Cinque tecnologie che in Russia si sono fortemente sviluppate “grazie” alla pandemia

Maksim Blinov/Sputnik
Il lato positivo di questo terribile anno segnato dal Covid-19 è stato l’impulso all’innovazione, con cambiamenti profondi. I russi lavorano da casa, pagano contactless e presto lo faranno con il riconoscimento facciale, e le consegne a domicilio hanno nella capitale tempi che si contano in minuti e non in giorni dall’ordine. Senza dimenticare i passi avanti in campo medico, ovviamente

Molte di queste tecnologie sono state inventate prima della pandemia di Covid 19, ma hanno iniziato a svilupparsi attivamente nel 2020. Cosa è cambiato nella vita ordinaria dei russi, oltre alla necessità di indossare mascherine e guanti?

1 / Sviluppo di tecnologie mediche

Al 30 marzo 2021, la città di Mosca è sul podio nella classifica dell’innovazione nella lotta contro il Covid-19, compilata dal think tank internazionale StartupBlink. San Francisco e New York si sono classificate al primo e al secondo posto. In particolare hanno attirato l’attenzione internazionale l’“indice di autoisolamento” di Yandex, cioè l’algoritmo che permette di calcolare quanto la popolazione rispetti le misure di limitazione della mobilità; lo sviluppo della telemedicina (per il monitoraggio delle condizioni dei pazienti non ospedalizzati); l’intelligenza artificiale per riconoscere la polmonite da Covid e, naturalmente, la creazione del vaccino Sputnik V, che ora viene utilizzato in tutta la Russia e in molti altri Paesi.

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Durante la pandemia è stato necessario non solo imparare a costruire velocemente nuovi ospedali, ma anche risolvere il problema di identificare rapidamente i contagiati e fornire in massa dispositivi di protezione individuale. Nel Paese hanno iniziato ad aprire nuovi impianti di produzione di strumenti la lotta contro l’infezione da coronavirus, e anche i prestiti agevolati hanno contribuito a questo. Il Fondo per lo sviluppo industriale ha lanciato un programma speciale per tali produttori nel marzo 2020 e ha già emesso 114 prestiti per un valore di oltre 33,5 miliardi di rubli (circa 373 milioni di euro): “Stiamo parlando della produzione dei prodotti più necessari: test rapidi per la rilevazione del coronavirus, ventilatori polmonari, antisettici, dispositivi di protezione individuale, farmaci antivirali, ricircolatori per la disinfezione dell’aria, termocamere”, dicono dal Fondo per lo sviluppo industriale.

2 / Più acquisti contactless

Anche nei piccoli villaggi in Russia non è più necessario avere contanti in tasca per andare a fare la spesa o pagare il biglietto dei mezzi pubblici. La pandemia ha portato la quota dei pagamenti non in contanti al 70% (+ 6% rispetto al 2019), mentre è cresciuta la percentuale dei pagamenti contactless tramite smartphone e altri device elettronici. Secondo il centro analitico NAFI, nel febbraio 2020 il 26% dei russi pagava con uno smartphone o uno smartwatch. A febbraio 2021 era già il 32%, mentre il numero di titolari di carte bancarie non è cambiato: è l’82% dei cittadini russi.

Per ridurre al minimo i contatti personali, i negozi hanno iniziato a installare in modo massiccio casse per il pagamento automatico. Ad esempio, il più grande rivenditore al dettaglio russo X5 Retail Group (che possiede i supermercati Pyaterochka e Perekrestok) ha installato più di 6.000 terminali di questo tipo nei negozi delle sue catene (un anno fa ce n’erano circa 10!) e sono già apparsi punti vendita completamente automatizzati.

3 / Riconoscimento facciale

Le telecamere con riconoscimento facciale sono state testate nelle città russe da diversi anni, principalmente per identificare i trasgressori (ad esempio, nella metropolitana di Mosca, queste telecamere sono installate sui tornelli e confrontano i volti dei passeggeri con i database della polizia).

Tuttavia, nel 2020, il riconoscimento facciale è diventato più spesso utilizzato per registrare dipendenti di imprese e studenti universitari, con alcuni software che determinano immediatamente se una persona ha indossato la mascherina e se ha la febbre.

Il passaggio successivo sono i pagamenti basati sul riconoscimento facciale. Ora tali terminali di pagamento sono installati in alcuni caffè e negozi di Mosca e il loro numero è in costante aumento. Per fare ciò, il cliente della banca deve dare il consenso alla memorizzazione dei suoi dati biometrici.

Il sistema di pagamento Face Pay dovrebbe essere operativo anche nella Metropolitana di Mosca entro la fine del 2021. Le telecamere di riconoscimento facciale saranno installate sui tornelli di ingresso.

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4 / Consegne a domicilio al top

Per il settore dei servizi e della ristorazione, il 2020 si è rivelato, per usare un eufemismo, non l’anno migliore: più di 200 bar hanno chiuso nel solo centro di Mosca (35% in più rispetto al 2019), e a San Pietroburgo questa cifra è doppia. In generale, il fatturato dei ristoranti nel Paese è diminuito del 45% nel corso dell’anno.

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Allo stesso tempo, locali e negozi hanno iniziato a connettersi attivamente agli aggregatori di consegne a domicilio o a lanciare i propri servizi. Nel corso dell’anno, la quota di ristoranti con servizio di delivery è cresciuta dal 40% al 58% in provincia e dal 51% al 66% a Mosca. 

All’inizio del 2020, i supermercati di X5 Retail Group consegnavano alcune centinaia di spese al giorno, alla fine dell’anno oltre 40.000.

 Una delle aziende di maggior successo è diventata il servizio di consegna Samokat (ossia: “Monopattino”), che possiede una rete di magazzini (i cosiddetti “dark store”) e consegna i prodotti in 15 minuti dall’ordine: nel 2020, i ricavi dell’azienda sono aumentati di 20 volte!

Le persone che hanno perso il lavoro durante il periodo del lockdown (il tasso di disoccupazione nel 2020 è salito al 5,9%), spesso si sono trovate una nuova occupazione proprio come corrieri, la cui domanda è salita di tre volte in tutto il Paese.

5 / Il lavoro da remoto

Nel marzo 2021, un terzo dei russi che hanno iniziato con la pandemia a lavorare da casa, lo fa ancora. Di coloro che sono tornati negli uffici, solo la metà lavora come faceva prima del Covid, mentre il resto è passato a un formato di lavoro combinato. E il 53% delle aziende russe prevede di implementare il “lavoro ibrido”, un po’ in presenza e un po’ smart. “Da un punto di vista economico, la situazione ideale per il datore di lavoro è il lavoro tutto da remoto, visto il forte risparmio dato dall’assenza di un ufficio fisico”, afferma Boris Dobrodeev, capo della società IT Mail.ru Group. “Ma non ci baseremo solo sul mero dato del contenimento dei costi. Valuteremo anche come i nostri dipendenti si sentiranno più motivati a lavorare”.


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