Alessandro II, lo zar del Sangue Versato che rivoluzionò il Paese

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Figlio di uno dei monarchi più conservatori, salì al trono 160 anni fa. Ancora oggi una famosa chiesa a San Pietroburgo ricorda al mondo l'imperatore che, con le sue riforme, contribuì a cambiare la storia russa, prima di essere ucciso in un attentato

È passato alla storia come l'autore delle grandi riforme. Ha abolito la servitù della gleba ed è stato soprannominato lo “Zar Liberatore”. Incoronato zar 160 anni fa, l’imperatore Alessandro II venne ucciso per mano di rivoluzionari-terroristi. Ecco cinque curiosità sullo zar-riformatore.

Alessandro II. Fonte: wikipedia.orgAlessandro II. Fonte: wikipedia.org

1. Iniziò la strada delle riforme

Il padre di Alessandro, Nicola I, fu uno dei monarchi più conservatori della storia russa. Dopo la brutale repressione della rivoluzione in Austria-Ungheria venne soprannominato "gendarme d'Europa". La sconfitta nella guerra di Crimea (1853-1856) dimostrò che la Russia conservatrice era rimasta indietro rispetto alle potenze europee. Erano necessari dei cambiamenti e Alessandro, salito al trono nel 1855, era ben consapevole di questo.

La storica Larisa Zakharova nel libro sulle riforme di Alessandro scrive: "Pur non essendo un riformatore per vocazione, Alessandro II lo diventò in risposta alle esigenze del tempo, come uomo di giudizio e di buona volontà".

2. Sconfisse la schiavitù contadina, ma non la povertà

Prima dell’abolizione della servitù della gleba nel 1861, i contadini delle province centrali della Russia erano strettamente dipendenti dai proprietari terrieri. Potevano essere venduti, vinti o persi a carte, a volte anche picchiati a morte. Formalmente, la legge russa di allora proibiva l'uccisione di contadini, ma di regola i proprietari non subivano gravi sanzioni.

Con la riforma, lo zar regalò ai contadini la libertà personale, ma gran parte del terreno su cui lavoravano rimase di proprietà dei latifondisti. Per diventare veri padroni della terra, i contadini dovevano riscattarla. Per molti questo processo si prolungava per decenni.

3. Attuò le riforme e riunì i territori

Sotto Alessandro II venne introdotto un sistema di governo locale, indebolita la rigida censura e ridotto e modernizzato l’esercito. L'imperatore perfezionò il sistema di istruzione superiore, le università acquisirono maggiore indipendenza. Il rinnovamento interessò anche il sistema finanziario e giudiziario.

L’impero venne seriamente ampliato: in Asia centrale la terra russa si estendeva fino all'Iran, e nell'Estremo Oriente fino all'Oceano Pacifico. Sotto il suo regno fu finalmente conquistato il Caucaso del Nord. Allo stesso tempo nel 1867 fu venduta l’Alaska agli Stati Uniti, mentre nel 1875 in cambio delle isole Curili, cedute al Giappone, fu annessa Sakhalin. Alaska e Curili erano considerate zone troppo lontane, difficili da difendere.

4. Si innamorò della regina inglese Vittoria

Ancora erede al trono, nel 1839 Alessandro visitò Londra, dove si innamorò della giovane regina inglese Vittoria. Tuttavia, per ragioni politiche, non si poteva neanche pensare a una storia d’amore e Alessandro tornò in Russia. Molti anni dopo, nel corso delle controversie tra Russia e Regno Unito a causa della crisi nei Balcani negli anni 1870, l'imperatore reagì a questo passato amore senza alcun tipo di romanticismo: "Ah, questa vecchia strega testarda!".

Ma anche senza Vittoria il re ebbe una intensa vita personale. Pur sposato con la principessa tedesca Maria von Hessen, non rinunciava alle sue amanti. Dopo la morte di Maria, sposò una di queste, la principessa Ekaterina Dolgorukova. Dal suo primo matrimonio ebbe otto figli e dal secondo quattro.

Il ritratto di Alessandro II, E. Botman. Fonte: il Museo Russo Il ritratto di Alessandro II, E. Botman. Fonte: il Museo Russo

5. Sopravvisse a cinque attentati. Infine rimase ucciso

Sotto Alessandro, i rivoluzionari russi per la prima volta cominciarono a usare gli attacchi terroristici come mezzo di lotta per il potere. Al primo tentativo nel 1866 sopravvisse. In seguito ce ne furono altri quattro: con spari, bombe e facendo esplodere il treno reale.

L'ultimo tentativo si rivelò fatale. Il 1° marzo 1881 il corteo reale a San Pietroburgo fu bersagliato di bombe dai membri dell'organizzazione rivoluzionaria "Volontà del popolo". Alessandro morì per le ferite riportate poche ore più tardi. Sul luogo della sua morte fu eretta la Chiesa del Salvatore sul Sangue Versato, diventato uno degli emblemi della città. 

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