Le dimensioni contano: come la vastità della Russia incide sulla sua vita politica e sociale

Natalya Nosova
Il fattore geografico non può essere sottovalutato nella storia di un popolo e nella formazione del suo carattere nazionale e delle sue istituzioni

La Russia è un Paese europeo nel senso stretto della parola? Indubbiamente sì. E non solo dai tempi di Pietro il Grande (1672-1725) e delle sue riforme ma dal momento stesso in cui la cultura russa ha iniziato ad avere un’influenza indiretta sullo sviluppo dell’Europa, fermando l’assalto mongolo del Batu Khan in Occidente. I mongoli nel 1241 raggiunsero l’Ungheria e si trovarono a un soffio dall’invadere il Sacro Romano Impero. Ma a quel punto l’esercito di Batu era già disperso sul vasto territorio tentacolare della Rus’. È come se la Rus’ avesse inghiottito i guerrieri mongoli, prosciugandoli della loro potenza; una cosa che avrebbe poi fatto anche con Napoleone, e con la Germania nazista.

Ma la dimensione è esattamente il fattore per cui le cose potrebbero sempre andare molto male in Russia, al punto che i mongoli non la vollero nemmeno controllare. Troppe piccole città erano sparse su un territorio troppo vasto: meglio per i tatari governare dalla capitale dell’Orda, richiedendo il pagamento di ingenti tributi, e lasciare che i principi russi si scannassero a lungo tra di loro, prima di rianimarsi e decidere di fare fronte comune per riprendersi la loro terra. Ma i russi avrebbero impiegato 200 anni per farlo. Ogni principato in Russia era uguale allora,, per dimensioni, all’attuale Belgio o all’Albania. 

Le distanze come maledizione 

Fu la geografia che rese praticamente impossibile avere qualsiasi altra forma di governo diversa da quella che abbiamo oggi. Governare dal centro fu sempre un compito arduo a causa delle grandi distanze tra i principati. Siamo abituati a guardare le dimensioni del Paese dall’esterno; ma diamo un’occhiata ad alcuni esempi di come si sente la Russia dall’interno. 

Nel XV-XVI secolo la distanza media tra i punti di consegna postale nel Principato di Mosca era tra 45 e 110 chilometri. Quando le lettere venivano inviate da Mosca in Europa, ci voleva un mese solo perché raggiungessero i confini della Rus’. Un servizio postale regolare che poteva essere utilizzato da ogni civile sarebbe stato istituito solo nel XIX secolo, con i pacchi che lasciavano l’ufficio postale due volte a settimana. 

Nel primo quarto del XIX secolo, per andare da Mosca a San Pietroburgo servivano almeno due giorni, e un totale di sei giorni se si viaggiava con un trasporto lento, come quello che si poteva prendere in affitto alle stazioni di posta. I cavalli percorrevano tra 110 e 160 chilometri al giorno a una velocità di 12-15 km/h, e richiedevano periodi di riposo. A quel punto il Paese si espandeva già su un territorio che andava da Khabarovsk fino ai confini europei. Nel 1805, il conte Fedor Tolstoj, durante un viaggio dall’Estremo Oriente a San Pietroburgo, dovette attraversare il Paese un po’ a piedi e un po’ a cavallo. Quel viaggio durò un anno intero!

Ma cosa c’entra il sistema statale con tutto ciò? Bene, quando si verifica una situazione in cui un messaggio (tra cui quelli relativi a leggi e decreti ufficiali) dal centro impiega un anno intero per raggiungere le estremità del Paese, si devono nominare figure che governino su quelle vaste regioni remote. Quando queste persone prendevano il potere, dovevano effettivamente incarnare le volontà del governo, portando avanti lo Stato secondo i decreti zaristi. Tuttavia, potete ben immaginare che si prendevano anche enormi libertà. Molto dipendeva dalle persone e dai loro principi morali. 

Carenza di governatori onesti 

Lo storico e funzionario Nikolaj Karamzin era dell’opinione che la natura dei governatori fosse al centro del destino del governo russo: “Mettete 50 governatori onesti e avremo il progresso”, disse. Quando si confronta il sistema statale russo con quello di altri Paesi, non bisogna dimenticare le dimensioni: la Russia è 26 volte la Francia e 47 volte la Germania, e quelli sono i “grandi Paesi” in Europa!

Alcuni credono che confrontare le dimensioni del proprio Paese con gli altri sia qualcosa di poco educato, ma ha senso considerare quanto sia più difficile il compito di governare in base alle dimensioni dello Stato. Una riforma diffusa, ad esempio, è quasi impossibile da attuare. Il 1861 vide l’abolizione della servitù della gleba… ufficialmente. Sarebbero passati altri 20 anni interi prima che la riforma venisse applicata a Irkutsk, in Siberia. Questo era il tempo impiegato dal cambiamento per farsi strada da una parte all’altra del Paese.

Le dimensioni e le distanze sono invariabilmente legate anche al fenomeno della criminalità. È facile perdersi in Russia, scomparire del tutto. Anche al giorno d’oggi ci sono luoghi in cui non c’è un’anima viva in giro per centinaia di chilometri. Attraversare il Paese in treno con la Transiberiana richiede una settimana. Un posto tanto vasto è un paradiso per i criminali. Coloro che rispettano la legge tendono sempre a vivere in o vicino a un’area popolata. I “khutor” (masserie, cascine) solitari o le case separate sono più un’eccezione che la regola in Russia: rischiavi sempre di essere attaccato da una banda di predoni o sbranato da un orso, a scelta.

Per i contadini russi era anche molto difficile organizzare la propria vita separatamente: il raccolto (specie in un clima rigido, dove va effettuato celermente) è più semplice se si fa parte di una “obshchina” (comunità rurale). Quello spirito comune ha permeato tutta la vita. Ma ciò non si è fermato a livello contadino: la nobiltà russa era altrettanto legata alla comunità, all’aiuto reciproco e alla cooperazione, con il sistema dell’usadba

Si scopre quindi che la geografia in Russia è stata la causa sia del senso di solidarietà tra i suoi abitanti, sia della promozione della centralizzazione del potere. E l’individualismo? Che dire dell’idea del russo orgoglioso, che lotta strenuamente per l’autosufficienza, e ci tiene a mostrarlo? Bene, è proprio perché nel profondo siamo orientati al gruppo e amiamo la vita comune e la cooperazione amichevole, che quello sforzo di apparire indipendenti di spirito è così esibito; per una sorta di compensazione.

 

Che forma di governo ha la Russia e come si èevoluta nel tempo? 

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