Le cinque più sontuose corone imperiali russe giunte fino a noi

Great Imperial Crown of Russia

Great Imperial Crown of Russia

Getty Images
Solitamente questi lussuosissimi copricapi, simbolo del potere regale, venivano creati per l’incoronazione e poi rismontati. Ma ci sono state alcune importanti eccezioni

Fino a Pietro il Grande (1672-1725), la principale insegna dell’autocrazia russa era la “Corona di Monomaco”, conservata oggi al Cremlino. Interessante notare che in russo si chiama “Шапка Мономаха” (“Shápka Monomákha”), dove con la parola “shapka” si indica di solito il “cappello”; il “berretto”. Del resto a quei tempi non si usava ancora neppure il verbo, chiaramente non slavo, “короновать” (“koronovát”; “incoronare”) ma bensì la locuzione “венчать на царство” (“venchát na tsarstvo”).

Pietro, tra le sue numerose riforme, rivide anche queste vecchie tradizioni e prese in prestito alcuni riti dalle monarchie occidentali. Lui era stato incoronato ancora da bambino con il vecchio rituale, ma nel 1724 incoronò con le nuove regole sua moglie, la futura imperatrice Caterina I. La sua corona venne in seguito smontata (anche se ora all’Armeria del Cremlino di Mosca è esposto il telaio). Anche le corone di Pietro II e di Elisabetta Petrovna furono smontate. La corona di Caterina II (la Grande) ha invece evitato questo destino. E tutti i Romanov dopo di lei sono stati incoronati proprio con quella corona. Oltre alla grande corona, i governanti ne avevano di più piccole per cerimonie speciali. Alcune delle insegne imperiali si sono conservate fino ad oggi.

1 / Grande corona imperiale

La grande corona imperiale

La “Bolshája Imperátorskaja Koróna” è la più famosa corona dell’Impero russo, creata per l’incoronazione dell’imperatrice Caterina II (la Grande) nel 1762. È decorata con quasi 5.000 diamanti, 75 perle naturali indiane e un enorme spinello. Il telaio è realizzato in argento. Oltre che nel corso dell’incoronazione, veniva indossata per le cerimonie solenni. L’ultima volta fu sulla testa di Nicola II in occasione dell’inaugurazione della Duma di Stato nel 1906.

Caterina II, di S. Torelli

La corona viene conservata nell’Armeria del Cremlino di Mosca insieme ad altri importanti insegne imperiali: lo scettro e il globo crucigero. L’originale si può vedere solo a Mosca: non viene mai spostata dal museo. Per i prestiti ad altri musei, anche all’estero, nel 2012 è stata creata una copia, ma cambiando i materiali: è in oro bianco, perle australiane e rubellite. I diamanti utilizzati vengono dalla Jakuzia e sono circa… 11 mila!

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2 / Piccola corona imperiale

La piccola corona imperiale

La “Málaja Imperátorskaja Koróna” andava sulla testa del coniuge del sovrano durante l’incoronazione. La tradizione si affermò dopo Caterina II, e una tale corona era considerata proprietà privata e poteva essere ereditata. Il più delle volte, la piccola corona veniva fatta smontare dai legittimi proprietari che, con i pezzi, si facevano fare altri gioielli. Per questo, solo una piccola corona imperiale ha raggiunto i nostri giorni, e gli esperti sono divisi su a chi sia appartenuta. Alcuni storici ritengono che sia quella fatta nel 1801 per la moglie di Alessandro I Elizaveta Alekseevna, altri quella del 1856 per la moglie di Alessandro II Maria Aleksandrovna.

Mihály Zichy. L'incoronazione di Alessandro II

È molto più piccola della Grande corona imperiale, anche se la ricorda per la forma, ed è anche lei fatta di argento e riccamente decorata. Ha 48 diamanti grandi e 200 piccoli (piccoli per gli standard imperiali…). Anche questo cimelio è conservato all’Armeria del Cremlino.

È interessante notare che, dopo la Rivoluzione del 1917, quando i gioiellieri fecero l’inventario dei tesori reali, c’era un’altra piccola corona sulla lista. Nulla si sa su che fine abbia fatto. Molto probabilmente, è stata venduta nelle aste europee per far cassa.

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3 / Corona nuziale

Questa corona si trova oggi a Washington

La “Venchálnaja koróna” è una piccola corona elegante in velluto, tempestata di diamanti, che faceva parte di un abito da sposa. Nel 1884, la indossò in occasione del suo matrimonio Elizaveta Fjodorovna, la sorella dell’ultima imperatrice consorte di Russia, Aleksandra Fjodorovna. Venne poi indossata da altre donne della casata Romanov. La corona non venne smontata come altre, dal momento che alla fine del XIX secolo si susseguirono un gran numero di matrimoni dei membri della famiglia. 

Oltre alla corona, in testa alla sposa c’era anche un diadema con un diamante rosa e orecchini a ciliegia. Il tutto pesava molto. E questi non erano gli unici gioielli che aveva indosso.

Il matrimonio del granduca Sergej e della principessa Elisabetta d'Assia, 1884 // Elisabetta Feodorovna

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La corona nuziale dopo la Rivoluzione non venne ritenuta particolarmente preziosa dai gioiellieri e venne venduta all’antiquario Norman Weiss nel 1926. Poi è finita più volte all’asta, ha decorato la testa di modelle Cartier e anche di vincitrici di un concorso di bellezza. Nel 1966, è stata acquistata da Marjorie Merriweather Post (1887-1973), grande collezionista di arte russa. Ora la corona è conservata nel Museo Hillwood, che ha sede nella residenza della collezionista, vicino a Washington.

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4 / Corona di Anna I di Russia

La corona dell'imperatrice Anna Ioannovna

La nipote di Pietro il Grande, Anna Ioanovna, regnò dal 1730 al 1740 ed è rimasta famosa per il suo sfrenato amore per il lusso. In occasione della sua incoronazione, venne creata questa enorme corona d’argento con doratura. È decorata con 2500 diamanti e rubini. In parte sono stati tolti dalla corona di Caterina I, per esempio la più grande tormalina viene da lì. Originariamente c’erano anche un centinaio di perle sulla corona, ma secondo l’inventario fatto dopo la morte dell’imperatrice, erano misteriosamente scomparse.

Louis Caravaque. Ritratto dell'imperatrice Anna Ioannovna, 1730

Perché non sia stata smontata dopo la cerimonia è assolutamente non chiaro. Tuttavia, è noto che è stata utilizzata per l’incoronazione dell’imperatore Nicola I. Ma non quella principale di Mosca da imperatore di tutte le Russie, bensì quella di Varsavia come Zar di Polonia (il cosiddetto Regno del Congresso fu semi-indipendente fino alla rivolta sedata del 1831). Dopo quella cerimonia di incoronazione, la Corona è entrata nel Fondo dell’Armeria del Cremlino, dove è conservata ancora oggi.

5 / Corona maltese

La corona maltese di Paolo I

L’imperatore Paolo I nel 1798 assunse il titolo di Gran Maestro del Sovrano Militare Ordine di Malta, il più antico ordine cavalleresco del mondo, che ancora oggi è un soggetto di diritto internazionale, nonostante non abbia territori. Quello di Gran maestro è il ruolo apicale nell’ordine. Ma perché lo ricoprì un imperatore russo, per di più battezzato all’Ortodossia?

Il fatto è che nel 1798 Napoleone conquistò Malta, e i Cavalieri dell’Ordine si rivolsero a Paolo I affinché assumesse la guida dell’ordine e desse loro asilo. L’imperatore ne fu ben contento e aggiunse persino la corona maltese sull’emblema dell’Impero russo.

Chi sia l’autore di questa corona non è noto: probabilmente i gioiellieri della corte russa, anche se secondo altri esperti sarebbe opera dei gioiellieri maltesi. La corona è in argento dorato a forma di archi che sostengono un globo sovrastato dalla croce maltese.

Vladimir Borovikovskij. Paolo I di Russia

Il successore di Paolo I, Alessandro I, si sbarazzò dei poteri di Gran Maestro e rimosse la corona maltese dallo stemma imperiale, ma i Cavalieri di Malta continuarono a vivere in Russia fino al 1834, quando trasferirono la loro sede a Roma. Dal 1827, la corona è conservata nell’Armeria del Cremlino.

A proposito, la corona maltese è ancora raffigurata sullo stemma (reintrodotto nel 1995) della città di Gatchina, vicino a San Pietroburgo (qui si trova anche il Palazzo del Priorato, antica residenza dell’Ordine).


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