Tolstoj a Mosca: i sette luoghi principali legati allo scrittore

Pavel Kuzmichev; Getty Images
Se siete grandi appassionati dell’autore di “Guerra e pace”, non perdetevi un pellegrinaggio tra i suoi posti nella capitale russa

Casa del tenente colonnello Shcherbachev sulla via Pljushchikha

Via Pljushchikha 11

Tolstoj (1828-1910) nacque nella regione di Tula, nella tenuta di famiglia da parte di madre di Jasnaja Poljana, e arrivò a Mosca per la prima volta solo all’età di 8 anni, nel 1837, quando uno dei fratelli maggiori doveva iniziare l’università. Le informazioni su questo periodo non sono poi così tante, ma si ritiene che la famiglia Tolstoj abbia vissuto in questa casa al numero 11 di via Pljushchikha. Nel romanzo autobiografico “Infanzia”, il protagonista lascia per la prima volta il suo luogo natale e la vita del villaggio e si reca a Mosca.

Presto giunse da Jasnaja Poljana la notizia della morte del padre di Tolstoj, e i bambini più piccoli, incluso Lev, se ne tornarono in campagna. Mosca fece un’impressione incredibile sul piccolo Tolstoj, che fu particolarmente affascinato dal Cremlino (e questo entusiasmo si rifletté più tardi in “Guerra e pace”).

Tenuta cittadina degli Ivanov 

Vicolo Sivtsev Vrazhek 34, edificio 1 

L’estate del 1837 fu quasi l’unica nella vita di Tolstoj che trascorse in città: in seguito sarebbe venuto a Mosca solo d’inverno. Nel 1848 e nel 1850-1851 Tolstoj affittò un appartamento nella casa di un certo consigliere titolare Ivanov. È proprio qui che ebbe l’idea delle sue prime opere, e qui scrisse il racconto “Storia della giornata di ieri” (1850) e iniziò il romanzo autobiografico “Infanzia” (poi pubblicato nel 1852). 

Ora conosciamo il Tolstoj vecchio moralista, quindi è difficile credere che questo periodo della sua vita sia associato al gioco d’azzardo e al divertimento in società e con le donne… 

Parco Sokolniki 

Fin dai tempi di Pietro il Grande, i tedeschi di Mosca organizzavano in questo parco festeggiamenti ogni 1° maggio, giorno allora associato all’inizio della primavera, e certo non alla Festa del Lavoro, come sarebbe stato più tardi, in epoca sovietica. La tradizione di quegli “expat” del tempo di Pietro fu poi adottata dagli stessi moscoviti (c’è anche un racconto di Anton Chekhov che si intitola “Feste popolari a Sokolniki”).

Tolstoj amava far baldoria qui. È noto che Lev e suo fratello maggiore Nikolaj fecero bisboccia a Sokolniki nella notte del 1º maggio 1851. Il giorno successivo, Tolstoj seguì suo fratello nel servizio militare nel Caucaso.

A proposito, è nel bosco di Sokolniki che si svolge il duello di Pierre Bezukhov con Dolokhov in “Guerra e pace”. La moglie di Bezukhov, Hélène, bella ma immorale figlia del principe Kuragin, lo aveva tradito con Dolokhov, e tutta l’alta società non parlava d’altro. All’improvviso, con sorpresa per tutti e per se stesso, Pierre sfida l’amante della moglie a duello e, sebbene non avesse praticamente mai sparato prima, vince.

Casa-ufficio dei mercanti Vargin 

Via Pjatnitskaya 12

Tolstoj affittò questa casa già nel 1857-58. Alle spalle aveva già la guerra di Crimea e la difesa di Sebastopoli. Inoltre, Tolstoj era già diventato noto come scrittore: aveva già pubblicato la trilogia “Infanzia”, Adolescenza”, “Giovinezza” e “I racconti di Sebastopoli”. 

La casa in via Pjatnitskaja divenne il centro di attrazione per gli scrittori di Mosca, e tra i frequenti ospiti ci furono il drammaturgo Aleksandr Ostrovskij e il poeta Afanasij Fet-Shenshin. Ora questo edificio ospita il Centro Tolstoj, una delle sedi del Museo di Stato Tolstoj (con una mostra dedicata alla moglie dello scrittore, Sofja Tolstaja). 

Il club inglese 

Via Tverskaja 21 

Tolstoj visitava spesso questa villa di un rosso splendente sulla via principale di Mosca. Era un’istituzione dell’alta società molto alla moda, con una quota associativa impressionante. In “Anna Karenina,” lo scrittore definisce il club “il tempio dell’ozio” e lo descrive anche in “Guerra e pace”, anche se, in realtà, negli anni in cui il romanzo ha luogo, il club era in un’altra sede, la non meno lussuosa villa dei principi Gagarin sullo Strastnyj Boulevard. 

Tenuta cittadina di Sologub (Casa dei Rostov) 

Via Povarskaja 52/55 

Questa casa è considerata il prototipo della tenuta dei Rostov in “Guerra e pace”, e a tal proposito vi è anche una targa affissa fin dai tempi sovietici. 

All’epoca di Tolstoj, qui viveva la famiglia Bode-Kolychjov, dei nobili francesi emigrati in Russia durante la Rivoluzione Francese. Tolstoj era imparentato con loro e spesso veniva qui come ospite, anche perché i Bode-Kolychjov organizzavano frequentemente balli ed eventi sociali. 

Tenuta di Khamovniki 

Via Lev Tolstoj 21 

Ogni visita a Mosca distruggeva l’equilibrio emotivo della vita in campagna di Tolstoj. Quando arrivò in questa città nella sua infanzia, il giovane Levushka realizzò per la prima volta che c’è un’altra vita oltre alla vita della sua casa, della sua famiglia, e c’erano altre persone indifferenti ai suoi problemi. Qui, quando aveva ormai più di cinquant’anni, Tolstoj visse una profonda crisi spirituale, che covava da molto tempo, e ripensò tutti i suoi valori. “Quello che mi è successo è che la vita del nostro circolo ristretto – i ricchi, gli studiosi – non solo mi si è rivoltata contro, ma ha anche perso ogni significato”, scrisse ne “La Confessione”, il libro scandalo del 1879, subito messo al bando. 

Nel 1882 i Tolstoj acquistarono la loro prima casa a Mosca, un maniero a Khamovniki. L’acquisto era pensato per risparmiare sull’affitto degli alloggi durante lo svernamento di Mosca. Questa casa divenne un vero centro culturale di Mosca: i più eminenti scrittori, compositori, musicisti e critici vi vennero in visita a Tolstoj.

Ora in questa casa c’è la Tenuta-museo Tolstoj. 

È interessante notare che invece l’edificio in cui si trova l’esposizione letteraria dedicata a Tolstoj, il Museo statale Lev Tolstoj di via Prechistenka 11 non fu mai visitato dallo scrittore. Ma nel 1911 il primo organizzatore del Museo Tolstoj, Valentin Bulgakov, decise che questo palazzo in stile Impero era un posto degno per una istituzione di questo tipo.

 

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