Commercio Italia-Russia: gli ottimi risultati dell’Innoprom e i nodi ancora da sciogliere

Un elicottero dell'azienda Leonardo nel padiglione Italia di Innoprom, Ekaterinburg

Un elicottero dell'azienda Leonardo nel padiglione Italia di Innoprom, Ekaterinburg

Pavel Lisitsyn/Sputnik
L’Italia quest’anno era ospite d’onore al forum industriale, dove sono stati firmati importanti contratti soprattutto nel settore dell’energia green. Le relazioni economiche e produttive tra i due Paesi sono solide, ma le difficolà burocratiche per gli spostamenti degli imprenditori (soprattutto per il mancato riconoscimento reciproco dei diversi vaccini) potrebbero alla lunga minare i rapporti

Il tradizionale forum industriale “Innoprom”, che si è svolto durante quattro giorni, si è concluso a Ekaterinburg l’8 luglio scorso. Quest’anno l’Italia era ospite d’onore dell’evento e oltre 60 aziende hanno partecipato all’interno di una delegazione ufficiale. Il compito principale era risolvere le questioni relative allo sviluppo degli affari congiunti tra Russia e Italia e ripristinare i vecchi legami nel commercio, nel turismo e in altri settori, ovviamente dilatati a causa della crisi pandemica degli scorsi mesi.

Passi per rafforzare la cooperazione

La partecipazione a Innoprom ha consentito alle imprese italiane non solo di presentare gli sviluppi e le conquiste nei settori più importanti dopo la crisi globale, ma anche di gettare le basi per nuovi modi di sviluppare ed espandere il business congiunto con la Russia. Se per molti anni tra i due Paesi ci sono state principalmente relazioni commerciali, ora l’accento è posto sulla produzione congiunta. Questo è vero soprattutto nel contesto della transizione verso un’economia sostenibile e un’industria a basse emissioni di carbonio. La metallurgia e l’energia “green” sono state tematiche importanti che hanno catalizzato l’attenzione dei partecipanti.

Lo sviluppo del settore energetico è uno degli ambiti prioritari della partnership tra Russia e Italia. Tra i principali accordi siglati ad Innoprom c’è quello per la realizzazione di un progetto di investimento di Enel nella regione di Rostov. Lì verrà costruito un secondo parco eolico: il primo si trova nella zona di Azov ed è stato già inaugurato il 1º maggio 2021. Il progetto ha permesso di risolvere il problema dell’ottenimento di energia rinnovabile e di ridurre le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera (meno 260 mila tonnellate all’anno). Il parco eolico di Azov è in grado di generare circa 320 GWh di elettricità “green” all’anno già immesse nel sistema elettrico nazionale.

I lavori per un secondo parco eolico nella stessa regione sono previsti per il 2021-2025 e richiederanno un investimento di 10 miliardi di rubli (oltre 115 milioni di euro). Il successo del lancio del primo progetto ha mostrato l’importanza di tali strutture rispettose dell’ambiente per la regione di Rostov. Il parco eolico di Azov è stato incluso nell’elenco dei “100 gubernatoskikh investitsionnykh proektov”, un elenco di investimenti prioritari nelle regioni. 

Enel ha già all’attivo altri progetti di distribuzione elettrica in Estremo Oriente, oltre che a Cheljabinsk, Gorno-Altajsk, Novokuznetsk, Krasnojarsk, e ora svilupperà infrastrutture di approvvigionamento per veicoli elettrici nella Regione di Sverdlovsk (quella di Ekaterinburg). Inoltre, l’azienda intende sostenere l’attuazione di altri progetti di energia sostenibile nella regione.

Ricerca di occasioni di dialogo tra Italia e Russia

Nonostante i problemi causati dal Covid-19, i rapporti tra i nostri due Paesi rimangono forti. L’Italia è ancora il quinto Paese partner della Russia e le aziende italiane sono il punto di riferimento quanto a know-how, qualità e flessibilità. L’Italia sta gradualmente recuperando la sua posizione di principali investitori nell’economia russa, in particolare nel settore energetico, meccanico e farmaceutico. Tuttavia, perché le relazioni Italia-Russia diventino prioritarie per entrambe le parti, manca un dialogo politico adeguato. A medio e lungo termine, ciò potrebbe peggiorare l’interazione tra i nostri due Paesi e incidere negativamente sull’operato delle aziende.

In particolare, le difficoltà per lo sviluppo delle relazioni industriali e tecnologiche sono create dalla limitazione agli spostamenti, dalle regole per l’attraversamento dei confini dell’Unione Europea, dalle procedure di rilascio dei visti, dalla quarantena obbligatoria, anche per cittadini italiani o stranieri vaccinati con il vaccino Sputnik V o dotati di un certificato vaccinale diverso da quello europeo. Anche l’attivazione del Green Pass europeo limiterà ulteriormente le imprese. Non si sa ancora quando il traffico aereo tra Italia e Russia sarà completamente ripristinato. Anche se, ad esempio, la Grecia ha già discusso con la Russia su base bilaterale un metodo attraverso il quale è possibile garantire la circolazione in sicurezza non solo di imprenditori ma anche di turisti. Per questo è previsto un sistema di certificati e lo scambio di alcuni protocolli sanitari ed economici con la Russia. Nella stessa direzione anche la nostra associazione si sta facendo portavoce alle istituzioni italiane e russe affinché si possano stabilire regole comuni e riconoscere i certificati vaccinali.

Questo è infatti importante non solo nel settore del turismo, che rappresentava il 13% del PIL italiano nel 2019 (ultimo anno pre Covid), ma anche per quanto riguarda i viaggi d’affari e gli eventi; il Forum economico di San Pietroburgo, o Innoprom, recentemente conclusosi, costituiscono la base per lo sviluppo delle relazioni economiche e sociali: pertanto è importante il libero accesso a questo tipo di manifestazioni.

Gli imprenditori stanno vivendo un momento di tensione globale. Segnali di ripresa economica si fanno già sentire e i prossimi mesi saranno cruciali per la politica internazionale. È giunto il momento del dialogo, per rafforzare ulteriormente le nostre relazioni amichevoli e rinnovare la nostra cooperazione commerciale.

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Questo articolo fa parte della rubrica “Fare affari in Russia”, realizzata in collaborazione con la Camera di Commercio italo-russa e firmata dal presidente della CCIR, Vincenzo Trani. Ogni due settimane analizziamo un aspetto specifico del business bilaterale attraverso interviste, esperienze dirette, analisi e approfondimenti. La rubrica si pone come uno strumento per capire meglio l’orizzonte degli investimenti italo-russi, una bussola per orientare e ispirare quelle imprenditrici e quegli imprenditori ancora pronti a scommettere sul Paese più grande del mondo.

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