosse caduta una montagna dalle spalle
(У меня как будто гора с плеч свалилась)

Sono molte le cose che possono cadere nei modi di dire. In italiano, per esempio, può “caderti il cielo addosso”, e sono guai. In questo caso, invece, la cosa è positiva. Sulle spalle avevi una montagna, ma è franata via. Si traduce con “Togliersi un peso dallo stomaco”.

Torniamo ai nostri montoni
(Вернёмся к нашим баранам)

L’espressione è entrata nella lingua russa, grazie a una farsa francese del quindicesimo secolo, che ebbe evidentemente molto successo, La farce de maître Pathelin. Durante un confusissimo e spassoso processo per un furto di montoni (in cui, addirittura, uno degli interrogati, su consiglio dell’avvocato, risponde a ogni domanda della corte solo con dei belati), il giudice, snervato, grida, a fronte delle continue digressioni: “Revenons à nos moutons!”. Insomma, in italiano sarebbe “torniamo a noi”, “torniamo al punto” o “torniamo a bomba”.

Disegni di Ilya Ogarev

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