Che forma di governo ha la Russia e come si è evoluta nel tempo?

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Dai principi medievali all’attuale repubblica semi-presidenziale, un excursus storico sul potere russo

Knjaz e Druzhina

Un knjaz (principe) fu il primo tipo di sovrano russo. Molto prima dell’invasione tataro-mongola (iniziata nel 1223 e proseguita poi fino al al 1480), diverse parti del territorio della Rus’ erano governate da principi locali. La loro funzione fondamentale era proteggere la popolazione dagli invasori e dai conquistatori, e anche dai malviventi locali. Il knjaz era coadiuvato dalla sua druzhina (guardia), una compagnia affiatata che combatteva per il knjaz. In cambio di protezione, la gente di quel territorio doveva pagare al knjaz un tributo annuale. Ma non poteva influenzare le sue azioni. Era un monarca assoluto. 

L’influenza tataro-mongola 

Dopo che i tataro-mongoli ebbero saccheggiato e ridotto in schiavitù le terre russe, la carica dei principi russi divenne soggetta all’approvazione tatara: per essere “ufficialmente” monarca di un territorio russo, un principe doveva recarsi dai sovrani all’Orda d’oro, portare regali sontuosi e ottenere le credenziali da principe, attraverso un documento chiamato “jarlýk” (una sorta di “editto”). I principi russi, che in patria erano nobili e non si abbassavano a niente e nessuno, dovevano spesso umiliarsi nella capitale dell’Orda, per esempio, avanzare in ginocchio verso il trono del khan. 

L’Orda influenzò il sistema politico russo nella sua fase iniziale. I modi spietati e astuti dei khan tatari furono presi in prestito dai primi principi russi e usati nella guerra feudale. La Russia aveva bisogno di unità per contrastare il giogo tataro e gradualmente i principi di Mosca divennero i più potenti. Il Gran Principe di Mosca Ivan III di Russia, detto il Grande (1440-1505), che unì le terre russe contro i tatari, fu il primo a usare la parola “zar”, che deriva dal titolo latino “Caesar”. Invece della druzhina, lo zar era circondato dai boiardi: ricchi proprietari terrieri e comandanti militari che lo aiutavano a mantenere il potere. 

L’epoca degli zar 

Il primo sovrano a fregiarsi ufficialmente, dal 16 gennaio 1547, del titolo di “Zar di tutte le Russie” fu Ivan IV, detto il Terribile (1530-1584). Comprendendo che il vasto territorio che controllava era molto vario e le sue parti avevano obiettivi e desideri spesso contrastanti, intorno al 1549 Ivan convocò uno Zemskij Sobor, una sorta di Parlamento feudale composto da tutte le persone più influenti (nobili, commercianti, sacerdoti e capi militari), che arrivarono a Mosca dalle diverse parti della Russia. Gli storici russi affermano che questa fu una forma russa di democrazia rappresentativa, non eletta, ma “selezionata”.

Vi furono circa 60 di questi Sobor dal 1549 al 1684. Si riunirono senza regolarità per decidere le questioni più importanti dello Stato. Lo zar e i boiardi non erano spesso infatti in grado di governare efficacemente dalla capitale, perché non avevano il polso della situazione nel resto della vasta terra russa. 

Durante il XVII secolo, fu stabilita la comunicazione tra il centro del Paese e la periferia, ed emerse la nobiltà russa; militari che servivano lo zar e i boiardi in cambio di appezzamenti di terra. Potevano possedere servi, alcuni dei quali diventavano i loro soldati in tempo di guerra. Non c’era più bisogno di Sobor, poiché questi nobili divennero gli ufficiali dello zar e dei boiardi in tutto il Paese. Nel frattempo, i boiardi rimasero i primi tra i nobili. Avevano una grande influenza sulla politica e sullo zar. Ma erano un’élite e non rappresentavano certo i desiderata della popolazione.

Imperatore e nobiltà 

Un vero governo in stile europeo apparve in Russia solo sotto Pietro il Grande (1672-1725). Pietro mise fine alla classe dei boiardi, che avevano concentrato troppo potere nelle loro mani. Ora, c’era lo zar, un sovrano assoluto, e tutti gli altri non erano che suoi servitori. Pietro obbligò tutti i nobili a servire lo Stato, sia con il servizio militare che civile, e fondò un sistema legale e governativo europeo con collegi (ministeri) e un Senato governativo. Pose inoltre la Chiesa Ortodossa sotto il controllo dello Stato. 

Dopo aver spazzato via, distruggendola fisicamente o finanziariamente, la vecchia élite, Pietro ne creò una nuova, regalando grandi appezzamenti di terra, e fece in modo che i titoli nobiliari diventassero ereditari. Per gran parte dei quasi 200 anni di storia dell’Impero russo (proclamato proprio da Pietro nel 1721), l’equilibrio del potere rimase organizzato come segue: la nobiltà si sosteneva grazie ai servi, che lavoravano e producevano i beni necessari, e lo Stato si basava sulla nobiltà che combatteva nell’esercito, e si occupava degli affari e della tecnologia. Ma questo complesso equilibrio venne meno quando la servitù della gleba venne fu in Russia, nel 1861, da Alessandro II.  

L’epoca sovietica 

Il costo dell’abolizione della servitù ricadde sui contadini russi, che dovevano acquistare la terra dallo Stato. Ciò impoverì la maggioranza della popolazione in misura ancora maggiore. Nel frattempo, la nobiltà fu privata della sua principale fonte di reddito e rapidamente andò in declino. 

La Rivoluzione bolscevica del 1917 pose fine al vecchio ordine, ma il sistema sovietico copiò ad ampi tratti da quello zarista. Lo Stato sovietico ebbe la sua “nobiltà”, i membri del Partito Comunista. Un partito che venne fuso con l’apparato statale a tutti i livelli. I funzionari del partito erano formalmente eletti dalla popolazione. Ma, in realtà, tutte le posizioni di spicco del Partito erano soggette alla nomina del segretario generale e dei suoi “boiardi”, i membri del Politburo. 

Nella Russia zarista, la nobiltà era ereditaria, mentre i “nobili sovietici” potevano essere distrutti con uno schioccar di dita, semplicemente espellendoli dal Partito. Come leader locali nominati dall’alto, i funzionari sovietici non rappresentavano i desideri della popolazione e talvolta andavano direttamente contro il bene pubblico, privilegiando i loro interessi. E poiché la “nobiltà” sovietica non era ereditaria, alcuni funzionari corrotti ricorrevano al furto e alla corruzione per accumulare più ricchezza personale possibile. Un tale sistema era destinato al fallimento.

Federazione Russa 

Dopo il 1991, la Federazione Russa divenne una repubblica con un sistema semi-presidenziale. Ciò significa che i cittadini esprimono la loro volontà eleggendo sia il potere legislativo (il Parlamento: l’Assemblea Federale della Federazione Russa, che è bicamerale, con una camera alta, il Consiglio Federale della Russia, e una camera bassa, la Duma di Stato) sia l’esecutivo (il Presidente, che approva il governo, formato dal Primo Ministro). Perché una legge entri in vigore, devono approvarla sia l’Assemblea federale che il Presidente. 

I poteri sono distinti e si controllano l’un l’altro. Il legislatore, che approva tutte le leggi, può chiedere un voto di sfiducia nei confronti del governo e chiedere la sua riforma. D’altra parte, il Presidente può sciogliere la Duma di Stato, la camera bassa dell’Assemblea federale, in qualsiasi momento; e il Consiglio della Federazione (la camera alta) può mettere sotto accusa il Presidente.

 

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