Gli affascinanti ritratti dei Romanov che probabilmente non avete mai visto

A giudicare dall’ossessione per la ritrattistica, se ci fosse stato Instagram ai loro tempi, i profili degli imperatori russi sarebbero probabilmente pieni di selfie. Ecco una collezione di dipinti degli zar, ufficiali e informali, realizzati dai più grandi pittori russi

  1. Pietro il grande

Dipinto: “Pietro il Grande” di Paul Delaroche

Il primo zar russo a proclamarsi imperatore cambiò radicalmente il volto del Paese. Creò la Marina e costruì la città di San Pietroburgo, una finestra sull’Europa. Costrinse le donne a indossare abiti in stile europeo che rivelavano il seno e gli uomini a radersi le lunghe barbe.  

Dipinto: “Pietro I (il Grande) interroga lo zarevich Aleksej Petrovich a Peterhof” di Nikolai Ge

Come molti geni, Pietro era nervoso e sospettoso. Era determinato a mantenere il potere e pensava che il figlio Aleksej stesse pianificando un colpo di Stato: così lo fece arrestare e rinchiudere nella prigione della Fortezza di Pietro e Paolo. Qui il giovane morì, non si sa perché (probabilmente a causa delle torture, perpetrate anche dallo stesso padre). 

2 Anna Ivanovna

Dipinto: “Ritratto dell’imperatrice Anna Ivanovna” di Louis Caravaque

Anna I di Russia, nipote di Pietro il Grande, trascorse vent’anni nel Ducato di Curlandia. Le fu chiesto di prendere il trono russo nel 1730 dopo la morte del nipote di suo zio, Pietro II. Ma portò con sé il suo protetto e amante, Ernst Johann von Biron, a San Pietroburgo: fu lui che per un decennio governò dall’ombra l’Impero, diventando uno degli uomini più potenti della terra.

Dipinto: “Giullari alla corte dell’imperatrice Anna” di Valerij Jacobi

Anna non mostrava molto interesse per la politica. Amava i pettegolezzi di corte e fu un po’ il Luigi XIV russo; una donna bizzarra che si circondava di molti giullari di corte e spendeva un sacco di soldi per l’intrattenimento.

3 Elizaveta Petrovna

Dipinto: “Ritratto di Elisabetta” di Vigilio Eriksen

Elisaveta Petrovna (Elisabetta di Russia) era la figlia di Pietro il Grande e il suo regno fu noto soprattutto per l’Illuminismo. Fondò l’Università di Mosca, sviluppò il teatro nazionale e istituì l’Accademia delle Arti. Di fatto abolì la pena di morte in Russia: non venne applicata durante il suo regno.

 

Dipinto: “Pietro II e la principessa Elizabeth a caccia con i cani” di Valentin Serov

Elizaveta era molto vicina a suo nipote, il giovane zar Pietro II, e spesso organizzavano feste insieme e uscivano a caccia e per lunghe passeggiate. A corte si parlava persino del loro possibile matrimonio, e se ciò fosse accaduto sarebbe diventata imperatrice molto prima, ma aspettò undici anni e altri due zar prima di salire al trono con un colpo di Stato.

4 Caterina la Grande

Dipinto: “Caterina la Grande” di Vladimir Borovikovskij

Questa principessa tedesca era incredibilmente potente e il suo è stato uno dei regni più lunghi fra tutti gli zar (rimase 34 anni sul trono). Depose suo marito, lo strano e debole imperatore Pietro III, che preferiva la Germania alla Russia.

 

Dipinto: “Caterina la Grande cammina nel parco Tsarskoe Selò” di Vladimir Borovikovskij

Caterina era un monarca progressista e si scambiava persino lettere con Voltaire e Montesquieu. Persino orami da anziana, Caterina ebbe molti amanti e favoriti, a cui era solita fare regali costosi (persino palazzi sontuosi). Quando aveva 60 anni, il suo amante più giovane aveva solo 20 anni. Viaggiava spesso tra San Pietroburgo e Mosca, e aveva costruito diversi palazzi lungo il percorso, così da potersi fermare lungo la strada e rilassarsi in ambienti lussuosi. In alcune di queste residenze ha soggiornato solo una volta.

 

5 Paolo I

Dipinto: “Ritratto dell’imperatore Paolo I” di Vladimir Borovikovskij

Il debole figlio di Caterina non era un uomo di grande intelligenza, proprio come suo padre Pietro III. Inoltre, aveva un sistema nervoso fragile. Da bambino amava i giochi militari, le uniformi e le marce, e organizzava spesso queste ultime a Palazzo Gatchina. 

 

Dipinto: “Ritratto dell’imperatore Paolo I” di Stepan Shshukin

Paolo vedeva traditori ovunque ed era estremamente spaventato di essere ucciso. Ecco perché costruì il castello Mikhailovskij a San Pietroburgo, con robuste difese, tra cui trincee attorno al perimetro come una fortezza medievale. Tuttavia, il destino lo raggiunse ugualmente, e fu ucciso nella sua camera da letto nel castello. Per di più, suo figlio sapeva del complotto, ma non fece nulla per fermarlo.

 

6 Alessandro I

Dipinto: “Ritratto di Alessandro I” di Franz Kruger

Quel figlio che sapeva dell’omicidio di Paolo era Alessandro I. Nipote preferito di Caterina la Grande, promise di governare come sua nonna. Era uno zar illuminato, e inaugurò una stagione molto florida per la nobiltà russa.

 

Dipinto: “L’incontro di Tilsit. Napoleone, Alessandro I, Luisa e Federico Guglielmo III di Prussia” di Nikolas Gosse

Alessandro I fu elogiato per aver sconfitto Napoleone, liberando l’Europa dalla sua morsa. Ma non amava molto governare ed era molto debole. Questo è il motivo per cui, quando morì giovane nel sud della Russia, alcune persone affermarono che aveva finto la di essere morto, e molti ritengono che in realtà abbia vissuto gli ultimi anni come monaco, sotto mentite spoglie, in un monastero di Tomsk. 

7 Alessandro II

Dipinto: “Ritratto di Alessandro II” di Egor Botman 

Lo stile di governo cambiò un po’ durante il diciannovesimo secolo, con la libertà di Alessandro I che fu sostituito dalla censura e dalla polizia segreta di Nicola I, prima che alcune libertà fossero ripristinate sotto Alessandro II.

 

Dipinto: “Ritratto di Alessandro” (All’Ermitage; rovinato da colpi di baionette)

Ma quando il popolo sentiva un po’ di libertà, di solito iniziavano le rivolte e persino il terrorismo rivoluzionario, come accadde durante il regno di Alessandro II. Fu il liberatore dei contadini e nel 1861 cancellò la servitù della gleba in Russia, ma ci furono diversi tentativi di ucciderlo e alla fine fu assassinato con una bomba. Fu attaccato anche dopo la morte, come dimostrano i segni di baionetta nel dipinto, inferti durante la rivoluzione bolscevica.

Ma quanto sangue russo scorreva nelle vene della dinastia Romanov? Scoprilo qui

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