
Provate a immaginare: avete sette anni, vi svegliate in una gelida e nevosa mattina del 31 dicembre, aprite gli occhi e vi trovate... in Unione Sovietica. In un angolo c'è un albero di Natale decorato, con palline di vetro a forma di piccoli cosmonauti, una stella rossa e... del mais! In cucina si sente il rumore del coltello sul tagliere: la mamma sta preparando l’insalata delle feste. È da tutta la mattina che lavora. Maja Kristalinskaja canta alla radio il suo famoso brano “A sneg idet” (E la neve sta cadendo). Aspettando che arrivi sera, si tolgono i calzini di lana dal termosifone - ormai caldi - e ci si dirige verso il cortile, dove qualcuno sta già facendo l'ennesimo pupazzo di neve.

Capodanno, 31 dicembre 1958
Aleksandr Ovchinnikov/Archivio di Ruslan Pavlov/Russia in photoEcco com’era la tipica mattina dell'ultimo giorno dell'anno per i bambini sovietici. Gli adulti, invece, iniziavano i preparativi molto prima: il 31 dicembre si celebra la festa più sentita e bisogna organizzare tutto per l’arrivo di parenti e amici. L’atmosfera era piena di magia.

Confezioni natalizie per la tavola di Capodanno esposte nel negozio Eliseevskij. Mosca, 1954
Anatolij Garanin/SputnikLa prima cosa a cui pensare era il cibo per la tavola di Capodanno. La “caccia” ai prodotti alimentari era qualcosa di speciale e iniziava con varie settimane di anticipo: in URSS c’era penuria di vari alimenti. Un barattolo di paté, un ananas in scatola o una confezione di cioccolatini potevano restare a lungo nell’angolo più remoto del frigo, in attesa di poterli servire a Capodanno. “È per l'ultimo dell'anno!”, era la frase con cui veniva liquidato ogni tentativo di “furto” anticipato.

Bazar degli alberi di Natale, 1986
Vladimir Fedorenko/SputnikIn epoca sovietica, molte persone addobbavano un vero albero di Natale in casa. Così, qualche giorno prima della festa, la gente si recava al mercato o cercava un abete nel bosco più vicino.

Bambini decorano un albero di Natale. Villaggio di Veljaminovo, 1983
Aleksandr Grashenkov/SputnikTutta la famiglia decorava l'albero. La maggior parte dei giocattoli veniva ereditata o fatta in casa. Tradizionalmente si insegnava a farli a scuola, durante le lezioni di artigianato. Molte decorazioni per l'albero di Natale erano a tema e dipendevano da ciò che in quel periodo veniva “promosso” a livello sociale: la corsa allo spazio e i progressi dell’agricoltura venivano celebrati con ninnoli a forma di cosmonauti o pannocchie.

Articoli natalizi nei grandi magazzini Detskij Mir di Mosca, 1982
Vitalij Saveliev/SputnikPoco prima di Capodanno si portavano i bambini ai mercatini natalizi allestiti nel negozio Detskij Mir o nel GUM (il principale grande magazzino della Piazza Rossa). Anche se non c'era nulla da comprare, la gente andava lì per respirare "l'atmosfera di Capodanno": questi luoghi, infatti, erano decorati in modo molto sfarzoso.

Cartoline natalizie
Dominio pubblicoI regali venivano preparati con largo anticipo, anche se non c’era tanta scelta (per questo anche un barattolo di sottaceti fatti in casa o una salsiccia potevano essere doni graditi). A volte si salutava qualcuno semplicemente con un biglietto di auguri: le cartoline sovietiche raffiguranti simpatici animali in una foresta innevata erano un classico.

Le celebrazioni di Capodanno nel Palazzo dei Congressi del Cremlino, 1971
Vladimir Ivanov/SputnikIl momento più atteso era la sfilata di Ded Moroz (la versione russa di Babbo Natale) e Snegurochka (la Fanciulla delle Nevi), che si teneva durante la settimana di Capodanno; di solito si svolgeva vicino all’albero di Natale che veniva allestito in una casa della cultura o in qualche teatro (la sfilata più importante si svolgeva vicino al Palazzo del Cremlino).

Festa di Capodanno all'asilo N. 1934 di Mosca, 1973
Viktor Chernov/SputnikChi non riusciva a procurarsi il biglietto per assistere alla sfilata di Babbo Natale, partecipava comunque alle feste in maschera che si tenevano in ogni asilo e nelle scuole.

Festa di Capodanno, 1963
TASSI costumi di Capodanno venivano cuciti a casa: di solito i ragazzi si travestivano da coniglietti e orsi, mentre le ragazze da fiocchi di neve, volpi e scoiattoli.

Preparando la tavola delle feste, 1971
Boris Kavashkin/SputnikLa vigilia di Capodanno le donne trascorrevano l'intera mattinata e il pomeriggio a preparare il cenone. In URSS esistevano diversi piatti classici per la notte di San Silvestro e tutti cercavano di fare del loro meglio: l’insalata Olivier (conosciuta in Italia come insalata russa), insalata di granchio, aringa in pelliccia, caviale rosso (nei momenti migliori): era questo il menu perfetto per Capodanno.
Mentre si preparava la tavola, la TV trasmetteva di sottofondo le commedie sovietiche di Capodanno, che ormai tutti conoscevano a memoria ma creavano l’atmosfera perfetta della festa. Il film più popolare è ancora “L'ironia del destino” (1975), di cui abbiamo parlato qui.
LEGGI ANCHE: Dieci film sovietici e russi di Capodanno per entrare definitivamente nell’atmosfera festiva

Ded Moroz (Nonno gelo) si tuffa nella neve. Oblast' di Mosca, 1985
Valerij Zufarov/TASSÈ stato dopo questo film che molti uomini sovietici hanno adottato la tradizione di andare alla banja con i loro amici il 31 dicembre, per lavarsi prima di salutare l’anno nuovo.

Brindisi di Capodanno, 1971
Boris Kavashkin/SputnikLa sera tutta la famiglia si riuniva intorno alla tavola: il Capodanno in Unione Sovietica, come il Natale in Occidente, era una festa di famiglia.

1 gennaio 1986, il cosmonauta sovietico A. Leonov e sua moglie assistono a un discorso di Mikhail Gorbaciov, Segretario Generale del Comitato Centrale del PCUS, alla televisione
Albert Pushkarev/TASSDal 1970, cinque minuti prima della mezzanotte, la TV sovietica trasmetteva il discorso del capo di Stato alla nazione. All'inizio si trattava più che altro di una relazione annuale sui progressi compiuti, ma dall'epoca di Mikhail Gorbaciov ha assunto la forma di un messaggio d’auguri.

Brindisi di capodanno con tuffo nel ghiaccio nella città di Gorkij, 1967
TASSDopodiché veniva sempre mostrato in TV l’orologio della torre Spasskaja del Cremlino di Mosca, che contava i 12 rintocchi che mancavano all'arrivo del nuovo anno. Durante i rintocchi, tutti esprimevano un desiderio. Secondo la tradizione, bisognava scrivere il desiderio su un pezzo di carta, bruciarlo su una candela e gettare le ceneri in un bicchiere di champagne per poi berlo prima dell'ultimo rintocco (a dire il vero, non tutti rispettavano questo rituale, ma era importante aprire una bottiglia e versare lo champagne!).

L'esibizione di Iosif Kobzon nel programma televisivo di Capodanno "Goluboj ogonek", 1980
Valentin Mastykov/TASSDopo i brindisi, arrivava il momento della festa e delle danze. La TV mostrava trasmissioni con grandi ospiti come Jurij Gagarin, il primo uomo ad aver volato nello spazio. Questi programmi esistono ancora oggi e vengono trasmessi la notte di Capodanno in omaggio alla tradizione sovietica.
LEGGI ANCHE: Sette regole per trascorrere il Capodanno come un vero russo
Cari lettori,
a causa delle attuali circostanze, c’è il rischio che il nostro sito internet e i nostri account sui social network vengano limitati o bloccati. Perciò, se volete continuare a seguirci, vi invitiamo a:
Per utilizzare i materiali di Russia Beyond è obbligatorio indicare il link al pezzo originale
Iscriviti
alla nostra newsletter!
Ricevi il meglio delle nostre storie ogni settimana direttamente sulla tua email