Cinque cose da fare a Norilsk (se davvero arrivate fin qui)

Maria Nikitich/Sputnik
Se siete tra i pochi che hanno il sogno di visitare questa città industriale distopica, costruita sul permafrost al di là del Circolo polare artico dai prigionieri dei Gulag, abbiamo preparato per voi una guida alle bellezze locali

A Norilsk (quattro ore e un quarto di volo da Mosca) non c’è né un’antica fortezza, né una bella tenuta. L’inverno dura nove mesi e la neve non fa in tempo a sciogliersi nemmeno entro l’estate, se non decide di cadere anche in pieno luglio. Fin qui si può arrivare solo per via aerea (tutto l’anno) o via fiume (d’estate, quando le vie d’acqua non sono gelate) e non basta il visto ma bisogna ottenere uno speciale permesso. Si può cercare di districarsi con la burocrazia sul sito (solo in russo) dell’amministrazione cittadina o ricorrere ai servigi di un’agenzia turistica.

Tutto questo spaventa non solo i turisti stranieri, ma anche gli stessi russi. Così, se sarete tra quelli che arrivano fin qui, potrete vantarvi con gli amici di essere tra i pochi ad averlo fatto. L’Agenzia per lo sviluppo di Norilsk dice che sono circa 200 gli stranieri che visitano la città ogni anno, se non si tiene conto dei cittadini dei Paesi ex sovietici della Comunità degli Stati indipendenti.

Norilsk sorge al di sopra del Circolo polare artico e tutta la sua storia testimonia la caparbietà eroica dell’uomo. La città venne costruita nel 1935 nelle più difficili condizioni (freddo estremo e notte polare) e oggi lavorano e vivono qui più di 170 mila persone che non vedono la luce del sole per alcuni mesi all’anno e per i quali fare la spesa costa molto più salato che per gli altri russi, perché qui non cresce niente.

Cosa fare se doveste arrivare come turisti in questo monumento vivente della volontà dell’uomo e della sua capacità di superare i limiti?

1. Visitare il Golgota di Norilsk

Norilsk è uno dei più grandi centri industriali della Russia. Questa “oasi nel bel mezzo del deserto di neve”, come la definì negli anni Trenta un giornale locale, venne costruita dai prigionieri del Norillag, il Campo correttivo di lavoro di Norilsk, ossia un gulag, “per meritare il perdono del popolo sovietico”.

Negli anni Novanta alle pendici della Montagna Shmidtikha furono trovati i resti dei reclusi e fu aperto un memoriale alle vittime, chiamato il “Golgota di Norilsk”: il monumentale “Ultimo cancello”, di 56 metri, ricorda l’ingresso di un’antica prigione siberiana. Qui si può capire fino in fondo quale prezzo di vite umane abbia pagato il Paese per costruire questo miracolo industriale nel Nord estremo.

2. Vedere l’architettura più settentrionale

Sotto il piano delle bellezze architettoniche, Norilsk è una grigia e comunissima città sovietica. A esclusione di un paio di case, qui non c’è nessun particolare eccesso.

“Norilsk è un posto veramente duro, e lo capisci fin dall’inizio”, dice William Brumfield, professore di Studi slavi alla Tulane University di New Orleans, in Louisiana (Usa). Lui ha visitato la città nel 2016, invitato dal Museo di Storia di Norilsk. “A parte un paio di vie centrali che fanno da vetrina, e che furono costruite dai forzati nel decennio dopo la fine della Seconda Guerra mondiale, il resto degli edifici presenta il minimo basico e funzionale per la sopravvivenza. L’ostinazione è fondamentale per vivere qui. La città e i suoi abitanti devono vedersela con alcune delle più dure condizioni sull’intera terra”.

Una particolarità della città è che completamente costruita sul permafrost, per cui tutti gli edifici sono sulle palafitte, e le porte d’ingresso sono poste molto in alto per non restare bloccate dai grandi mucchi di neve.

Norilsk è costruita in modo da difendere il più possibile gli abitanti dai gelidi venti che sferzano queste regioni settentrionali: le lunghe file di case sono disposte in modo da costruire una sorta di parete contro le raffiche. E gli edifici sono uno vicino all’altro, lasciando solo degli stretti spazi per il passaggio.

Per la sua straordinaria posizione, molte cose in città hanno il titolo di “più settentrionale”. Per esempio la moschea Nord Kamal su palafitte, costruita a metà degli anni Novanta, è la moschea più settentrionale al mondo. E sotto di lei il permafrost è uno strato spesso tra i 300 e i 500 metri.

3. Fare esperienza del vero inverno

No, non è la città più fredda della Russia, per quel record dovrete andare altrove, ma ciononostante qui fa un freddo terribile, e l’inverno dura da settembre a maggio, spesso con nevicate estive. Già in autunno la temperatura scende a meno 30 ºC e per di più da nord spirano venti gelidi e fortissimi. La giornalista italiana Lucia Bellinello, che è stata qui nel novembre del 2016 ricorda come poteva stare all’aperto non più di 10-15 minuti, anche se era bardata con i più caldi abiti invernali. “Poi dovevamo entrare a scaldarci in qualche supermercato”, sorride.

Ma vento e gelo non sono tutto. Per lunghi mesi le persone qui non vedono la luce del sole per via della notte polare. Unico lato positivo, qui si può vedere spesso l’aurora boreale (questi sono gli altri posti in Russia dove avvistarla). 

Le persone del luogo prendono molto sul serio il freddo. E sono disposte ad aiutare anche un completo sconosciuto non lasciandolo per strada e facendolo riscaldare in casa o chiamandogli un taxi.

“A Norilsk il freddo del clima è compensato dal caldo del cuore della gente”, ha detto il giornalista estone Jaanus Piirsalu, che è stato qui nel gennaio del 2018.

Ogni tanto fa caldo, ma raramente e certo non a lungo: quelli del posto scherzano dicendo che ogni tanto viene caldo quando loro sono al lavoro.

4 Cambiare il vostro punto di vista sulle cose

Molte cose, alle quali di solito non prestate attenzione, qui sono totalmente diverse. Per esempio, internet. C’è, ma è estremamente costoso e lento, per cui non riuscirete quasi sicuramente a caricare un video su Instagram.

Oppure, il fare la spesa all’alimentari. Anche solo comprare due cetrioli e qualche pomodoro vi costerà qui come riempire il carrello nella Russia centrale. E questi prezzi folli dipendono dal fatto che i prodotti possono essere portati qui, così come le persone del resto, solo in due modi: d’estate lungo il fiume Enisej e d’inverno in aereo.

E ancora: amate le passeggiate al parco? Beh, qui gli alberi non crescono e restano nani. I veri giardini d’inverno sono costruiti all’interno di case ed edifici vari, dove, grazie al riscaldamento, la vegetazione cresce più florida.

5. Cercare il centro della Russia

Ma la parte più interessante inizia fuori dai confini della città: la bellezza della tundra infinita vi meraviglierà non meno della surreale esperienza urbana della stessa Norilsk. E da qui i turisti partono alla volta dell’Altopiano Putorana, incluso nella lista dei Patrimoni dell’umanità dell’Unesco, un meraviglioso luogo dove i canyon sembrano non avere fine e i fiumi erompono dalle rocce formando le più alte cascate di Russia. E in quella zona c’è anche il Lago Vivi, considerato il centro geografico della Russia.

Dopo Norilsk volete visitare anche Magadan, altra capitale dei Gulag? Ecco la guida 

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