Sarà un regista russo a girare per Hbo la trasposizione sullo schermo del videogame “The Last of Us”

Cultura
VALERIA PAIKOVA
Si tratta del giovane Kantemir Balagov, pluripremiato a Cannes, e il cui ultimo film è stato consigliato persino da Obama

Craig Mazin (1971-), autore della serie tv del 2019 “Chernobyl”, adatterà per lo schermo il frenetico videogame per PlayStation “The Last of Us”. La puntata pilota vedrà come produttore esecutivo Neil Druckmann (1978-), scrittore, programmatore nonché direttore creativo proprio di questo gioco. I dettagli su chi sarà il protagonista dell’attesissimo adattamento non sono stati ancora pubblicizzati, ma a quanto pare, il regista russo Kantemir Balagov (1991-) avrà voce in capitolo, almeno secondo il produttore russo Aleksandr Rodnjanskij, che lavora con lui (e che è anche produttore del film “Chernobyl” russo, in uscita nel 2021).

“The Last of Us” è ambientato negli Stati Uniti post-apocalittici. Dopo che un fungo mutante ha trasformato la maggior parte delle persone in zombi, coloro che sono sopravvissuti a circa vent’anni di quell’orrore sono costretti a vivere in zone di quarantena. Pieno di suspense e colpi di scena strazianti, il popolarissimo gioco tiene i fan con il fiato sospeso per ore.

“Mi tremano le mani. I sogni diventano realtà. Sono un grande fan di ‘The Last of Us’ e non dimenticherò mai come questo gioco abbia aperto qualcosa di nuovo dentro di me: mi ha mostrato qualcosa che non avevo mai visto prima in me stesso. Fino a poco tempo, non credevo che questo sarebbe mai diventato possibile”, ha scritto Kantemir Balagov sulla sua pagina Instagram.

Balagov ha un vero talento per la narrazione visiva. I suoi film sono come mosaici riccamente decorati, con personaggi straordinari e genuini.

A soli 29 anni, il regista russo ha sviluppato un grande occhio per i personaggi non stereotipati e un orecchio per gli argomenti delicati. Esplora le relazioni, la religione e il romanticismo con l’amarezza della speranza e le vertigini della disperazione.

Balagov può sembrare timido e chiuso, ma sicuramente non manca di ambizione. In un breve periodo di tempo, Kantemir è passato da essere un appassionato di cinema sconosciuto della provinciale città di Nalchik (capitale della Cabardino-Balcaria, una repubblica nel Caucaso settentrionale) a essere uno dei nomi di punta della scena cinematografica russa. I suoi film sono stati presentati in anteprima mondiale a Cannes, raggiungendo un vasto pubblico e vincendo premi.

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Balagov ha rivelato il suo potenziale di cineasta frequentando i corsi di studio del cinema di Aleksandr Sokurov, considerato da molti un geniale maestro.

Il suo altro mentore e produttore, Aleksandr Rodnjanskij, ha detto che storie in stile Cenerentola come questa sono quasi impossibili da immaginare. “Un ragazzo di 29 anni di Nalchik, un appassionato gamer, diventa regista dell’adattamento cinematografico di uno dei giochi più popolari al mondo, con la sceneggiatura scritta dallo sceneggiatore di maggior successo della più famosa tv americana [HBO]. Ma questa non è una favola. Questo è un esempio di come funziona l’industria cinematografica moderna ai nostri tempi. La nazionalità o il Paese di origine non contano”, ha scritto Rodnjanskij sul suo account Instagram.

Kantemir ha esordito nel 2017 con “Tesnotà” (ossia: “Angustia”). Il film, presentato nella sezione “Un Certain Regard” a Cannes , vinse il Premio Fipresci. È un film sulle sfide delle tensioni religiose ed etniche nel Caucaso russo. L’atmosfera ermetica del dramma è stata perfettamente bilanciata dall’estetica visiva rilassante di Balagov.

Il suo secondo lungometraggio, del 2019, “La ragazza d’autunno” (titolo originale russo: “Dylda”, ossia “Spilungona”) è ambientato nel 1945 nella Leningrado devastata dalla Seconda Guerra Mondiale. Il dramma ruota attorno a due giovani donne, che lottano per ricostruire le loro vite da zero, imparando a vivere e ad amare di nuovo.

Prodotto da Aleksandr Rodnjanskij, il film ha vinto a Cannes, sempre nella sezione Un Certain Regard sia il Premio Fipresci che quello alla Miglior regia, mentre al Torino Film Festival sono state premiate Viktorija Miroshnichenko e Vasilisa Perelygina come Migliori attrici. 

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I film di Balagov sono lodati per il loro straordinario stile visivo, che è difficile da definire. Il regista crea microcosmi della società. I suoi personaggi hanno un pesante bagaglio emotivo, sono pieni di intensità e dramma interiore, si muovono tra due mondi, il presente e il passato, ma non appartengono a nessun luogo. 


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