Duma, si chiude il mandato: come sono cambiate le leggi

In cinque anni di attività la Duma ha approvato più di 120 leggi.

In cinque anni di attività la Duma ha approvato più di 120 leggi.

: Reuters
Il mandato della sesta Duma sta per concludersi. E nell’ultima seduta la Camera bassa ha approvato l’ultimo pacchetto: quello antiterrorismo. Un provvedimento fortemente criticato dalla stampa. Ecco quali sono stati i provvedimenti adottati dal 2011 ad oggi

Il mandato elettorale della Duma sta per concludersi. Dopo cinque anni di attività, il 24 giugno è andata in vacanza e non tutti gli attuali deputati torneranno: le previsioni parlano di un imponente rinnovamento che toccherà il 70% dei suoi membri. Non c’è da stupirsi quindi che il 24 giugno l’atmosfera alla Camera fosse particolarmente rovente: per alcuni deputati si trattava dell’ultima chance di svolgere l’attività parlamentare per altre tre sedute per poi ritirarsi da “vincitori”.

Nell’ultima seduta la Duma ha approvato uno dei pacchetti più discussi dell’intero arco del suo mandato: quello “antiterrorismo”, giudicato “cannibalesco” dai media e sui social network. Sono state introdotte infatti decine di emendamenti che obbligano applicazioni di messaggistica, come messenger, a fornire ai servizi segreti la chiave per decodificare i messaggi scambiati e introduce l’ergastolo per i reati di terrorismo internazionale e un apposito articolo del codice penale per “omessa denuncia di reato” e “istigazione, reclutamento e coinvolgimento” nell’organizzazione di disordini di massa.

Tuttavia, anche se le adozioni di questi provvedimenti sono avvenute a fine mandato, gli elettori ne avranno di cose da ricordare sull’operato della Duma. Nessuna delle dume precedenti ha superato l’attuale per numero di progetti di legge adottati e per la rapidità di approvazione di quelli più “urgenti”.

Le leggi approvate

La Duma non ha goduto di amore eccessivo da parte della popolazione: l’anno più difficile è stato sicuramente il primo del mandato, nel 2011, quando il 64% della popolazione non approvava il suo operato. L’attività della sesta Duma era infatti iniziata sullo sfondo di migliaia di proteste contro i brogli elettorali.

In seguito ha preso avvio l’attività legislativa che ha fornito alla Camera gli appellativi di “stampante impazzita” e “macchina stampatrice”: i suoi deputati avevano lavorato così alacremente da suggerire questi epiteti. Secondo Vladimir Putin, “il suo consolidamento per il bene della Russia è stato il tratto distintivo del suo mandato”.

Tra queste leggi finalizzate al “bene della Russia” va menzionata la “legge di Dima Yakovlev”, che tanto ha fatto parlare di sé, battezzata così in ricordo del ragazzino russo deceduto perché dimenticato dal padre affidatario nell’auto sotto il sole. La legge ha quindi introdotto il divieto di adozione da parte di cittadini statunitensi come reazione della Russia all’“atto Magnitskij”. Un’identica coesione è stata mostrata dai deputati russi quando hanno dovuto occuparsi dell’integrazione della Crimea nella compagine della Federazione Russa.

L’approvazione di queste leggi (più di 120) è ritenuta dalla Duma il “caso più brillante” dei suoi cinque anni di attività, quello per cui il sesto mandato verrà ricordato con riconoscenza, afferma in un’intervista rilasciata a Rbth da Mikhail Emelyanov, vice presidente del partito “Russia giusta” e deputato alla Duma dal 1995.

I divieti imposti

Durante i cinque anni del suo mandato la Duma è riuscita a modificare per due volte la Costituzione, per tre volte ha inasprito le pene per il reato di manifestazione illegale, ha approvato la legge che vieta la propaganda gay e il reato di vilipendio della religione nel caso delle Pussy Riot; ha poi adottato un intero pacchetto di leggi per la regolamentazione di internet e introdotto delle pene per i reati causati da estremismo. Sono comparse in Russia le nuove categorie giuridiche di “organizzazione indesiderata” e “agente straniero” riferite a ong e organizzazioni non governative attive in Russia, ma con finanziatori stranieri.

Il sistema sanzionatorio dalla sesta Duma ha colpito anche i suoi deputati con il divieto approvato dalla Camera di possedere conti e attivi all’estero per i funzionari statali.

“È vero, la base normativa in questo mandato è apparsa più severa”, rileva Mikhail Remizov, presidente dell’Istituto nazionale indipendente di strategia. Tuttavia, la maggior parte delle leggi che hanno suscitato clamore e sono state definite “repressive” non hanno esercitato un’influenza determinante sulla società. “Ciò per quanto riguarda la legge sul reato di manifestazione illegale e la “legge di Dima Yakovlev” o quella di vilipendio della religione, ancora più gonfiata nella comunicazione”, osserva Remizov, precisando che la notorietà nei media per i deputati non è neppure di così scarsa importanza. Nella sua ricerca può scaturire qualcosa che può spaventare nei titoli, ma che talvolta non esiste neppure sulla carta.  

I rimproveri

Il maggior rimprovero mosso alla Camera è quello di aver smesso di adottare decisioni concrete. “Progetti, strategie, tattiche, tutto viene deciso al di fuori della Duma e alla Camera arrivano decisioni preconfezionate”, dichiara il deputato dell’opposizione Gennadij Gudkov.

Se il partito al potere “Russia unita” detiene la maggioranza alla Duma (238 deputati, con i rimanenti 212 che però vanno divisi per 3 partiti), esiste anche un’opposizione parlamentare che idealmente dovrebbe fare da contrappeso. Ma non funziona così. In definitiva i partiti parlamentari vengono recepiti come una filiale di “Russia unita”, mentre i lobbisti si sono sparpagliati nei gabinetti più influenti. “Per loro è più interessante rivolgersi direttamente al potere, auspicando che prenda delle decisioni che poi la Duma approverà”, sostiene Emelyanov.

E il problema non è che la Duma ha perso gran parte della sua influenza nelle decisioni che riguardano gli stanziamenti di bilancio. “Di questo sono in molti a lamentarsi nel governo, ma tutto viene deciso all’ultimo momento solo all’interno del Ministero delle Finanze”, afferma Remizov. La Duma non utilizza neppure il potere strumentale che le viene concesso dalla vigente Costituzione, in particolare per quel che riguarda il controllo sugli organi di potere e lo svolgimento di indagini parlamentari.

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