Dieci fatti da sapere sull’uomo che unì la Crimea alla Russia

Johann Baptist von Lampi the Elder; Dominio pubblico
Di lui si diceva che da dietro le quinte governasse l’Impero. Di fatto, fu sicuramente l’uomo più amato da Caterina la Grande, ed ebbe un grande potere, che usò per rendere il Paese più grande e più forte

Raggiunse i suoi primi successi non grazie alla ricchezza, ma all’intelligenza

L'università di Mosca

Grigòrij Potemkin (1739-1791; il cognome si pronuncia Potjòmkin) era il figlio di un maggiore in congedo della provincia di Smolensk, che morì quando il futuro principe aveva 7 anni. Venne così allevato dalla madre, che in seguito lo iscrisse al ginnasio dell’Università di Mosca. Entrato all’università, un anno dopo gli fu assegnata una medaglia per i successi in campo scientifico, e dopo due era già uno dei migliori studenti in assoluto. Non terminò però gli studi universitari: attirò l’attenzione a Corte e iniziò il suo servizio nelle Guardie a cavallo.

Aspetto e carattere contribuirono alla sua fama

Il principe Grigorij Aleksandrovich Potemkin-Tauricheskij (1739-1791)

“Pur essendo molto alto, aveva una corporatura ben proporzionata, muscoli possenti e un bel torace. Naso aquilino, fronte alta, sopracciglia splendidamente arcuate, begli occhi azzurri, una carnagione splendida, con un delicato rossore; morbidi capelli ricci biondo chiaro, denti dritti, tanto bianchi da abbagliare”, così il suo biografo, lo storico Vasilij Ogarkov (1856-1918), avrebbe descritto il Potemkin nel fiore degli anni. Potemkin non aveva solo un bell’aspetto. Era un uomo forte e non aveva paura delle difficoltà. “Conosco le difficoltà, ma amo lavorare con le persone che le superano”, disse una volta.

“È molto coraggioso; si ferma sotto gli spari e dà tranquillamente ordini”, scrisse di lui il diplomatico austriaco Charles Joseph de Ligne (1735-1814). “Si preoccupa quando il pericolo sta per arrivare, ma poi, quando ci è in mezzo, sembra divertirsi, e quando il pericolo manca, ne sente la nostalgia… Con i generali parla di teologia, con i vescovi della guerra”.

Potemkin, come si potrà facilmente capire, era molto popolare tra le donne del suo tempo, e fece innamorare anche la più potente tra di loro, Caterina la Grande (1729-1796).

Potrebbe essere stato sposato con l’Imperatrice Caterina la Grande

Caterina la Grande ritratta da Dmitrij Levitskij

Tra i tanti favoriti dell’imperatrice Caterina II, Grigorij Potemkin fu quello a lei più vicino e rispettato. Si dice addirittura che si siano sposati in segreto. Secondo la tradizione russa, l’imperatrice non poteva prendere per marito un uomo separato da lei da un tale abisso sociale: lei era l’imperatrice, lui un nobile di rango piuttosto basso. E anche se a metà degli anni Settanta del XIX secolo, Potemkin era già un aiutante-generale, e proprietario di tenute gigantesche, aveva ottenuto tutto ciò durante la sua vita e non per antica nobiltà. E anche se era un pezzo grosso, non scorreva sangue reale nelle sue vene. Quindi, l’imperatrice non poteva sposarlo ufficialmente. Ma per molto tempo vissero nel Palazzo d’inverno proprio come marito e moglie. Le camere private di Potemkin erano direttamente sopra la camera da letto dell’imperatrice. Solo lui poteva entrare nelle camere dell’imperatrice in qualsiasi momento senza invito. In alcune lettere, lei si rivolse a lui con “Mio caro marito…, e si definì “moglie”, e “coniuge”.

Mantenne abitudini comuni, nonostante l’alto rango

Il principe Potemkin nella serie tv dedicata a Caterina la Grande e prodotta da HBO (2019)

Caterina, con la sua consueta mordace ironia, soprannominò Grigorij Potemkin “primo mangiatore d’unghie dell’Impero”. Infatti, quando rifletteva, iniziava sempre a mangiarsi le unghie e non riuscì mai a perdere questo vizio, neanche quando era ormai diventato la seconda persona più potente del Paese. Amava il cibo del popolo: pirozhkì, kasha, verdure crude, e se lo teneva sempre nella sua stanza. Nelle lettere private e nel trattamento dei subordinati, non risparmiava parolacce. Tuttavia, quando era necessario per la carriera, Potemkin era vestito in modo impeccabile e squisitamente educato.

Anche dopo che Potemkin cessò di essere il favorito di Caterina, rimase suo amico e consigliere

Jason Clarke nel ruolo di Grigorij Potemkin e Helen Mirren nel ruolo di Caterina la Grande nella serie tv

Nel 1774, Potemkin fu nominato governatore della nuova provincia (gubernija) della Nuova Russia (Novorossija, l’area a nord del Mar Nero che fu conquistata dall’Impero Russo alla fine del XVIII secolo. La regione includeva la parte meridionale della Zaporizhzhja e la costa settentrionale del Mar Nero). Potemkin non era più così vicino a Caterina e viveva male questa separazione. Ma fu lui che nel 1775 le presentò il suo subordinato Pjotr Zavadovskij, che divenne il segretario e nuovo favorito dell’imperatrice. Potemkin continuò a tenere una fitta corrispondenza con Caterina sugli affari di Stato e a essere il suo principale consigliere, a cui lei scriveva “Come te nessuno”. Potemkin si occupava di questioni piuttosto importanti: governava la Nuova Russia, guidò l’annessione della Crimea, e nel 1775 procedette alla riforma dell’esercito.

Eliminò parrucche e trecce nell’esercito

L'uniforme militare russa prima e dopo la riforma introdotta da Potemkin

Potemkin era un vero militare e sapeva quanto fosse importante la comodità per un soldato impegnato in battaglia. Prima della riforma, dovevano indossare parrucche e lunghe trecce che spesso si incastravano sulle armi. Potemkin scrisse: “Farsi i ricci, incipriarsi, farsi le trecce, sono forse cose da soldato? Non hanno mica camerieri!”. Cancellò l’uso di parrucche e trecce per i soldati; solo gli ufficiali continuarono a indossarle.

Potemkin ordinò anche un cambio di divisa: invece di doppie divise di lana con cinture attillate (questa uniforme era bellissima, ma terribilmente scomoda), introdusse semplici pantaloni harem, giacche e stivali. I sofisticati cappelli furono sostituiti da pratici elmetti. Ma la cosa principale era il rispetto per il soldato: Potemkin proibì l’uso di soldati nel lavoro privato, ricordò ripetutamente la necessità di un atteggiamento umano nei confronti dei sottoposti e si prese cura della salute dei militari, poiché sapeva che in guerra si muore più per la sporcizia e le malattie che per i proiettili e le bombe.

Annetté la Crimea all’Impero russo

La mappa della Crimea, 1790

Come governatore della Nuova Russia, Potemkin sviluppò un piano per impadronirsi della confinante Crimea. Dopo la vittoria sull’Impero ottomano nel 1774, in cui Potemkin fu direttamente coinvolto, secondo il trattato di pace, il Khanato di Crimea fu dichiarato Stato libero. Ma i turchi non avevano fretta di ritirare le loro truppe. Nel corso di molti anni di negoziato, sotto la guida di Potemkin, i russi riuscirono senza sangue a convincere i turchi e la popolazione della Crimea dell’annessione della penisola alla Russia. Nel 1783, Grigorij Potemkin sulla cima piatta del Monte Ak-Kaya prestò personalmente giuramento di fedeltà alla corona russa con la nobiltà di Crimea e la gente del popolo. Per l’annessione della Crimea, Potemkin fu elevato al rango di feldmaresciallo.

Organizzò la visita in Crimea di Caterina II

La carrozza imperiale di Caterina durante il suo viaggio in Crimea nel 1787

Nel 1787, Potemkin portò l’imperatrice 57 enne in Crimea. Fu un evento incredibile. L’intera Corte si spostò con Caterina: circa tremila persone! Il corteo imperiale consisteva di 14 carrozze, 124 carri con tendone e 40 carri della scorta. Caterina si spostò in una carrozza da 12 persone, trainata da 40 cavalli, accompagnata da cortigiani, servi e rappresentanti di missioni diplomatiche straniere.

Fuochi d'artificio in onore di Caterina la Grande in Crimea, 1787

Il percorso dell’imperatrice (iniziato in inverno) fu illuminato praticamente per tutta la lunghezza da fiaccole e botti ardenti. In tutte le tappe principali, fu accolta dai governatori generali e in Crimea l’imperatore del Sacro Romano Impero Giuseppe II d’Asburgo-Lorena si unì a Caterina. L’imperatrice trascorse 12 giorni in Crimea. Dopo questo viaggio, l’imperatrice concesse a Potemkin il titolo di Principe della Tauride.

Creò per l’imperatrice la “Compagnia delle Amazzoni”

Caterina e la “Compagnia delle Amazzoni”

Nel 1787, Potemkin raccontò a Caterina come i greci che vivevano in Crimea avevano combattuto coraggiosamente contro i Turchi insieme alle loro mogli. Quando Caterina mise in dubbio quelle parole, Potemkin promise di presentare all’imperatrice le prove del coraggio di queste donne e ordinò la formazione di una compagnia di 100 donne guerriere. Questo ordine fu ricevuto dal capo del battaglione greco di Balaklava, un’unità militare composta da greci fuggiti dall’oppressione dell’Impero ottomano. Le mogli e le figlie di questi soldati costituirono la “Compagnia delle Amazzoni” (in russo: “Amazònskaja rota”). La guidava una capitana di compagnia, la diciannovenne Elena Sarandova, la prima ufficiale donna dell’Impero russo.

Le Amazzoni erano sottoposte a un intenso addestramento a cavallo, nella scherma e nel tiro. Il 24 maggio 1787, la “Compagnia della amazzoni” incontrò Caterina nel villaggio di Kadikoj. Le “Amazzoni” erano in sella ai loro cavalli, vestite in uniformi sgargianti: gonne di velluto color lampone con una frangia e giacche verdi. Sia le gonne che le giacche erano rifinite in oro. Le teste erano ricoperte di turbanti bianchi con paillette dorate e una piuma di struzzo. L’imperatrice fu molto contenta. La “Compagnia delle Amazzoni” accompagnò Caterina nel suo viaggio attraverso la Crimea e fu sciolta dopo la fine della visita imperiale. Le Amazzoni non hanno mai preso parte a nessuna battaglia.

Morì come un vero guerriero in campo aperto

La morte del principe Gregorij Aleksandrovich Potemkin-Tauricheskij nella steppa

Nel 1791, Potemkin, a 52 anni, nella città di Iași (oggi in Romania) condusse negoziati di pace con i turchi, mettendo fine all’ennesima guerra tra la Russia e l’Impero ottomano. Sulla strada da Iași a Nikolaev, Potemkin si sentì improvvisamente male. Dette ordine di essere fatto scendere dal convoglio e morì in un campo.

Caterina fu distrutta dalla morte di Potemkin. “Il mio allievo, il mio amico, si potrebbe dire, il mio idolo, il principe Potemkin della Tauride è morto!”, scrisse. Le ceneri di Potemkin furono sepolte nella Cattedrale di Santa Caterina a Kherson (oggi in Ucraina).


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